INTERVISTA AL G1
tratto da di venerdì 20 luglio 2001

Siamo riusciti a intervistare il presidente Bush nel suo nascondiglio segreto. Non è stato difficile. Abbiamo passato la prima grata di sbarramento portando sulle spalle un'enorme grata, dicendo che eravamo della squadra grate e cancelli, brigata Nereo Rocco. Abbiamo passato il secondo sbarramento con una carriola di limoni finti fingendoci della squadra Arredo Urbano e Miracoli Vegetali, brigata Arcimboldo. Dopo aver attaccato tutti i limoni alla palme, abbiamo passato il terzo posto di blocco con un carretto pieno di mutande e canottiere, dicendo che eravamo della squadra disinfezione intimo, brigata Formigoni, e che dovevamo disinnescare una gigantesca mutanda sovversiva triculo appesa su un terrazzo proprio di fronte a palazzo Ducale.
Poi il trucco finale. Abbiamo srotolato un gigantesco telone di mille metri raffigurante la Costa Smeralda, dicendo che Silvio trovava banale e povero il panorama del mare ligure. Mentre alcuni di noi montavano il telone, insieme a un centinaio di aragoste a pila e alle cozze disegnate da Armani, alcune tute bianche si mettevano in bikini bianco deviando gli sguardi della polizia.
A questo punto mettevamo in onda l'ultima parte del piano, e cioè quella anti-Echelon. Un compagno dei centri sociali particolarmente alto e forzuto con un lungo bastone abbatteva il satellite (lo so che è esagerato, ma sulla stampa si è letto di peggio). Ciò fatto, ci avvicinavamo a un alto funzionario della sicurezza, riconoscibile perché esibiva il tesserino Pass di grado più alto, con la scritta Passdocamp (Passodovecazzomipare) e a lui rivolgevevamo la domanda: dov'è Bush? A un primo rifiuto di rispondere, lo invitavamo a consultare le istruzioni. Egli consultava il registro di massima segretezza antiterroristica, un agile volume di seicento pagine scritto personalmente da Scajola e Ruggiero. Dopodiché conveniva che non esistevano direttive su una domanda così formulata, e ci indicava l'Acquario della città.
Qua entravamo nascosti in un costume da piovra. Subito gli agenti ci circondavano, ci ammanettavano con fatica e ci buttavano nella vasca della fauna mediterranea. Qua da sei mesi, nascosto sul fondo, si trovava l'eroico compagno Camallo Patelli di Rifondazione, dentro una cozza con impianto respiratorio. Egli usciva dal nascondiglio e ci chiedeva subito com'erano andate le elezioni. Mentivamo e ci liberava. Si passava quindi alla fase due. Io indossavo un costume da veterinario, altri due incursori reggevano una barella con una cernia lessa e un quarto faceva con la bocca la sirena dell'emergenza. "Largo largo, un colpo di calore" gridavamo e arrivavamo con facilità alla vasca dei pinguini.
Qua trovavamo George Bush, in bermuda antiproiettile, davanti a un risotto di mare, arrabbiatissimo perché gli artificieri gli facevano saltare in aria tutte le vongole. Fingendo di controllare la temperatura dell'acqua, gli rivolgevamo le seguenti domande.
Presidente è contento di essere qui?
Contentissimo. Non credevo che Genova fosse così bella, sembra proprio un penitenziario americano. Peccato tutte quelle strade storte. In America le abbiamo dritte, ed è più facile controllarle. Ho ordinato a Silvio di raddrizzare tutta la viabilità cittadina italiana, Lunardi è entusiasta, pensate quando vi potrete dare appuntamento tra la quarantaduesima strada e via Manzoni.
Ha già incontrato il cavalier Berlusconi?
Sì, ho ancora tutta la mano bagnata di saliva.
E' vero che il G8 è a favore dei poveri?
Tutto quello che facciamo è per i poveri. Lo scudo spaziale Usa non vuole favorire l'industria degli armamenti, ma i poveri. I poveri infatti non possono permettersi un bunker antimissile. Anche la pena di morte è per i poveri. Io sono stato finanziato dai petrolieri texani, ed è noto che i poveri sniffano benzina. Tutte le volte che interveniamo in un stato estero con qualche golpe, lo facciamo per i poveri, infatti dopo ogni golpe il loro numero cala. Questa è statistica, altro che utopia terzomondista.
E la classe politica italiana?
Straordinaria, in America non abbiamo avuto niente di simile, forse l'unico paragone è il wrestling, o la Chicago anni trenta. Berlusconi è un re dell'assoluzione, se lo avessimo studiato prima, forse avremmo salvato Nixon. Tremonti è un modello per tutti. In America lo chiamiamo Nibor Dooh, l'eroe che ruba ai poveri per dare ai ricchi. Forse ne faremo anche un pupazzetto e dei gadget. Mi piace anche quel Bossi, un nordista che sarebbe piaciuto al generale Lee. Fini sembra uno dei nostri vice-manager. Casini troverebbe sicuramente posto nel business cinematografico americano.
