GUERRA IN FAMIGLIA
tratto da L’Espresso di domenica 27 gennaio 1991 (Anno XXXVII - N. 4)

Mentre, nel corso di una normale operazione di polizia, alcuni aeroplani stanno sganciando 18 mila tonnellate di valori occidentali su Bagdad, il mondo sta con il fiato sospeso per un conflitto ben più grave: quello tra le famiglie Salami e Busacca. All’inizio dello scontro, gli schieramenti contrapposti (le due famiglie abitano sullo stesso pianerottolo) sono i seguenti:
La famiglia Busacca può mettere in campo: 150 polli surgelati; 450 scatole di piselli e 800 scatole di conserva; cinque salmoni affumicati “Canadian”; 400 minestroni di fagioli liofilizzati; 45 chili di sale, zucchero, farina e 200 bottiglie di Coca-Cola; 90 scatole di biscotti, 5.000 caramelle alla menta e 40 plotoni di pane da toast; un forno a microonde “Superfire”; una cucina a quattro fuochi con forno autopulente, un frigo con surgelatore per 2.000 litri di stazza.
La famiglia Salami controbatte con: dieci chili di petti di pollo; 1.600 scatole di lenticchie e 300 scatole di cardi sott’olio; 250 confezioni di calamari surgelati; 45 chili di sale, zucchero e farina; 25 panettoni, 300 litri di succo di pompelmo; un pane toscano a tre stadi e 134 unita di formaggi; una cucina a due fuochi, un fornelletto da campeggio e un frigo «cervino» da 1.000 litri.
Dall’analisi del potenziale gastrobellico dei contendenti, appare un chiaro vantaggio della famiglia Busacca. Dal punto di vista dell’aviazione, la loro superiorità è evidente: 150 polli contro dieci chili non già di pollo, ma di petti di pollo, che evidentemente non potrà essere usato per ricette a largo raggio. La situazione in mare è ugualmente a favore dei Busacca: i cinque Salmoni affumicati possono garantire una sopravvivenza assai maggiore dei calamari. Inoltre sembra che stiano per arrivare a casa Busacca, portate da un cugino pescatore, le gigantesche orate “Savoia” e “Tramontana”, veri gioielli ittiobellici da 12 chili, in grado di contenere fino a 360 olive l’una. L’unico equilibrio possibile è quello a terra, sul piano ortofrutticolo. Qua le 1.600 scatole di lenticchie e i cardi armati dei Salami controbilanciano i piselli e la conserva, mentre i fagioli liofilizzati sono un’arma sofisticatissima di cui non si conoscono le possibilità. Pari anche le scorte di farina e zucchero, diversa la scelta delle riserve: più compatta, con i panettoni, quella dei Salami, più agile quella dei biscotti avversari. L’unica incognita a favore dei Salami è nelle armi chimiche. Tra i 164 formaggi ci sarebbero infatti, oltre ai gorgonzola, ben 50 Camembert francesi e soprattutto 50 salcicciotti di “Schinzel”, formaggio tedesco in grado di sterminare una famiglia a 50 metri di distanza. La responsabilità dei paesi che hanno dotato i Salami di queste armi micidiali è evidente: sembra che anche ieri un fattorino tedesco abbia consegnato due chili di “Schinzel” ai Salami. Se essi decidessero di lanciare i formaggi nel camino dei Busacca, non basteranno certo le cinquemila caramelle alla menta per difendersi dall’odore.
Ma è la tecnologia, soprattutto, che fa pendere la bilancia dalla parte dei Busacca: il forno a microonde e il surgelatore costituiscono un gap incolmabile. Coordinati da due timers azionali dalla cibercuoca zia Lella, essi sono in grado di prevedere sei ore prima la cena della sera, programmare la cottura per quell’ora e sgelare a distanza. Quando le armi sono così, non ci resta che applaudire.

Rileviamo inoltre che la linea strategica dell’accaparramento riflette i diversi atteggiamenti delle famiglie sul conflitto. I Busacca sono moderatamente interventisti, a favore dello sterminio dei palestinesi e dell’arresto in massa dei pacifisti. I Salami sono pacifisti dell’ultima ora. Non gliene fregò niente di quando Saddam massacrò i curdi e l’America massacrò i cileni, di Tien An Men o di Gela, ma non vogliono la guerra in casa. L’unico vero pacifista, il piccolo Nestore, non vuole mangiare da due giorni, ma questo è un punto a favore dei Salami: uno in meno a tavola.
Come finirà? Chi resterà più a lungo chiuso in casa a guardare la televisione italiana che trasmette la televisione americana? Servirà la mediazione del postino che li invita a uscire per ritirare la posta, giurando che non ci sono cartoline-precetto? E fin quando durerà l’atteggiamento neutrale degli inquilini del quarto piano, i pericolosi Gorbi che hanno in casa solo un quintale di cipolle? E’ vero che Bush, “già che è in zona” vorrebbe concludere l’operazione Gladio bombardando gli obiettivi comunisti e risparmiando quelli civili? Chi mangerà contento in questi giorni? Non i pacifisti, certo, e neanche gli interventisti non fanatici. Sicuramente stanno festeggiando i mercanti d’armi. Se questa era un’operazione di polizia, pensano, chissà quando ci sarà una guerra che armi ci vorranno...


Stefano Benni