BALLE SPAZIALI
tratto da il manifesto di mercoledì 12 novembre 2003

Due sono le Superballe, le grandi galassie di bugie che i media tengono in vita, sempre più arrancando e improvvisando. La prima riguarda la necessità e l’utilità della guerra in Iraq, la seconda la legalità e il gradimento del governo Berlusconi. Sul nano piduista, palazzinaro e strabugiardo il fallimento e la vergogna sono tali che anche Rutelli si è spettinato, dicendo cose che parecchi avevano capito da tempo. Uno, il nano sbraita e millanta di parlare a nome della gente ma non ha più la maggioranza dei consensi, ha persino paura a farsi vedere in giro, va al bagno in elicottero, è un ologramma fardato. Due, tra Rai, condoni, processi, leggi ad personam il suo non è più un conflitto di interessi, ma un bombardamento alla democrazia. Tre, il neuropremier non spara cazzate a caso, ma perché è l’unico modo per far sembrare grave quello che ha detto, non quello che ha fatto e farà. Il fascismo fu una gaffe lunga vent’anni? Quattro, la sinistra potrebbe cominciare a chiamare le cose col loro nome e cercare di vincere senza inciuci, compromessi e faide interne.
E mentre il premier-cocker saltella scodinzolando tra Bush e Putin, le Superballe della Casa di Libertà stanno perdendo audience, proprio come le televisioni. Ogni giorno Mezzoduro Bossi, Settecamicie Fini e Borborigmo Buttiglione si lanciano ultimamum, diktat, accuse, smentite, rattoppi e dietro-front: la politica italiana somiglia ormai a studio televisivo rissoso e vittimista, in cui applaude solo la claque.
Ma uscendo dalle grane di Italiaset, è sulla guerra in Iraq che siamo nel kolossal, e il Pentagono sforna balle da cento megatoni. Ecco il riassunto delle ultime notizie.
La guerra in Iraq e al terrorismo internazionale è finita, ma i titoli di coda sono lunghi perché c’erano un sacco di sponsor.
Negli ultimi mesi ci sono stati centocinquanta falsi allarmi negli Stati Uniti e un migliaio di veri attentati in varie parti del mondo, ma la Cia funziona benissimo.
In Iraq sono entrati, secondo il proconsole Bremer, centinaia di noti terroristi siriani, yemeniti e sauditi. Da dove sono passati e chi li ha fatti passare? La Cia ipotizza un traffico di gommoni albanesi nel golfo Persico, oppure una metropolitana nel deserto progettata da Alì la Talpa, il Lunardi dell’Islam. Secondo Colin Powell è quasi certo, a questo punto, che Saddam non possedeva armi di sterminio. Ciò prova la pericolosità del dittatore che ha simulato di possedere armi di sterminio perché gli Usa lo attaccassero e il dittatore potesse sputtanarli dimostrando che non c’erano armi di sterminio. Ma noi, ha concluso Powell, lo smaschereremo trovando le armi di sterminio. Se qualcuno trova un punto debole in questo ragionamento, è un fiancheggiatore di Al Qaeda.
L’allarme antrace degli Stati Uniti, per evitare le continue emergenze e relative smentite, avrà luogo il mercoledì e il venerdì per i numeri civici pari, martedì e giovedì per quelli dispari. Lunedì carbonchio. Sabato e domenica la Cia è chiusa e gli americani dovranno arrangiarsi.
La liberazione dell’Iraq è stata accolta dalla popolazione con la massima gioia. Non passa giorno che i soldati americani non vengano festeggiati. Il coraggioso Bush ha dichiarato: noi non ce ne andremo dall’Iraq ma soprattutto non ci andrò io, mica sono così fesso da farmi ammazzare. Dopodiché è andato a fare lo sborrone in tuta mimetica tra i marines di un campo ben recintato in Florida.
La Cnn ha diffuso un nuovo video di Bin Laden, trovato dalla Cia in un pornoshop di Baghdad. Il pericolosissimo Osama è ritratto in piedi, di spalle contro un muro, insieme a un amico sceicco. Secondo la Cia i due dicono: Non dovevamo attaccare a Riyadh, dovevamo attaccare a Parigi e a Treviso , ma stai attento a non voltarti che le telecamere satellitari ci stanno inquadrando. Secondo un interprete arabo la conversazione invece è questa: Non dovevo mangiare tutti quei peperoni, adesso ho la cistite. E stai attento a non voltarti che mi stai pisciando sui piedi.
Su Saddam ci sono due ipotesi: o è morto, o è contemporaneamente a Baghdad o in Bielorussia o in Siria. Secondo la intelligence della Cia, la prima ipotesi getta forti dubbi sulla seconda.
A Guantanamo i prigionieri sono trattati secondo la convenzione di Ginevra. Vengono torturati un’ora esatta cronometrata con un orologio svizzero, non un minuto di più.
Nuovo scandalo per il libro di un maggiordomo: dopo la presunta relazione tra Carlo d’Inghilterra e un valletto, e quella tra Blair e gli Iron Maiden, sta per uscire un nuovo piccante memoriale. Secondo il cuoco di Bush, questa estate il presidente e Berlusconi cercarono di avere un rapporto contro natura rimanendo un’ora intera senza parlare di soldi.
Bush ha chiesto al congresso altri dieci milioni di dollari per la difesa degli interessi nazionali, e cioè per pagare l’equipe di sceneggiatori che dovrà preparare il dossier di balle per l’attacco alla Siria.
Bush ha detto (giuro) che la ricostruzione è iniziata, in quanto sono stati portati a Baghdad cinquecento guanti da baseball per i marines. Il campo da golf non c’è ancora, ma le buche non mancano.
Secondo un rapporto segreto del Pentagono, l’ultima campagna di guerra aveva dieci obiettivi: 1 — catturare Bin Laden; 2 — catturare il mullah Omar; 3 — catturare Saddam; 4 — trovare gli arsenali chimici e nucleari; 5 — porre fine agli attentati terroristici; 6 — riportare la pace e la tranquillità in Iraq e garantire l’incolumità di tutti; 7 — valorizzare il ruolo dell’Onu e della diplomazia nel mondo; 8 — risolvere la questione palestinese; 9 — rinsaldare i regimi moderati in Medio Oriente; 10 — decuplicare le spese per gli armamenti e i relativi guadagni delle industrie belliche. Uno solo sui dieci obiettivi e stato raggiunto. Dopo questo elenco di balle, promesse non mantenute e truffe mediatiche, capite perché Bush e Berlusconi sono così amici?


Stefano Benni