Attore?
No, venditore di pop-corn.
E del resto del nostro paese che ne pensa?
Bello, pieno di cose tipiche italiane come il gossip, il fitness, il marketing e l'audience. Sono rimasto favorevolmente colpito dalla stampa: dopo un mese di Berlusconi avete già il novanta per cento delle televisioni e dei giornali sdraiati sulle veline governative. E' un obiettivo che anch'io vorrei raggiungere.
E degli altri partecipanti al G8 cosa dice?
Putin non mi piace, fa il doppio gioco coi cinesi. Blair si è comportato bene in guerra ma in pace tira troppo a sinistra. I francesi li farei fuori tutti meno il signor Pernod. I giapponesi ci fanno concorrenza economica. I tedeschi hanno un grande passato ma sono diventati mollaccioni. E poi non capisco perché i francesi e gli inglesi li hanno invitati due volte.
Guardi che quelli sono i canadesi.
I cosa?
Lasciamo perdere. Lei è favorevole all'entrata della Cina nel Wto?
Non decido io, decidono Mc Donald i benzinai texani e Bill Gates. Se loro sono d'accordo sono d'accordo anch'io.
Cosa pensa dei tribunali contro i crimini di guerra?
Buffonate. Kissinger ha solo eseguito degli ordini.
Veramente stavamo riferendoci a Milosevic.
Ah, in questo caso sono più che favorevole.
Cosa risponde a queste critiche? Dicono che lei beve un po' troppo, che stato eletto perché suo cugino, governatore della Florida, ha mangiato diecimila schede con i voti di Al Gore, e che lei è tanto ignorante da confondere la Slovenia con la Slovacchia.
Le rispondo, anche se lei è molto curioso per essere un veterinario. Anzitutto, nella mia vita mi sono ubriacato solo una volta nel 1986 e da allora non ho più toccato un bicchiere di whisky.
Davvero?
Sì, adesso bevo dalla bottiglia. Ma andiamo avanti. Punto due: non è vero che mio cugino governatore ha mangiato le schede col voto di Al Gore, le ha sepolte in giardino. Terzo: so benissimo la geografia, ad esempio qua siamo in Liguria, che è una provincia della Lombardia che confina a ovest con la Sampdoria e la Spagna, e a nord con una zona montagnosa tipo Colorado, poi nel mare a Sud c'è un'isola che si chiama Scortica, dove odiano i francesi, e poi la Costa Smeralda, le basi Nato alla Maddalena e più giù la Sicilia dove ci sono i picciotti.
E' preoccupato per l'Etna?
Sì, l'Etna ci dà parecchi problemi, e forse dovremo intervenire per impedire che invada la Lituania.
Se dovesse dare un consiglio sul conflitto di interessi a Berlusconi cosa gli direbbe?
Per noi potenti i conflitti di interesse non esistono, esistono solo gli interessi multipli.
Lei pensa che a Genova avverranno incidenti?
Chissà. La campagna di drammatizzazione è stata ben condotta. Da una parte abbiamo i più collaudati servizi segreti e le polizie scelte del mondo. Dall'altra parte centomila contestatori, una multinazionale del caos di saccopelisti, froci e preti. La storia insegna che bisogna fingere di avere paura dei più deboli, così nessuno si accorge di cosa possono combinare i più forti.
Presidente cosa ne pensa di questa schermatura dei telefonini? In America succederebbe?
No. In America li sequestreremmo e poi li rivenderemmo. Non avete il senso del business.
Un'ultima domanda. Quelli che la circondano sono agenti travestiti da pinguini, vero?
Come ha fatto a scoprirlo?
I pinguini non masticano gomma americana.
Accidenti, siete un popolo di grandi osservatori. Mi piacciono gli italiani, così furbi, così cortesi. Scajola mi ha baciato le mani sette volte. Poi la scorta gli ha fatto sputare il mio Rolex. Mi piacciono i vini italiani le pizze italiane, le mine anti-uomo italiane, mi piace D'Alema che ha fatto la guerra al nostro fianco.
Sa che il partito di d'Alema sarà in piazza coi no global?
Ah ah, buona questa (risata) e mi piacciono anche le barzellette italiane. Ma adesso la congedo, ho da fare. Ho un summit segreto con Putin dentro un sottomarino, lo stanno caricando sul molo proprio adesso. Speriamo che nessuno lo noti. E poi ho tanti impegni. Staremo qui tre giorni, mangeremo, festeggeremo, e naturalmente penseremo ai poveri. Mi piace Genova, mi sa che ci tornerò in vacanza, ho già detto a Silvio che non tolga più le grate. Faremo di Genova la California italiana, anzi l'Alcatraz italiana. E poi mi piace questo ristorante, bel panorama e grande varietà di pesci.
Veramente non è un ristorante, è un acquario.
Decido io cos'è. Allora, quando arriva il delfino col ketchup?


Stefano Benni