FESTIVAL UNITÀ 1952-1990
tratto da L'Espresso di domenica 16 settembre 1990 (Anno XXXVI - N. 37)

Festival Unità 1952
Al provinciale di Bologna Canta Carlo Buti. Sfilata con complessi ginnici schierati per nove, gli altri per sei. Ordine rigorosissimo: al n. 1 venti motociclisti, al n. 2 la banda Puccini, segue la parola d'ordine «l'Italia vuole verità», al 18 quadri di Gramsci e Togliatti, al 23 Mao Tze Tung, 27 parola d'ordine «no alla bomba atomica», 39 ritratti di Lenin e Stalin, 47 coro delle mondine di Pegola, 51 Nenni e Curiel, 70 «selva di bandiere». Stellina della festa è eletta Marsa, operaia di uno scatolificio. Segue sfilata di mode coi modelli "Malibran", "Prime piogge" e "Mare d'erba" della sartoria Myricae di Roma. Al nazionale di Torino i lavoratori delle Reggiane sfilano innalzando il trattore R60, simbolo del lavoro. Ci sono ben tre ristoranti e il piatto del giorno è il magatello. Lotteria: primo premio una valigia. Il compagno Barbieri vince una pianta grassa al tiro a segno. Gara podistica, burattini, coro russo "Voronietz". Raggiunti i 45 milioni di sottoscrizione. Togliatti nel discorso finale invita a difendere la Costituzione. La stampa ignora l'avvenimento.

Festival Unità 1961
Il compagno Armaroli porta il saluto del partito socialista contro il "dispotismo patronale". Cantano Nilla Pizzi, Luciano Tajoli e Orio Cocconi, presenta Daniele Piombi. Dibattito su Algeria e colonialismo. Accolti con entusiasmo una delegazione di sette braccianti pugliesi e il forno dei vetrai della Val d'Elsa. Al nazionale cantano Celentano e Marco Barreto. L'altoparlante comunica a tutti i compagni di sospendere le ordinazioni di magatello. Lotteria: si vince una Fiat 500. Il compagno Barbieri non trova più il tiro a segno perché bisogna deporre le armi. Vince ugualmente un ficus al gioco della cavia. Raggiunti i 700 milioni di sottoscrizione. Spettacolo del balletto cecoslovacco "Blecavan" in cui qualcuno crede di riconoscere il coro di Voronietz riciclato. Discorso di Togliatti contro le basi Nato e l'atomica. I giornali mugugnano.

Festival Unità 1973
Sfilata "a sorpresa" della cooperativa sarti di Milano. Alla libreria si presentano i libri di Manuel Scorsa e Pietro Secchia. Ogni giorno si sorteggia un viaggio di dieci giorni in Polonia. Il ristorante polacco "il Cervo" è il più frequentato anche se non ha il magatello. Recital di Pollini, Abbado, Claudio Villa e Sergio Endrigo. Ospiti d'onore Santiago Carrillo e il profeta dell'ecologia Barry Commoner. Il compagno Barbieri trova il gioco della cavia abolito in quanto antiecologico, ma vince a tombola due ficus di dimensioni amazzoniche. Nasce "la tv del festival". Lotteria: primo premio una Fiat 126, secondo premio uno scaldabagno. Dibattiti su Cile e terrorismo. Il Caffè teatro: Caterina Bueno, il coretto di Orgosolo, le Mondine di Novellara e il coro rumeno della federazione di Brasov, nel quale vengono individuati numerosi componenti del coro Voronietz travestiti. Berlinguer parla a 700 mila persone, il telegiornale di Branzi ne parla 17 secondi.

Festival Unità 1980
Il festival apre pochi giorni dopo i 28 arresti per la strage di Bologna e la promessa di fulminea vertà. I ristoranti sono 23 più sei sale dibattiti. Vince il record degli incassi "la Fattoria" con 300 milioni. Il magatello finisce in una settimana. La sottoscrizione raggiunge i 12 miliardi. Concerto degli africani Zila e del coro russo di Voronietz triplicato da figli e nipoti. Dibattito: Lama e Ingrao discutono del Mezzogiorno. Spettacoli di Dalla e Benigni. Il compagno Barbieri non trova più la tombola, definita da Abruzzese "paleospettacolare" e gioca alla pesca elettronica dove rivince uno stramaledetto ficus di 12 metri. Berlinguer chiude parlando a un milione di persone per "l'Unità", 400 mila per il "Corriere", 100 mila per l'"Avvenire".

Festival Unità 1990
Cinquanta ristoranti sfamano 250 mila persone, pari a due terzi degli abitanti di Bologna e a un terzo dei titolari di una rubrica sull'"Espresso". Concerti: Aerosmith, Whitesnake e David Bowie. Sbranate 99 tonnellate di cocomeri. All'annuncio dell'altoparlante «sono sospese le ordinazioni di magatello», un vecchio iscritto si alza urlando: «Ma si può sapere una volta per tutte che cazzo è 'sto magatello?». Si aprono gli archivi e si scopre che è girello di bue. Il compagno Tamburrano porta il saluto degli stilisti socialisti. Costruite 150 toilettes. Dibattiti: semifinali, Fassino contro Magri, Petruccioli contro Pannella. Occhetto si aggira per gli stands travestito da fischietto. Finalmente un comunista ottiene grande attenzione e ore di interviste su tutti i canali tv: si chiama Warren Beatty. Il coro Voronietz conquista Las Vegas. Il compagno Barbieri porta il figlio al tiro a segno, tornato nazionalpopolare. Il figlio vince un piccolo ficus sparando con perizia. Il filo rosso della violenza è riallacciato. Gelli e Andreotti possono filare tranquilli altri dieci anni.


Stefano Benni