CRONACHE DEL REAME
PERICOLI IN VACANZA
tratto da di venerdì 17 agosto 2001

Brevi e agitate le vacanze di Marciaindietro Bossi, il Milingo della Padania. Il leader leghista, in canottiera verde e bermuda tricolori è stato visto prima pediluviare nel mare Adriatico, poi ha smentito risalendo il Po e infine, dopo esser passato da Arcore ad annaffiare i fiori, si è rifugiato in uno chalet segreto sulle Prealpi, guardato a vista da cinquanta uomini della Guardia Padana. Il verde e virile manipolo era armato del nuovo manganello Wurti in lega di wurstel e titanio, arma intelligente che dopo la festosa bastonata può essere arrostito sul grill e consumato facendo sparire ogni traccia. Qui Bossi ha esternato tre volte con tonanti accenti che hanno provocato lievi frane e gran trambusto di stambecchi.
Per prima cosa ha detto di meravigliarsi di come tutti sono preoccupati per Haider, quando in Italia ci sono in giro lui, Fini e i balilla di An. «Haider sta a noi come una mountain bike sta a un carro armato», ha detto Bossi, e si è subito voltato per trovare qualcuno che lo smentisse. Poiché ciò non è accaduto, il leader leghista ha subito convocato per telefono il ministro Castelli. Questi è accorso su un aereo verde padano da cui qualcuno però si era dimenticato di togliere lo stemma del biscione. «Bossi è stato frainteso» ha dichiarato Castelli, e già che c'era ne ha approfittato per mettere sotto inchiesta un giudice che sul belvedere aveva detto «adoro questi riflessi rossi sulle montagne».
Consumato un frugale pasto a base di pigne, Bossi ha partorito la seconda esternazione, gridando che la devolution si farà a costo di andare a prendere quelli di An casa per casa. Castelli ha subito precisato che Bossi intendeva dire: «Andremo a prenderli per brindare insieme all'approvazione della legge».
La terza esternazione, accompagnata anche da un fulmine e da un caratteristico peto padano al taleggio, è stata la seguente. «I servizi segreti italiani deviati a sinistra mettono le bombe per favorire una situazione di tensione in cui la destra possa reprimere la sinistra in modo che rinasca un terrorismo di sinistra che faccia nascere un contrapposto terrorismo di destra le cui azioni i servizi segreti di destra potranno attribuire al terrorismo di sinistra per fare un governo ancora più di destra». Al termine della lunga esternazione, effettuata fatta a quota millecento, Bossi è rimasto senza fiato e ha avuto un piccolo mancamento. E' stato accompagnato all'ospedale di Bergamo dove gli è stata somministrata un miscela di ossigeno e speck.
Per domani è prevista la quarta esternazione bossiana sulle masse di immigrati che invadono i territori padani, ovverossia i napoletani che sciano. Alcuni cartelli avvertiranno i turisti del pericolo.
Gianfranco Fini, in convalescenza dopo il crollo del lifting democratico, è in vacanza sul suo yacht «Bronson», un quindici metri con dodici cannoni da portaerei. La vacanza non manca di inconvenienti. Gli uomini rana che scortano lo yacht sono entrati in sciopero perché si rifiutano di mangiare le lasagne sott'acqua. Fini ha cercato di convincerli che la quasi totalità dell'attività politica di An è ormai clandestina. Durante la notte si è accostato allo yacht un Mas con i quattro parlamentari di An che si erano casualmente trovati nella sala operativa dei carabinieri di Genova. Essi hanno confermato al loro leader che non erano lì per influenzare le operazioni, ma solo perché su uno dei monitor si vedeva la partita della loro squadra. Essendo i quattro tifosi di squadre diverse, i sospetti permangono. Nel pomeriggio, dopo una battuta di pesca allo sgombro col bazooka, Fini ha mostrato ad alcuni giornalisti la nuova divisa per i poliziotti impegnati in manifestazioni. Tuta nera con graffiti, casco integrale con la scritta No future, t-shirt con la faccia (a scelta) di Iggy Pop o di La Russa, anfibi coi tacchi a spillo. Fini è apparso in ottima forma e sorridente. Ha dichiarato di non aver assolutamente perso la faccia da democratico: se al momento portava la maschera antigas era solo perché doveva pulire il pesce. Anche lui ha detto di sospettare che dietro le bombe ci siano i servizi segreti di sinistra, i centri sociali e alcune frange dell'oltranzismo francescano e carmelitano. Dio non voglia, ha detto Fini, che si debbano perquisire i tabernacoli. Alla fine, tutti alla piattaforma petrolifera dove Gasparri, insieme a numerosi Vip di destra e di sinistra, aveva organizzato un platform-party. Buffet, danze e gran finale con fuochi d'artificio che hanno illuminato la notte e affondato un cargo di curdi.
