POPOLO DI GLADONIA...
tratto da L’Espresso di domenica 6 gennaio 1991 (Anno XXXVII - N. 1)

Pubblichiamo in anteprima il discorso di fine anno che Cossiga terrà in televisione.

Popolo di Gladonia: è con opportuno, necessario e legittimo piacere che vi rivolgo l’augurio di un felice anno nuovo. A tutti voi, poiché io sono il presidente di tutti gli italiani e insieme supereremo i fantasmi del passato, dimenticando accuse e complotti. Se io e la Dc siamo andati sopra le righe ci scusiamo, ma qua siamo e restiamo.
Vi immagino sereni nelle vostre case e so che in molti milioni mi state guardando. So anche che in questo momento il carabiniere Santarini di Cesenatico è in bagno invece che davanti alla televisione: teme forse che le parole del presidente possano comprometterlo? Ma io rappresento tutti gli italiani e quindi non parlerà dell’irresponsabile Orlando, dell’impudente La Malfa, del brigatista Occhetto, del congiurato Scalfari, delle schegge impazzite del “Manifesto” o della ributtante “Samarcanda”, ma solo di cose belle e dentro le righe.
Quest’anno, popolo di Gladonia, sul vostro tavolo non c’è solo il panettone, ma anche il masagnone. Cos’è il masagnone? E’ un malloppo di bugie, omissis, stragi e nastri cancellati del peso di circa ottanta chili che ogni italiano dovrà ingoiare per cancellare i fantasmi del passato. Con rispetto parlando, il regime di Gladonia è sempre riuscito a nascondere la merda sotto il tappeto o nei ripostigli dei segreti di Stato. Ora non abbiamo più posto: solo se ogni italiano ingoierà la sua razione di masagnone (molto più del solito rospo), potremo riprendere a governare.
Ma, si chiederà qualcuno di voi, perché dovrei ingoiare anche il masagnone di Gladio? Il motivo è... (pausa, silenzio) un momento che chiedo il motivo a Bruno Vespa. Ecco, Vespa mi suggerisce che il motivo è «un nuovo futuro». Certo! Cosa vi prometto per il 1991? Anzitutto chiarezza. Mi presenterò entro sei anni a rispondere su Gladio, ma non a Casson bensì a una commissione, forse cinque saggi, forse cinque zie di Vassalli, non invocherò gli omissis ma chiederò la moviola, inoltre gli operai sono una grande forza democratica ma anche un branco di brigatisti, non ho mai conosciuto Gelli ma lui conosce me, padre Pintacuda la deve smettere di nascondersi sotto il mio letto (urla), Pacciardi è un gran fico e giù le mani da Sogno e da Assia Noris. (Si ricompone).
Scusate, mi dicono che sono andato sopra le righe. Riprendendo il discorso, l’amico Andreotti in questi giorni è stato eletto tra i «dieci uomini più eleganti del mondo», in quanto ha degli abiti così perfetti che non ti accorgi neanche dove porta la pistola. Proprio Andreotti oggi mi diceva che nel 1991 Gladio sarà sciolto, ma i patrioti che “tanto” (anche se non sappiamo “cosa”) hanno fatto per l’Italia, verranno assunti alla Rai e ai giornali, al posto di quei complottatori che hanno viscidamente delegittimato la Dc, dei quali non faccio i nomi, ma li potete trovare a pagina 136 di televideo.
Licio Gelli nel suo libro “Come arrivare al successo” dice che non c’è un tempo per tutte le cose. Non so se si riferisca all’Ecclesiaste o ai timers. Comunque è vero: è tempo che l’Italia diventi un regime serio, non più parallelo. Per questo la Dc promette un anno di riforme. Avevamo promesso un’inchiesta su Gladio e infatti è stato messo sotto inchiesta Casson. Nella lotta alla mafia affiancheremo a Scotti un gobbo e due cartomanti. Il telefono antimafia continuerà a funzionare, ma ogni telefonata costerà trecentomila lire perché la Sip non può rimetterci. Abbiamo stanziato 50 mila miliardi per l’Irpinia e la Sicilia, e vi assicuro che nessuna famiglia dovrà più vivere in una roulotte! In una roulotte dovranno starci almeno cinque famiglie. Invertiremo le criticate leggi Gozzini e Martelli: i carcerati che dimostreranno di essere entrati almeno da cinque anni potranno restare dentro altri cinquant’anni, e a tutti gli extracomunitari verrà concesso il permesso di uscita. I campi da calcio saranno seminati a riso. Nelle scuole sarà proibito l’uso della lettera “kappa”. Inoltre (sale in piedi sulla scrivania) in quanto agli studenti che mi contestano, sappiano che non avevo paura di loro nel 1937, anzi nel 1977 erano loro ad aver paura di me, perché la polizia sparava che era un piacere! E se gli ungheresi invaderanno la pianura padana con i loro mortai a goulash (si infiamma, declama) ma perché tante vane parole!

Vespa, va in convento, va. Sei onesto tu? (Vespa impallidisce). Io stesso sono onesto, più o meno, eppure potrei accusarmi di tali cose che sarebbe stato meglio se il Parlamento non mi avesse mai eletto. Siamo dei furfanti matricolati tutti, non fidarti di nessuno. Va a chiuderti in un convento, va... (si sdraia per terra) morire... dormire... sognare... avere il quoziente di intelligenza di Pomicino, forse... popolo di Gladonia, dove sei? Ho la vista ottenebrata... chi sei tu, Kent o Marzullo? Via, ombra orrenda!, basta, ho sentito abbastanza delle vostre trame, via, via, ho chiuso con tutto questo, mi ha fatto diventare pazzo. Io dico che non avremo più presidenti! Quelli che sono già presidenti lo resteranno a vita, gli altri resteranno come sono. In culo a Craxi! Va’ in convento va’, Vespa, sagrestano mancato. Popolo di Gladonia, mangia il masagnone e taci! E ora non parlerò più (se ne va in monopattino).


Stefano Benni