CLARK A D'ALEMA: «A NOI LE NEW BIERRE»
tratto da di giovedì 27 maggio 1999


Anche questa settimana tremila morti per sforzi diplomatici
(dal bollettino medico Nato)



Caro caporale D'Alema. Sono il generale Wesley Clark. Le vostre nuove brigate rosse sono entrate in azione al momento giusto. Del resto, proprio Tony Blair ne parlava nel carteggio con Clinton sul manifesto, pochi giorni fa. Beh devo dire che non c'è niente di meglio per far passare la guerra in quarta o quinta pagina. Io non so chi siano questi vostri marines con la stella, ma mi sembrano perfezionabili. Anzitutto la sigla Bierre, è vecchia. Io odio le sigle, anche perché la mia è WC. Ma il mio professore di war marketing diceva che, quando una sigla è sconfitta, bisogna cambiarla. A meno che non si voglia arrivare intenzionalmente allo stesso risultato. Credo che pochi di quei maledetti pacifisti abbiano abboccato a questa provocazione, sono ancora più incazzati di prima, perché adesso hanno contro non più due, ma tre eserciti. Quindi bisogna che queste New Br cambino strategia. Anzitutto, che alzino il livello di fuoco. Inoltre, che nella fantasia popolare, si colleghino con i serbi, i russi e gli squatters del Nord-est. A tal scopo abbiamo fatto trovare vicino a un centro sociale una Skoda piena di kalashnikov e hascisc, appartenente a un disertore Nato con un nonno lituano. In bella vista sul cruscotto c'è un «non correre pensa a me» con la foto della moglie di Milosevic. Geniale! Ma per rendere davvero operative queste New Br, bisogna che passino sotto il nostro comando. Così come sono, non servono a niente. Non sono queste le truppe di terra che sognavo, bisogna essere più rapidi e moderni. E' ridicolo, nell'era dei satelliti, lasciare ancora i messaggi a mano nei cestini della spazzatura. Un satellite è ampiamente in grado di lanciare un cestino con la spazzatura e il messaggio dentro la redazione del giornale. Dai retta a me, fammi addestrare queste New Br. Chiedi ai tuoi servizi segreti il loro numero di telefono e fammeli contattare. Ti saluto
Wesley Clark

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Generale Clark, gli insuccessi le stanno dando alla testa. Non siamo in America, qua i servizi segreti hanno sempre fatto di testa loro, o di testa vostra. In questi ultimi anni abbiamo fatto luce su gran parte delle azioni delle Bierre. E quindi qualche verità in quella direzione ce l'abbiamo. Ma sulla strategia della tensione e sul ruolo di voi americani, non abbiamo mai chiarito nulla. E' ancora tutto top secret, nessun colpevole, un buco nero nella nostra storia. Lei mi concederà che sarebbe ragionevole indagare anche in quella misteriosa direzione. Certo, adesso ci serve dire che sono sicuramente Bierre, eredi delle Bierre, cloni e remake della Bierre. Ma può lasciarci il piccolo dubbio che voi ne sappiate sempre più di noi? E' un dubbio che tengo per me, ce l'ho solo io e qualche milione di italiani. Quando i vostri aerei avranno finito di sganciar bombe nell'Adriatico e i vostri servizi segreti di seminare bazooka davanti ai centri sociali, vuole smetterla di delirare? Per adesso non abbiamo ancora le prove, come lei asserisce, che gli abitanti di Rovigo siano in realtà serbi travestiti. La saluto caramente, il suo caporale
Massimo D'Alema

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Caporale D'Alema non faccia il furbo. Noi abbiamo una macchina da propaganda così perfetta che non abbiamo bisogno di qualche piccolo attentato. Certo, i renitenti alla Nato del suo paese sono una fastidiosa minoranza che ci piacerebbe obliterare. Sarebbe il momento di far passare una legge marziale contro le critiche antiamericane. Ho visto fiorire spontaneamente, nella vostra Italia, una bella serie di commissioni maccartiste. Noi non avremmo potuto fare di meglio. Ma con questo terrorismo old fashion noi non c'entriamo. Il documento New Bierre è stato scritto con la consulenza di Mediobanca, noi americani avremmo fatto un'analisi con termini diversi. Non diciamo imperialismo ma global trade, non diciamo proletariato ma gang e non diciamo cerniera ma zip. E non abbiamo bisogno di lasciare i comunicati nei cestini, in ogni giornale c'è un distributore di Coca-cola con dentro un nostro pony-espress. E non sbagliamo mai i colpi. Insomma, lei ha creduto alla guerra umanitaria, alla difesa integrata, agli errori inevitabili e adesso non vuole credere che c'è la mano serba dietro al Nord-Est? Lei dovrebbe sapere che tutti quelli che hanno il cognome che finisce con la consonante sono serbi, Cavasin, Bedin, Paolin, Milosevic, Duganovic. Sono i serbi che hanno messo le bombe a piazza Fontana, è un frisbee del Leoncavallo che ha abbattuto l'aereo di Ustica e la tragedia del Cermis è stata provocata da un'interferenza di una radio punk sui nostri circuiti. Insomma, questo è credere, obbedire e combattere. Non catturi le Bierre, le lasci a me, ne farò una vera squadra operativa, e potremo mandare la guerra non in terza, ma in dodicesima pagina, insieme all'oroscopo e alle previsioni del tempo. «Per domani, previsti bombardamenti su tutta la zona dei Balcani. Nel pomeriggio saranno possibili ampie schiarite con relativo aumento dell'attività missilistica». Geniale! Mi aiuti, sia solidale con noi, invece che con quei kosovari che continuano insolentemente a crescere di numero e a ostacolare lo schieramento delle nostre truppe. Salute a lei, vecchia roccia incrollabile.
Generale Clark

