NIENTE PAURA, SIETE SU SCHERZI A PARTE
tratto da il manifesto di domenica 31 dicembre 1995

CLAMOROSO! La nascita di Forza Italia e la dura opposizione del Pds sono in realtà una lunga puntata di Scherzi a parte, la fortunata trasmissione televisiva in onda sulle reti Fininvest.
Lo hanno annunciato ieri, in un'affollatissima conferenza stampa, i due maggiori artefici della burla, Silvio Berlusconi e Massimo D'Alema.

«Gli italiani ci sono cascati», ha detto col consueto smagliante sorriso Berlusconi, che indossava un elegante costume da clown bianco col volto infarinato. «L'idea è venuta al mio settore marketing. Anni fa ero oppresso dai debiti e la magistratura mi braccava, non pagavo più i dipendenti e le mie televisioni non sapevano più come riempire i palinsesti. Mi dissero che dovevo trovare un nuovo trend, che la politica-spettacolo era la moda del momento e che l'anticomunismo poteva essere un buon posizionamento per vendere bene. Ne parlai subito con Massimo D'Alema. C'eravamo conosciuti in Sardegna, le nostre barche erano ormeggiate vicine, e lui mi aveva chiesto in prestito un cavatappi. All'inizio la proposta non lo convinceva, poi pensando alla faccia che avrebbe fatto Occhetto ci siamo messi a sghignazzare, e abbiamo messo al lavoro i nostri staff creativi. Veltroni e Zeffirelli hanno scritto la sceneggiatura, Zani e Pilo hanno fatto i preventivi. La prima parte, la mia scalata al potere, è stata facile: il Pds ha fatto finta di perdere le elezioni con tale naturalezza che sembrava non avesse fatto altro tutta la vita. Per la seconda parte, il cosiddetto «Ribaltone», il colpo di genio è stato trovare Dini, un vecchio attore toscano d'avanspettacolo che era venuto alla Fininvest per i provini della Corrida. Lamberto è stato bravissimo nella sua parte. Io mi sono divertito molto a recitare: i discorsi anticomunisti me li scrivevano Ferrara e Letta, perché io sono sempre stato abbastanza a sinistra, a scuola leggevo «Rio Bo» invece di Samuelson. Adesso faremo il governissimo, non andrò in galera, farò più soldi di prima e girerò anche un film su tutta la vicenda: la mia parte la farà Tom Cruise, D'Alema lo farà Michele Placido, e Dini lo costruirà Rambaldi».

«Spero che i nostri elettori sappiano reagire col consueto senso dell'umorismo» ha detto a sua volta D'Alema, che indossava un divertente costume da clown Augusto con nasone rosso e maxipantaloni a quadretti. «Da tempo in Italia c'era bisogno di un partito di destra moderato e democratico e obiettivamente noi del Pds eravamo gli unici che potevamo riuscirci. Con questo scherzetto abbiamo raggiunto l'obiettivo, senza traumi per gli iscritti. Veltroni si è divertito come un matto, ogni giorno vedeva un film nuovo e trovava un nuovo spunto, l'idea di Prodi ad esempio gli è venuta dopo aver visto un film dell'ispettore Clouzot. Ora faremo il governissimo o la Sininvest, una finanziaria con capitale Mediaset, Coop e Metro Goldwyn Mayer. Poi un nuovo partito, Forza Democratica, con un simbolo bianco dove ognuno può disegnare quello che vuole. In quanto alle elezioni, abbiamo già la data, il 12 giugno, dobbiamo solo metterci d'accordo sul secolo».

Tra lazzi e facezie la conferenza è proseguita con i progetti per il futuro. Forse un Dini-bis o un Din-Din o un BiDini, oppure elezioni immediate o una fase costituente di sedici anni o un governo dei migliori con Maldini presidente del consiglio. L'unico che non ha preso sportivamente lo scherzo è stato Bettino Craxi. Appena arrivato a Fiumicino è stato scherzosamente accolto da Fede e Mimun vestiti da carabinieri, ma non ha riso affatto. «È stato uno scherzo del cazzo» ha commentato «sono rimasto anni confinato in mezzo a quei marocchini e ho speso milioni in fax a Feltri e dossier segreti. Silvio è sempre stato un goliardo, c'era da aspettarselo. Adesso farò i conti con chi mi ha tradito!».
Ma ecco altre dichiarazioni dei partecipanti alla burla.

Antonio Di Pietro
È stato uno spasso. Ho dovuto dare le dimissioni perché ormai in tribunale mi veniva troppo da ridere. Ma il bello è venuto dopo. Ogni giorno mi divertivo a dire che entravo in politica, che non ne volevo sapere, che entravo ma forse no, che andavo al Polo sinistro ma forse anche al destro, o forse fondavo un partito, e poi mi scompisciavo a leggere i commenti. Adesso però c'è una cosa che non capisco: se lo scherzo è finito, perché mi hanno sgomberato l'ufficio e hanno affidato l'inchiesta di Mani Pulite a Lorella Cuccarini? Cos'è, un altro scherzo?

Pierferdinando Casini
Quando mi hanno invitato a partecipare allo scherzo, ci sono stato subito. Del resto avevo cominciato a scherzare da tempo dicendo che non ero mai stato democristiano.

