STORIE DI DUELLANTI
tratto da L’Espresso di domenica 12 maggio 1991 (Anno XXXVII - N. 18/19)

Scena. Aperta campagna, all’alba. Una nebbia leggera vela i cipressi. Un uomo di nobile aspetto, sotto il cui mantello si indovina la sagoma minacciosa di una sciabola, avanza nell’erba rugiadosa. L’uomo si ferma davanti a un altro uomo di altrettanto nobile aspetto e così lo apostrofa:
— Siete voi il visconte di Clabaud che ebbe a insultare Napoleone e ad esprimere un così sprezzante giudizio sulle sue riforme costituzionali in quel letamaio di rivista chiamato “Guepe”, fatto per il quale avrò il sublime piacere di svuotare delle trippe la sua vilissima carcassa di provocatore e lobbista?
— Moderate i termini, signore. Io non sono il visconte di Clabaud, ma il marchese di Saint-Potin e attendo di duellare con il conte di Hargne il quale ebbe l’ardire di affermare che la scollatura della duchessa Du Bon-Hiver, il cui salotto mi onoro frequentare, è assai meno seducente e trasgressiva di quella della marchesa Marzanowsky, del cui codazzo di artistoidi decadenti e imbelli mi pregio di non far parte.
— Affé mia, signore, vi chiedo scusa. Sono il duca di Saint-Fariboles. Faccio anch’io parte degli ammiratori della duchessa Du Bon e incrocerei volentieri il ferro con questo insolentissimo conte, ma come capite devo dare la precedenza al visconte di Clabaud... ma che vedo! là in fondo, il visconte che si batte a duello! Visconte, visconte!
VISCONTE DI CLABAUD (interrompendo il duello) — Chi è lei, cialtrone? non si vergogna a disturbare una chiarificazione tra gentiluomini?
DUCA DI FARIBOLES — Cialtrone è lei, visconte. Lei doveva battersi con me alle sette, ma vedo che lei oltre che un cialtrone sovversivo è anche uno spergiuro...
VISCONTE DI CLABAUD (all’avversario) — Ma il duca di Fariboles non è lei?
L’AVVERSARIO — No, signore. Io sono il conte di Vacarmes-Blanc-Moulin, e credevo che lei fosse il maresciallo Saintebarbe il quale ebbe l’ardire di criticare nel foyer dell’Opera il libro di mia moglie “Sociologia del merletto”
VISCONTE DI CLABAUD — Affé mia che equivoco. Certo la mia vista non è più quella di una volta... ora capisco... lei (al duca di Fariboles) deve battersi col mio avversario, mentre io...
DUCA DI FARIBOLES — No, no, signore, non vi affrettate... io devo battermi col visconte di Clabaud che ha insultato Napoleone e non col conte di Vacarmes, il libro della cui moglie non ho mai letto...
CONTE DI VACARMES (alterato) — Con questo vuole forse asserire che non lo ritiene lettura degna di un gentiluomo?
DUCA DI FARIBOLES (spazientito) — Voglio dire che sono qui per difendere l’onore della Patria e non le isterie letterarie o scollaturesche di qualche damigella salottiera...
MARCHESE DI SAINT-POTIN — Se lei intende gratificare del titolo “damigella salottiera” la duchessa Du-Bon dovrà incrociare il suo ferro con il mio, prima che con quello del conte...
VISCONTE DI CLABAUD — Eh no! si dà il caso che io sia l’amante della duchessa Du-Bon Hiver, e che fossi qui per sfidare il marchese Marzanowsky perché asserisce che sua moglie ha ottenuto la parte di protagonista nel melenso melodramma “Libellula di maggio” in quanto pattina meglio della Du-Bon, mentre tutti sanno che l’ha ottenuto perché è l’amante di Napoleone...
MARCHESE DI SAINT-POTIN (urlando) — Come osate, imbecille patentato, asserire di essere l’amante della mia amante, e come osate definire «melenso melodramma» il mio capolavoro, e in quanto a Napoleone... (Urla, insulti, le lame roteano nell’aria senza ben sapere come accoppiarsi. All’improvviso dalla nebbia emerge un quinto uomo di nobile aspetto).
TUTTI (speranzosi) — E voi chi siete?
L’UOMO — Sono il principe di Saint-Clapotin-Varibole-Carmargne-Zarmanowsky, cugino dell’imperatore, ministro dell’Immigrazione, scrittore, mediatore, esperto di estetica della Scollatura e insegnante di pattinaggio...
I QUATTRO (in coro) — Ma vada affanculo! (stramazzano sul prato, esausti...).
IL PRINCIPE — Che linguaggio indegno di gentiluomini, signori... e dire che ero venuto per invitarvi al Gran Ballo che stasera, nei saloni della Maison Valadier, la duchessa Du Bon-Hiver darà per festeggiare il decimo anniversario della loggia segreta dei “Puantes”. Ci saranno anche cannoli alla crema, acqua pisciolina, duelli in diretta e l’imperatore si esibirà in un monologo comico...
I QUATTRO (entusiasti) — Verremo, verremo (Raccolgono le sciabole, si fanno le scuse, si scambiano indirizzi di sarti. Quindi si allontanano, costeggiando la città, dove il popolo bruto annusa assenzio, ammazza i genitori e si schianta in carrozza all’uscita dei bal-tabarin).


Stefano Benni