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IL GRAN FALCO PARLA
tratto da di mercoledì 26 settembre 2001

Cari alleati, chi vi scrive è il generale Wess Falco, portavoce dell'ala dura della Cia e dell'Fbi. Per farvi capire quanto siamo duri, per noi Kissinger è come Mastella. Beh, siamo disgustati dall'atteggiamento moderato con cui parte di noi americani e di voi sudditi vorrebbe affrontare il day after. Si parla di mostruosità come operazioni sotto il controllo dell'Onu e addirittura Arafat al nostro fianco. Si continua a ripetere che non bisogna confondere l'Islam col terrorismo, questa è un'idea paralizzante e pacifista. Se un paese inflitra le sue cellule criminose sul suolo americano, va bombardato, abbiamo fatto eccezione solo una volta per la mafia italiana. Ma quello che ci ferisce, è la valanga di sordide critiche al nostro operato. Anche sulla stampa Usa qualche traditore della bandiera e dell'hamburger ha scritto: se la Cia non è stata capace di fermare un attacco terroristico di questa portata, come faremo a fidarci quando indicherà i colpevoli?
Dov'erano i new stupida della new intelligence mondiale mentre Bin Laden addestrava migliaia di uomini e faceva shopping di armi chimiche e atomiche sulle bancarelle russe?
Ebbene possiamo spiegare tutto. Da anni seguivamo i terroristi, li conoscevamo uno per uno, li avevamo filmati e fotografati, sapevamo che stavano imparando a pilotare aerei, sapevamo dove avevano i campi-scuola, conoscevamo i loro legami con la grande finanza, chattavamo sui loro siti internet. Insomma li tenevamo in pugno. Quando sono saliti tutti insieme su quei quattro aerei abbiamo pensato: vedi, li abbiamo così spaventati che scappano. Okay, è stato un piccolo errore di valutazione, ma ci volete mettere in croce per questo? In quanto a a Bin Laden, non è vero che tutti lo trovano e lo intervistano tranne noi. Mr. Bin gira con un mitra in mano e un fax nell'altra, è astuto, inafferabile e imprevedibile. Ieri ad esempio l'ho chiamato al telefonino e gli ho chiesto dov'era. Lui ha risposto vagamente «in montagna» poi ha trovato la scusa che lassù il telefonino non prendeva bene, anzi che stava entrando in una galleria, e ha subito riattaccato. Capito quanto è furbo? In merito poi alla notizia che mr. Bin sia copertissimo da banche e gruppi finanziari, e che abbia addittura speculato sul massacro, la notizia non ci ha affatto colto impreparati. Io ad esempio avevo già investito tutto in azioni Lockeed.
Chiuso il capitolo degli attentati, pensiamo al nostro infinito e giusto domani. Ci vorrà una risposta lunga e articolata, che non colpisca a caso, ma sia diretta contro gli effettivi responsabili.
Ecco la lista dei possibili obbiettivi.
L'Afghanistan, non solo perché è il covo dei talebani e di mr. Bin Laden, ma perché noi americani gli abbiamo dato cinquanta milioni di dollari per combattere i russi ed ecco il bel risultato.
L'Iraq, perché il mondo non troverà pace finchè Saddam non sarà cancellato (questa mi sembra di averla già detta).
Il Libano perché uno dei terroristi era libanese.
L'Egitto, perché uno dei nostri infiltrati, il maggiore Jeff, era un marine egiziano passato alla Cia poi a Bin e poi adesso rientrato alla Cia, un eroe della flessibilità lavorativa.
Lo Yemen, perché c'è la villa dei Laden.
La Costa Azzurra, specialmente Saint Tropezbad, dove ci sono molte ville dei Laden.
L'Arabia Saudita dove è nato mr. Bin Laden.
La Siria, perché in una foto scattata da un nostro aereo spia abbiamo visto in un suk di Damasco un uomo con un barba assai simile a quella di Laden.
L'Algeria, perché in una foto scattata da un nostro satellite abbiano visto un uomo che si faceva tagliare la barba in modo sospetto da un barbiere di Orano.
La Libia, perché Gheddafi parla troppo.
Il Marocco, perché il suo silenzio ci innervosisce.
La Palestina perché se non la bombardassimo noi la bombarderebbe Israele e questo potrebbe aggravare il conflitto mediorientale.
Il Vietnam perché vogliamo pareggiare.
L'Indonesia perché è il paese con più musulmani al mondo e poi un mio collega dice che ci si mangia benissimo.
La Cina, perché Bin Laden ci andrà sicuramente e non ci andrà lo paracaduteremo noi.
La Cecenia, perché in un covo abbiamo trovato un manuale di guida per aerei.
La Norvegia, perché in un hangar abbiamo trovato un sacco di aerei.
Il Pakistan, perché ci appoggia per metà.
L'India, perché ha l'atomica.
L'Uzbekistan il Tagikistan e il Turkmenistan perche tutti i paese che finiscono con stan ci stan sui coglioni.
Il Russistan il Bielorussistan l'Ucrainistan e il Cubastan.
L'Iran perché se non li attaccassimo sembrerebbero nostri alleati e potrebbero subire rappresaglie dai talebani.
La Nigeria e il Sudan perché come dicono giustamente i no global, non è giusto dimenticarsi sempre dell'Africa.
Il Canada che ha ospitato i terroristi.
Il Messico che ha ospitato i terroristi.
Il Cile perchè lì ho tanti i ricordi.
Il Guatemala idem.
San Salvador idem.
La Serbia, manco a dirlo.
Cipro e Panama, che riciclano i soldi di Bin Laden.
Le isole Cayman che riciclano i soldi di Bin Laden e anche di qualcun altro.
La Francia, che è infestata dagli algerini.
La Svezia, zeppa di turchi.
La Sardegna, soprattutto la zona di Arbus i cui abitanti vengono chiamati maureddinos.
La Sicilia, troppo vicina agli arabi per non essere complice.
Il Vaticano dove c'è il polacco pacifista.
L'Italia perché dopo che avremo bombardato il Vaticano, voglio vedere se sarete tanto vigliacchi da non reagire.
La Spagna, specialmente l'Alhambra.
L'Inghilterra perché Blair ci ruba la scena.
Tutti gli Stati Usa contrari a un intervento nucleare, quelli che hanno votato Gore e quelli i cui cittadini comprano meno armi.
New York, che non ci ha mai amato.
L'Australia perché possiamo contare sul fattore sorpresa.
Questo per il primo anno, poi vedremo. Ed è inutile che diciate: questa guerra è la prova del fallimento della new intelligence mondiale. Intanto sia noi che i terroristi abbiamo raggiunto un bell'obbiettivo: sequestrare i media e far dimenticare tutte le altre ingiustizie del mondo. Ci hanno detto che una apposita commissione Onu deciderà come chiamare l'intervento: Guerra non convenzionale, Guerra atipica asimmetrica, Operazione di polizia internazionale, oppure La Madre di tutti gli Esorcismi, o Piano di igiene mondiale, oppure Operazione Pulci sul Cane. Ma non illudetevi anche se non ci sono nazioni contrapposte e le forze sembrano squilibrate, sia noi che i terroristi vogliamo la guerra, una vera guerra.
E la guerra del duemila, rispetto ai vecchi modelli bellici, ha un sacco di optional in più. Una volta avviata, è cento volte più distruttiva, e non può essere né graduata né circoscritta. Fidatevi di noi.


Stefano Benni