Gianfranco Fini
È stato divertente ma faticoso. Per anni ho dovuto dire che non c'entravo niente col fascismo. Ma la cosa più difficile era mettere tutte le mattine il bromuro nel caffè a Buontempo e Storace. Le risse in parlamento le abbiamo organizzate perché i ragazzi dovevano sfogarsi un po'. I viaggi all'estero poi sono stati una tortura. In America mi chiedevano perché non avevo portato i tortellini e il cotechino. In Cina mi scambiavano per Peppino di Capri. Adesso potremo tornare a fare la vera destra, ma ci vorranno mesi di footing, siamo tutti ingrassati di dieci chili.

Rocco Buttiglione
Il momento più divertente è sto quando con Bianco abbiamo finto di dividere il partito popolare. Era proprio come quando, da piccoli, si facevano le squadre di calcio: io prendo Mancini, io allora prendo Formigoni, e così via. Siccome eravamo dispari è rimasto De Mita ma non l'ha voluto nessuno.

Marco Pannella
Una grande recita. Noi politici ci siamo sbranati metà delle ore televisive. Modestamente, nella parte dell'emarginato con dieci televisioni a disposizione, sono stato il migliore. Alla faccia di chi davvero non ha voce, né privilegi.

Maurizio Gasparri
Che pacchia! Abbiamo occupato tutti i posti dei socialisti: nei locali notturni, nei consigli di amministrazione, nelle trasmissioni televisive, nei giornali. Fiori ha vissuto due anni con i buoni mensa di Martelli. Adesso lo scherzo è finito, ma col cazzo che molliamo i posti!

Walter Veltroni
Scrivere la sceneggiatura insieme a Zeffirelli è stata una bella esperienza. Io mi sono ispirato a Rashomon, Buster Keaton e Hitchock. Lui dice di essersi ispirato al «Sogno di mezza estate», ma so che ha studiato anche i Vanzina e le tartarughe Ninja. L'idea del buonismo? Non è mia, è una battuta di Bambi.

Gianni Pilo
Secondo il nostro ultimo sondaggio, alla domanda: «Se esistessero in Italia tre partiti, uno di centro destra, uno di centro e uno di centro sinistra, votereste per uno dei tre?», la risposta è stata all'ottantasei per cento «sì». Questo dimostra che il Governissimo non è solo una geniale invenzione di marketing, ma è anche espressione della volontà popolare. Abbiamo in ballo altre grosse iniziative: la diretta Rai di tutte le trasmissioni Fininvest e viceversa. Un Auditel per gatti. E un sistema Bancomat mediante il quale, a tutti coloro che assistono a un programma di Telepiùdue, schizzerà dal televisore una copia omaggio dell'Unità.

Gianni Letta
Mi sono molto divertito a scrivere i finti discorsi anticomunisti di Berlusconi. Il difficile è stato insegnargli le barzellette, perché bisogna spiegargliele un sacco di volte. In quanto alle televisioni, l'idea di riempirle di politici è stata geniale. Abbiamo fatto sedicimila ore di dibattiti televisivi con volontari non pagati. Se avessimo dovuto pagare gli ospiti, saremmo alla rovina.

Lamberto Dini
Ero a Scandicci in un teatrino parrocchiale, che facevo Dracula contro Fagiolino. Mi è arrivata la proposta Fininvest, ho letto il copione e ho accettato subito. Questo film è stato una grande svolta nella mia carriera. Sono pronto a girare il seguito.

Oscar Luigi Scalfaro
Dio ci perdonerà questa piccola bugia. Del resto anche lui ha fatto finta di morire. Benedico questo governissimo che riunisce sotto la sua calda ala gli italiani. Il momento più difficile che ho passato? Quando, lo stesso giorno ho letto sui giornali che Berlusconi si definiva «unto da Dio per combattere i comunisti», e D'Alema definiva Berlusconi «un pericolo mortale per il paese». Ero a una parata militare, non potevo muovermi, e me la son fatta addosso. Per fortuna avevo il cappotto lungo e nessuno si è accorto di niente. Le elezioni? Ma io sono disponibile a votare quando vogliono, oltretutto il seggio è proprio sotto casa mia.

Fausto Bertinotti
All'inizio non mi avevano avvertito dello scherzo. Vedevo che, quando andavo ai dibattiti, i cameramen ridevano sotto i baffi. Ho capito che c'era sotto un trucco quando il regista ha cominciato a mostrarmi dei cartelli con la scritta: «Più incazzato!». Adesso basta scherzi, si fa sul serio. La nostra linea avrà due punti fissi: Costanzo e Zapata.

Umberto Bossi
Mi sono divertito un sacco. M'han detto: il tuo ruolo è di sparar cazzate e poi smentire, farneticare, far il ribaltone, insomma dare di matto. Modestamente è il mio forte. È stato più difficile convincere Boso a fare il razzista: lui in realtà è di Foggia, è stato campione pugliese di sumo e ce l'ha a morte coi settentrionali. Anche Irene Pivetti è stata bravissima. Lei nella vita è una ballerina professionista di mambo, le piace bere e andare nei locali. Per entrare bene nella parte, è stata sei mesi in convento.

Romano Prodi
Scherzo? Quale scherzo? Perché mi guardate così?


Stefano Benni



Nota del WebMaster
UN «GRAZIE» PER QUESTO ARTICOLO VA A STEFANO GIANOLLA,
FORNITORE UFFICIALE DI MOLTE RARITÀ BENNIANE PRESENTI SU QUESTO SITO.