IL PROCLAMA DI MELFI
tratto da di venerdì 28 ottobre 1994

25 ottobre 1994: il nuovo regime celebra la sua forza tra le lamiere scintillanti della fabbrica di Melfi
Oratori, Gianni Agnelli e il Cavalier Silvio Berlusconi


Discorso d'inaugurazione (scritto a quattro mani) della nuova fabbrica Fiat di Melfi, tenutosi nell'anno Primo del secondo Ventennio, da parte del capo del governo Silvio Berlusconi e del capo del capo del governo Gianni Agnelli.

CAMERATI CINTURATI! Vogliamo dirvi che insieme noi condurremo con la più strenua decisione la battaglia economica in difesa della lira, e da questa piazza a tutto il mondo civile giuriamo che difemderemo la lira fino all'ultimo respiro, fino all'ultimo sangue. Non infliggeremo mai a questo popolo meraviglioso d'Italia che da anni lavora come un eroe e soffre come un santo, l'onta morale e la catastrofe economica della lira. Il nostro governo è disposto, dal suo capo all'ultimo gregario, a resistere con tutte le sue forze ai tentativi di jugulazione delle forze finanziarie avverse, deciso a stroncarle quando siano individuate all'interno.
Tacciano una volta per sempre le ciarle insulse del disfattismo vile, che individueremo e colpiremo senza pietà, poiché nessuno ci farà indietreggiare sulla strada che noi dobbiamo fortissimamente seguire.
Camerati chiavi in mano! Sia stroncata ogni obliqua vociferazione dentro e fuori frontiera. I giudici cessino di ascoltare le monotone fraterie di salmodianti che richiedono palingenetici repulisti con l'unico intento di screditare e svilire l'opera del governo e lordare col fango della calunnia l'altissima statura morale del suo Capo. Rivolgano invece i magistrati (come ha chiaramente indicato il camerata cingolato Previti, ministro della Difesa e capo della Polizia Segreta) la loro ira vendicatrice contra la pericolosa genia dei demagoghi ingorgatori di piazze e truffatori della buona fede pubblica, nonché degli abborracciatori di affari che nascondono sotto l'ingannatoria fama del comune operare, un disinvolto enciclopedismo di iniziative rivolto a finanziare le loro personali debosce e la rivolta bolscevica. Per essi la galera è poca cosa, in quanto l'infinito male che essi provocano li renderebbe passibili e meritevoli di pena di morte nella loro qualità di seminatori di rovine, droga e miseria, così ben illustrata nei saettanti e annichilenti filmati di propaganda che il vigile Minculpop ha diffuso in tutte le case degli italiani onesti.
Qua, nella Melfi operosa ove si forgia il futuro del paese, nel cuore di mille motori rombanti come un uragano che spazza il venefico miasma della calunnia antipatriottica, tra queste auto belle come armi nude, nell'ideale uguaglianza (pur nella diversità salariale) tra le maschie fronti sudate dei lavoratori del Sud e del Nord, qua in questo abbraccio di sentimenti e patrimoni, qua, Camerati catalitici, nasce un giorno che non esitiamo a definire propizio per la storia dell'economia italiana e nefasto per chi vorrà anteporre il penoso e vetusto ricatto della democrazia a un fulgido avvenire di lavoro, progresso ed espansione economica e territoriale.
Qua, nell'ideale abbraccio delle squadre di calcio da noi dirette, tra il bianconero juventino e il rossonero milanista, nasca la nuova bandiera!
Via il bianco, via il rosso, resti solo il nero a unirci!
E questo nero, guerresco nembo, scaturendo da mille ciminiere erette come italici falli, sommergerà di vergogna i sommari sentenziatori, i miserabili imboscati, i giudici disobbedienti, la canaglia prezzolata della stampa, i pervertiti sessuali di ogni risma e lo sperma meticcio appestatore dell'italica razza.
Spezzeremo le reni alla Rolls Royce!
Viva la Juve, viva il Milan! Viva la Punto, viva la Standa!
Viva la salda compatta quadrata maschia guerresca vindica mai inquisita ferrea mole del Finfiatfascismo!


Stefano Benni



Nota del WebMaster
UN «GRAZIE» PER QUESTO ARTICOLO VA A STEFANO GIANOLLA,
FORNITORE UFFICIALE DI MOLTE RARITÀ BENNIANE PRESENTI SU QUESTO SITO.