L'onorevole Violante in vacanza a Courmayer è stato fermato dalla Polstrada mentre guidava con un piede sul volante e contemporaneamente rilasciava tre interviste con un telefonino per mano e un altro legato alla fronte. Violante stava dichiarando che dietro le bombe c'è un disegno preciso, e che non per niente tra le tute bianche ci sono molti geometri. Ha poi consigliato all'agente di vigilare perché in autunno ci sarà una ripresa del traffico terrorista.
L'agente ha replicato che i violatori della democrazia in Italia si chiamano Bossi, Berlusconi e Fini e per quanti nuovi terrorismi e sigle e deviazioni cercheranno di inventare, i tempi sono cambiati. Metalmeccanici, studenti, suore e e sovversivi di ogni colore stanno preparando lo slogan d'autunno, più o meno questo. «Non ci caschiamo, buffoni, il pericolo siete voi». Quindi l'agente è fuggito a tutta velocità su un vecchio Ciao truccato. Le indagini hanno appurato che si trattava dell'unico anarchico travestito da agente e non viceversa. Lo stupore di Violante è stato tale che per trenta secondi non ha rilasciato interviste. Tutti i giornali hanno dovuto fare la ribattuta col titolo «Il silenzio di Violante». Dopo pochi secondi, un rassicurante comunicato. Violante aveva ripreso a esternare regolarmente.
Il presidente del consiglio Nibor Dooh Berlusconi sta trascorrendo le vacanze in una delle sue dodici ville in Sardegna ma non si sa quale. Da ogni villa, infatti, partono ogni mattina dodici nani in bermuda per fare footing seguiti da dodici scorte in bermuda. Questo per confondere le idee su quale sia il vero Silvio. I dodici Silvi sono sembrati tutti in ottima forma, anche se la stratificazione di fard e abbronzatura ha causato un effetto bitume, con notevole aumento della temperatura endocranica e alcuni incendi nasali. Il vero Silvio è stato scoperto quando, dopo uno scatto in salita Pisanu e Tremonti sono crollati per la fatica, rivelando di non essere agenti della scorta. Silvio ha ammesso di essere Silvio e di essere molto contento di questa vacanza, perché finalmente per qualche giorno potrà non pensare a risolvere il conflitto di interessi. Alla domanda di un giornalista «ma perché, gli altri giorni ci pensa?» Silvio ha simpaticamente reagito facendolo buttare giù da una scarpata. Il presidente del consiglio ha poi consumato un frugale spuntino a base di frutti di mare, spaghetti alle cozze e una banana di profondità. Momenti di panico quando Silvio ha offerto un piatto di sardine all'onorevole La Loggia dicendogli «tieni, si mangia tutto» La Loggia ha obbedito ingoiando il piatto. Operato, è fuori pericolo. Silvio ha poi esternato che dietro le bombe non sa cosa c'è ma sicuramente è qualcosa che gli fa comodo, e questo lo rasserena. Poi il presidente del consiglio si à intrattenuto democraticamente con un pastore sardo, dichiarando che da sempre ha a cuore i problemi dell'allevamento ovino, e gli ha chiesto quanto latte faceva quella bella pecora bianca al suo fianco. Il pastore sardo ha risposto «latte poco, perché è il cane» e poscia lo ha mandato a fanculo in logodurese, gallurese, barbaricino e catalano. E' stato arrestato con l'accusa di Lesa Maestà Continentale. Infine Silvio si è fermato a vedere il tramonto sul mare, dicendo che non ne aveva mai visto uno così rosso. Infatti, gli ha spiegato un componente della scorta, non è il tramonto ma un incendio. Silvio è venuto così a conoscenza che quest'anno in Italia c'è il doppio degli incendi forestali dell'anno scorso. Non ci posso fare niente - ha detto scrollando le spalle - questi alberi non li ho piantati io. Ed è corso via con agile passo, lasciando dietro di sé un'inconfondibile scia di dopobarba e falso in bilancio.


Stefano Benni