UNA PARTITA DA SOGNO
tratto da di giovedì 11 ottobre 2001

Il grande giorno è venuto. Stasera, 10 ottobre 2004, ci sarà lo scontro finale tra Israele e Palestina. Anni e anni di storia dolorosa e di guerre stasera vanno incontro al suggello finale. Domani, una sola delle nazioni resterà. L'attesa è frenetica. Ad assistere a questa battaglia decisiva ci saranno anche Sharon, Peres, Arafat e quelli di Hamas. «Non mancheremmo per nulla al mondo» ha detto il nuovo leader di Hamas, Kanafani. Non si sa ancora quale sarà la tattica seguita per questo scontro. Il potenziale d'attacco di Israele è sicuramente superiore, ma la Palestina ha molto rafforzato le linee difensive. I nuovi condottieri dei due schieramenti non hanno forse la grinta di Dayan e l'astuzia di Arafat, ma hanno combattuto diverse battaglie in diversi luoghi del mondo e sono preparati alla sfida. Si spera che tutto si svolga nel tempo stabilito e non ci siano strascichi. Sarà meglio per tutti se questo scontro finirà nel più breve tempo possibile e deciderà una volta per tutte quale dei due paesi potrà continuare la sua strada.
Mancheranno alcuni dei personaggi che hanno permesso questo epilogo. Mancherà Osama bin Laden, fuggito a Detroit con tutto quello che era rimasto del suo patrimonio. In una sua intervista alla Cnn-Zaarafa ha dichiarato: «Abito qui perché l'America è l'unico posto dove noi terroristi ci siamo preparati per anni senza mai essere scoperti. Mi son tagliato la barba, non parlo più a nome degli arabi che mi hanno scaricato e ho aperto un distributore di benzina insieme a Saddam e al mullah Omar». Mancherà George Bush, che dopo la fine della guerra non è più riuscito a tornare alla normalità e passa il tempo a giocare a risiko in una clinica californiana. Il nuovo presidente degli Usa Woody Allen presenzierà allo scontro insieme al capo di Stato Maggiore Kurt Vonnegut e al nuovo direttore della Cia Patch Adams. I tre hanno dichiarato «noi ci saremo, adoriamo gli scontri finali». Mancherà purtroppo l'osservatore più competente, quello che aveva forse maggior esperienza di questi scontri. Silvio Berlusconi, raggiunto dal centesimo avviso di garanzia internazionale e nazionale, è fuggito alla isole Cayman, dopo aver fatto approvare dal parlamento l'ultima legge, la legge Benservito, quella che concede a ogni presidente del consiglio che debba lasciare improvvisamente l'incarico dodici biglietti d'aereo gratis. Mancherà Kissinger, costretto a massacranti turni da pizzaiolo per poter restituire i soldi del Nobel. Sono mancanze gravi, compensate dalla presenza, per la prima volta, di due capi di stato donne, la presidentessa dell'Algeria e quella dell'Afghanistan. «Questo tipo di scontro non è quello in cui siamo esperte - hanno dichiarato - ma non vogliamo mancare».
E quindi, stasera tutti allo stadio di Gerusalemme per Israele-Palestina, incontro di qualificazione finale per i mondiali di calcio 2004. Nella Palestina, allenata da Scoglio, viva attesa per Giabra e Darwish, il «Totti dell'Islam». Nella nazionale israeliana, allenata da Mazzone, mancherà il difensore Levcovitch ma rientreranno Ratzabi e Rosenberg. Arbitrerà il ruandese Muha.
Una nota umanitaria: il ricavato della partita andrà in beneficenza alla fondazione Silvestri, che si occupa delle migliaia di esperti militari disoccupati da qualche anno. Inoltre, al termine della partita ci sarà una festa che accomunerà le due tifoserie. La Lockeed, dopo esser stata scalata da una cordata De Cecco-Barilla-Voiello e aver riconvertito i suoi impianti, offrirà una gigantesca spaghettata. Davvero questa partita merita il suo appellativo: «Una partita da sogno». Per i lettori del manifesto è previsto un charter che partirà da Alghero. L'aereo avrebbe dovuto partire dall'aeroporto di Linate soprannominato «il più sicuro del mondo», ma anche i sogni hanno un limite.


Stefano Benni