URNE ROSSE
tratto da il manifesto di mercoledì 28 maggio 2003

Caro direttore, sono il neuropremier Silvio, e le scrivo perché, come sempre, ho ragione. Mi avete sfottuto quando dicevo che c’era un regime persecutorio contro di me, ed ecco la prova. In Italia anche il voto è politicizzato. Sostenuti dallo strapotere bolscevico dei media, migliaia di comunisti, mimetizzati tra i cittadini, hanno approfittato del test elettorale per sabotarmi e criticarmi. Perseguirò penalmente ognuno di loro. La maggioranza parlamentare è salda e incrollabile, ma se si continua a ostacolare il governo con queste sterili e inutili votazioni come andrà a finire? Io ho chiesto la fiducia, ma per una cosa seria come il latte, alimento vitale di ogni bambino italiano anticomunista, mica per una provincia qualsiasi. Quindi le ripeto, direttore, che è necessaria una riforma della costituzione. Il cancro non è solo nella magistratura, ma esso si annida nell’urna, fonte di velenose contrapposizioni e di instabilità politica. Perciò proporrò alcuni lodi.

Lodo Scajola. Qualsivoglia, anzi qualsivoglio sia il risultato delle elezioni, sarà Scajola a assegnare i seggi non in base ai voti, ma al suo riconosciuto criterio di obiettività. Porremo naturalmente dei paracarri democratici a questo giudizio. Per diventare sindaco bisognerà avere il venti per cento dei voti se si è di Forza Italia, oppure l’ottanta per cento se si è comunisti. I cittadini non sono tutti uguali, come il mio governo dimostra ogni giorno.

Lodo Bossi. In Emilia, Toscana e Umbria, il presidente della ragione verrà scelto votando a Treviso. Questa è le vera deregulation! Inoltre ci sarà un fotografo in ogni cabina, perché il voto è un bel ricordo da conservare, e gli scrutatori verranno sostituiti da mucche. Le nuove urne saranno costruite da Lunardi, con un buco sopra e un buco sotto. Su questo ho provato a obiettare, ma Bossi mi ha zittito. Il mio destino è passare obbedendo da un fascista americano a un fascista padano.

Lodo Pera. Qua abbiamo scatenato i nostri cervelli. Le schede saranno di due tipi. Quella per votare il Polo sarà normale. Quella per votare l’Ulivo sarà di centosei pagine, bisognerà compilare tutti i moduli, risolvere un puzzle di centosei pezzi e un gioco di parole crociate. Le sinistre sospettose e disfattiste faranno senz’alto rilevare che questa scheda è troppo grossa per entrare nell’urna. Ma questi sono particolari tecnici che non ci riguardano.

Lodo Previti. Ricuseremo i risultati sfavorevoli in quanto dimostreremo che fanno parte di un atteggiamento preconcetto nei nostri confronti. Ad esempio, perché hanno votato contro Dell’Utri solo perché porta quel cognome? E particolare che taglia la testa al toro, perché nessuno mi ha votato? Non è regime questo?

Lodo Mimun. Qui “lodo” non è voce del verbo insabbiare ma del verbo lodare. Lodo, encomio e ringrazio il Tigiuno di Mimun per come ha cercato di mascherare la mia sconfitta. Emilio Fede, incapace filocomunista, impara come si fa informazione.

Lodo Florida. Questo l’ho imparato dai trick brothers, ovvero la famiglia dei pataccari, Bush e fratello, che in Florida hanno tolto dalle liste elettorali tutti quelli che avevano precedenti penali di un certo tipo, cioè gran parte degli elettori neri o poveri che avrebbero votato Gore. Io ribalterò la situazione. Non posso impedire di votare a quelli che hanno precedenti penali, o si vuotano Camera e Senato. Ma posso escludere dalla consultazione quelli che hanno precedenti elettorali sospetti, e cioè le regioni rosse. Il loro voto non può essere obiettivo, hanno sbagliato troppe volte. Voteranno sei volte a testa i siciliani, e in certe zone non sarà una novità.

Caro direttore, con queste piccole modifiche risolverò il cancro che si annida nell’urna. Pubblichi la mia lettera e segua il processo Sme, ne vedremo delle belle. Anzitutto mi voglio mettere sul bancone del giudici, col martello in mano, e interrogherò io. Poi voglio la Boccassini in gabbia. Invece dei carabinieri, in aula saranno schierati i battaglioni Folgore e Tuscania. Infine, caro direttore, le annuncio che questo regime bolscevico e juventino di televisione e stampa mi ha stufato. Se non volete imparare la democrazia ve la insegnerò io a mazzate. Le annuncio perciò che, nel nuovo clima di deregulation, l’assemblea dei redattori del Tigiuno ha eletto il nuovo comitato di direttori. No, non il loro, il vostro. E’ formato da Michele Cucuzza e Goku. Uno sa anche l’italiano. Lasci libera la scrivania e li accolga con calore.

Il neuropremier Silvio Berlusconi


Stefano Benni