GOLFO: I PRIMI FILM
tratto da L’Espresso di domenica 24 marzo 1991 (Anno XXXVII - N. 12)

TEMPESTA NEL DESERTO
Il generale Orso Schwarzkopf (Marlon Brando) non riesce a dormire perché pensa all’attacco a terra. Prende la sua jeep Humvee, gli occhiali per vedere al buio e va a fare un giro nel deserto. Qua incontra il capitano Bob (Robert De Niro) che soffre di insonnia per un trauma del Vietnam. E’ stato a lungo prigioniero in una gabbia piena di topi, e da allora è taleggiodipendente, deve farsi tre o anche quattro chili di formaggio al giorno. Insieme parlano del Superbowl. Al generale Orso viene un’idea: perché non usare gli schemi del football per attaccare?
In quel momento arriva il pilota Tom (Tom Cruise) che non riesce a dormire perché la sua fidanzata Ursula (Kim Basinger) si è innamorata di Cocciolone (Luca Barbareschi) vedendolo alla Cnn. Insieme parlano di donne: a Orso piacciono dolci come il miele, a Bob piacciono con gli incisivi sporgenti e a Tom piacciono solo le californiane bionde abbronzate col tettuccio apribile. A Orso viene un’idea: perché non usare gli schemi del “beach volley” per attaccare?
Ma ecco che arriva il vecchio sergente York (Gary Cooper rifatto da Rambaldi), insonne per tutte le balle che ha sentito su questa guerra. Tira una cicca di sigaro sulle linee irachene e si arrendono in cinquemila. Il generale Orso ha un’idea: perché non attaccare andando sempre dritto? In seguito a questa tattica spregiudicata, Orso vince la guerra e la quinta stelletta. Il capitano Bob guarisce dalla sindrome Vietnam e diventa un normale eroinomane. Tom, tornato in California con gli occhiali da buio, diventa bagnino notturno. Il sergente York finisce a Disneyland.

BUFERA NEL PORTO
Il capitano dei carabinieri Orsacchia (Michele Placido) non riesce a dormire perché sente strani rumori. Esce e vede che una nave con cinquemila albanesi sta attraccando nel porto di Brindisi. Telefona subito a Roma per istruzioni. Là c’è il ministro Lattanzio (Alberto Sordi) che non riesce a dormire perché ha fatto indigestione di Mascarpone (Emilio Fede). Alla notizia che ventimila albanesi hanno invaso Brindisi, Lattanzio risponde: «Ma i Mondiali non sono finiti?». Solo dopo alcune ore, capisce.
Subito la Protezione Civile mobilita la sua geometrica potenza. Per far dormire gli albanesi, due camion di bustine di camomilla partono da Roma, ma vengono rubati al primo Autogrill. Una risoluzione dell’Onu intima all’Italia di ospitare i profughi. L’Italia risponde che rispetterà solo una parte della risoluzione Onu. Qualcuno si chiede dove ha già sentito questa frase. Il capitano Orsacchia manda a Roma il seguente fax: «Cosa devo fare con questi profughi?». La risposta è: «Ha detto Giulio di farli uscire tutti». Per errore il fax finisce al giudice Carnevale (Gianfranco Funari). E’ la fine.

MELISSA
Melissa (Brooke Shields) è una coraggiosa soldatessa americana. Durante una battaglia, per sfuggire a un elicottero alleato che la bombarda da ore, scappa presso le linee irachene. Viene portata prigioniera in una falsa moschea di gomma dove conosce il carceriere Selim (Toto Cotugno). Tra i due nasce una tenera passione fatta di sguardi e tè alla menta. Melissa regala a Selim la maglietta “Free Kuwait” e Selim le regala un portachiavi con Saddam.
Ma la guerra finisce e li divide: i due litigano furiosamente perché sono entrambi convinti di aver vinto. Melissa torna in patria dove diventa ricca lanciando una linea di reggiseni mimetici. Selim, passato nelle file dell’opposizione, viene fucilato dalla Guardia Repubblicana. Le sue ultime parole prima di morire sono: «Te l’avevo detto, Melissa, che ha vinto Saddam!»

PELISSA
Pelissa (interpretata a turno da sette attrici con addentellati socialisti, perché bisogna accontentare tutti) è una giovane soldatessa italiana della base Tornado. Pelissa è innamorata di due uomini: l’italiano Pompeo (Al Bano), un pilota pacifista e tormentato che ogni volta che sgancia una bomba ha un attacco d’asma, e il francese Roger (Alain Delon) che ogni volta che sgancia una bomba ha un’erezione. Entrambi, per le tensioni della guerra, non dormono, e si recano instancabilmente alla tenda di Pelissa per scoparla. Pelissa, come Giorgio La Malfa, non si tira mai indietro. Ma il triangolo dura poco. Pompeo, dopo duecento missioni, respira una volta ogni sei minuti e sogna il papa (Lucio Manisco) che gli grida: «Peccatore! Modenese! Pistoiese!». Roger invece costringe Pelissa a disegnarsi dei bersagli sul corpo e a gridare: «Martellami!».
Pelissa, delusa, scappa nuda nel deserto. Incontra un plotone di iracheni in fuga, e se lo fa. Incontra una troupe del Tigitrè, e se la fa. L’alba la trova addormentata in una raffinatissima inquadratura che intinge nelle suggestioni del “Té nei deserto” i biscotti del Mulino Bianco. Pelissa apre gli occhi: sopra di lei un volto noto. E’ il generale Orso (Marlon Brando) che le dice che la guerra è finita. «Lei dorme?», gli chiede Pelissa. «Pochissimo», risponde Orso. La carica su un cammello e la porta via. Vivranno insieme in America provando tutte le delizie del sesso. Naturalmente viene anche il cammello.


Stefano Benni