L'ULTIMO ANATEMA
tratto da L'Espresso di domenica 28 ottobre 1990 (Anno XXXVI - N. 43)

LETTERA DI MORO AD ANDREOTTI N. 419
Caro Giulio:
adesso ho proprio capito che non avete la minima intenzione di trovarmi. Qua mi spostano da un covo all'altro e ogni volta i carabinieri ci scoprono e se ne vanno. In via Gradoli ho lasciato astutamente aperta la doccia e tutto il piano si è allagato. Ho sentito arrivare la "pantera" della polizia e la voce di un capitano che diceva: «Andiamo via, andiamo via, che qua sono capaci di chiederci se gli ripariamo il tubo».
Nella villetta di Focene, in giardino erano posteggiate due auto di brigadisti regolarmente pedinate. Anche lì ho sentito arrivare i carabinieri e la solita voce che diceva: «Ah, vedi che ogni tanto la scopatina clandestina se la fanno anche loro?». In via Monte Nevoso è andata anche peggio. Quando è entrata la Digos io ero legato e imbavagliato su una sedia. «Chi è quello?» ha chiesto il solito capitano. «E' il nonno», ha detto il Bierre: «Se non lo teniamo così, va fuori a ubriacarsi. E' predisposto geneticamente». Il capitano ha sbuffato e ha iniziato a gridare: «Guardate in tutte le intercapedini!». Ma ho capito subito che nessuno degli agenti sapeva cosa voleva dire "intercapedine". Un militare ha detto sottovoce a un altro: «Credo che sia un pesce». Hanno dato un'occhiata dentro al frigo, poi se ne sono andati.
Va bene, ho capito, mi avete mollato. Ma ricordatevi: tutti voi, miei ipocriti amici democristiani e voi miei nemici comunisti, e voi autori di satira tutti. Io lancio su di voi il mio anatema: io prevedo che andrà anche peggio di così Il mio Mistero sarà il capolavoro dei Grandi Misteri Insoluti Italiani, e cadranno aerei e salteranno treni e nasceranno logge segrete e nessuno pagherà. E verrà un giorno, anche se pare impossibile, che Gava sarà ministro antimafia, e sarà dimesso non già dall'indignazione generale ma dalla Nutella. E al suo posto verrà eletto uno che dichiarerà pari pari: «Per battere la criminalità organizzata , ci vuole un gran culo». E mentre le mie lettere finiranno sul Postal Market, gli americani finiranno con tutto l'esercito in mezzo a un deserto senza sapere più che cazzo fare, gli israeliani massacreranno e il Nobel della pace (udite udite!) verrà dato a un Russo.
Ma non ridete, voi comunisti italiani! Che tutto l'Est cadrà a pezzi e voi vi ritroverete, dentro un regime ancora più fetente di questo, a disegnare alberini. E non ci sarà limite al peggio: e dopo Longo verrà Pomicino, dopo De Carolis verrà Formigoni, dopo Orefice verrà Bruno Vespa, dopo Gervaso verrà Gianni Letta, dopo Raffa verrà Sandra Milo, dopo Toto Cotugno verrà Jovanotti, dopo D'Agostino verrà Sgarbi, dopo Agnelli verrà Berlusconi, dopo Alvaro Vitali verrà Biscardi e dopo Rambo verrà Mortillaro. Solo davanti a Mike Bongiorno il big-bang del mio anatema troverà un limite concettuale e si ritrarrà inorridito. E io vi dico che verrà un materassaio il quale pescherà nel torbido e fonderà logge segrete e complotterà e poi un giorno bello candido se ne uscirà con un libro dal titolo "Come avere successo", e da ex-piovra diventerà cocco di regime.
E non una sola strage avrà giustizia, e venderete armi e cannoni che vi spareranno contro, e resterete senz'acqua, e una nube pestilenziale ammorberà la Lombardia, e la mafia conquisterà il Sud, e sul suolo italico cresceranno come brufoli degli stadi giganteschi che resteranno deserti e dove l'erba marcirà e nasceranno funghi enormi e anche lì sotto troverete lettere mie e borse di Sindona e disegni porno di Leopardi che verranno commentati dai più austeri critici, e avrete duecento televisioni tutte uguali e vi sbranerete dicendo che ne volete fare una diversa, e la lottizzazione diventerà così selvaggia che ci vorrà una tessera anche per entrare in un partito, e dalle catacombe degli istituti di plastica facciale e dalle caverne degli stilisti e dai loculi delle saune salirà l'orribile popolo dei Morti Possidenti, i Vip, e occuperà ogni angolo d'Italia facendo risuonare bracciali d'oro, squittii di telefoni portatili e rutti di guardie del corpo. E quando la lotta tra Stato e Br sarà vinta dallo Stato, lo Stato non se ne andrà dallo Stato, ma continuerà a occuparlo.
E per te, Giulio, un anatema speciale. Sarai condannato a vagare da premio in premio, ritirerai grolle, divinità mitologiche, buzziconi, scamorze d'oro, targhe, parafanghi, coppe e pitali, ne verrai sommerso, ricoperto, e diventerai sempre più cinico e scriverai orribili libri e ogni volta che dirai: «Per salvare Moro abbiamo fatto tutto il possibile», il mio fantasma risorgerà e ti tirerà le orecchie, e invecchiando diventerai come un deltaplano.
Basta! Ora aprirò di nuovo tutti i rubinetti del covo e allagherò il condominio. Mi avete mollato, accidenti a voi! Dopo di me il diluvio.


Stefano Benni