DOMANI ACCADRÀ
tratto da il manifesto di venerdì 19 dicembre 2008

Non ci saranno problemi per il nuovo anno, in quanto Berlusconi non ci sarà più.
La sua scomparsa porterà a risse interne e spostamenti di potere, ma alla fine lo scenario sarà sorprendente e ognuno potrà vivere come e dove meglio crede.
L’Italia sarà naturalmente spartita,federalizzata,regionalizzata.
In quale delle Italie preferirete vivere?

Il Lombardo-Veneto non più ricco ma leghista, dove la mano d’opera sarà tutta straniera e verrà introdotto l’apartheid che però si chiamerà “corsia esistenziale preferenziale”.
Il Piemonte di Marchionne e Gheddafi, dove sarà obbligatorio per i bambini andare a scuola ogni mattina sopra piccole automobili Fiat, così i genitori avrano più tempo per lavorare.
La Liguria dal bel clima che diventerà la Colombia italiana con grandi piantagioni di oppio.
Il Trentino bello e nevoso, guidato dalla Merkel.
Venezia che, montata su uno zatterone di legno, vagherà per il mare, repubblica oceanica, piattaforma per festival e grande casinò.
L’Emilia dove l’ordine della sinistra finalmente regnerà, e ci sarà il coprifuoco dalle nove di sera.
La Romagna di Abramovich, dove potrete mangiare piadine al suono della balalaika.
Il Molise di Di Pietro, pieno di mozzarelle e valori.
Il granducato di Otranto dove il granduca Fini potrà fare tutte le immersioni che vuole.
Il sud finalmente riconsegnato alla democrazia cristiana, dove finalmente si farà una sinergia tra camorra ’ndrangheta e mafia, splendido set per spettacoli televisivi e cinematografici.
La Sardegna autonoma spartita tra Soru e Veltroni, con parlamento insediato al Billionaire.
E sul Monte Amiata un parco naturale di sedici chilometri quadrati per i veri comunisti, che si divideranno subito in dodici sottoparchi.
La repubblica del Traforo del Bianco dove verrà chiuso Brunetta perché non lo sopportano più neanche i suoi amici.
Roma finalmente tutta del Vaticano, con Totti che intona l’Ave Maria prima di ogni partita, e una breve confessione al posto del cartellino giallo.
Milano trasormata in un cantiere dell’Expo, un buco pieno di fango.
E San Marino, ultimo baluardo dell’identità italiana.

Queste meraviglie accadranno, se il mutamento che sta devastando l’Italia non cancellerà il nostro paese. Ma tranquilli: nel caso che le acque ci sommergano, il governo è pronto a mettere il veto.


Stefano Benni