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Caro WC. Io credo che lei sia un po' agitato. Forse perché i vostri briefing vittoriosi al Pentagono non sono più così trionfali, forse perché da un mese state bombardando per inerzia. Bella roba, costringere un popolo al buio e alla fame, e lasciare i kosovari al loro destino. Si, a questo punto la guerra umanitaria si è dissolta, e tutti vogliono vincere, anzi stravincere, umiliare e giustiziare. Ma non riusciamo più a nasconderlo come all'inizio. Le New Bierre ci possono dare una mano ma le Bierre, a differenza delle guerre Nato, non si improvvisano. Quindi continuiamo la commedia fino al lieto fine. A proposito, perché il suo cognome finisce con una consonante? Sua fedele roccia
Massimo D'Alema

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Red Brigades sezione John Wayne. Comunicato numero uno. In nome della superiore giustizia dell'ideologia tecnocratica che libererà i popoli dall'oppressione, e dopo attenta analisi della situazione internazionale abbiamo individuato in Massimo D'Alema la cerniera tra l'intervento della Nato e i trattatisti pacifisti. In questo suo ambiguo ruolo egli è oggettivamente nemico del partito armato missilistico-combattente e rivolto al sabotaggio dei nostri compagni dirigenti della Lockeed e della Boeing che costituiscono l'avanguardia del movimento manageriale americano. Per questo gli lanciamo un avvertimento: la sua barca è stata affondata e il suo cane dipinto a stelle e strisce, ma la prossima volta egli sarà obliterato. Noi siamo dalla parte della masse e per informarle dei nostri dispositivi strategici lasciamo questo messaggio di trentasei pagine dentro un hamburger marcio nella mensa dell'Herald Tribune. E' scritto in inglese e giapponese perché le masse devono imparare a essere meno ignoranti. Di queste trentasei pagine una contiene il comunicato e le altre trentacinque sono di pubblicità, noi non perdiamo mai un business. Comunichiamo inoltre che la sezione Red Brigades, formata da marines perfettamente addestrati, non ha niente a che fare con la vecchia strategia della tensione, ma è assai più moderna e competitiva. Colpiremo duramente perché la positiva performance dei titoli legati all'industria bellica Usa non può subire un effetto nursery da parte delle oscillazioni pacifiste dei paesi in franchising con la Nato e il compagno Nikkei deve essere il glorioso faro ideologico a cui ispirare la lotta dei tecnoeserciti di tutto il mondo contro l'aggressione pacifista che nasce dallo strapotere economico e politico dei centri sociali. Il secondo comunicato verrà lasciato in un cestino davanti alle sedi delle televisioni, oppure letto direttamente dagli speaker delle nostre televisioni. Viva Clinton, ricostruiamo il muro di Berlino, morte alla congiura antiamericana cattoserbopacifistogiudaica. E per finire provate «Apache» il nuovo hamburger Mac Donald che vi cade sui pantaloni da solo.
Che ne dici? Non sembra un vero proclama Br? Allora, me li consegna o no?
Il generale Weslei Clarko

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Caro Wesley. Il tuo comunicato è fatto così bene che mi ha fatto venire qualche dubbio. Ma nella storia d'Italia, si sa, ci sono dubbi che portano alla campagne di stampa, e altri che portano al top secret. Ma non funziona. Gli slogan cominciano a appannarsi. Ormai la gara tra la Nato e Milosevic per l'eredità di Hitler è perfettamente alla pari. Se per antiamericano si intende uno che non crede a qualsiasi balla propagandistica o a qualsiasi esaltazione bellica, si, l'Italia è piena di antiamericani che hanno a cuore i kosovari e i civili serbi dieci volte più dei filoamericani. Anche se hanno contro tre eserciti e nove giornali su dieci, mi sa che terranno duro. E poi c'è il cinquantanove per cento degli americani che è contro i raid. Cosa ve ne farete di questi milioni di americani antiamericani? C'è un solo modo per fermarli, considerarli effetti collaterali e bombardarli. Farete anche questo? Quel giorno, certo, non mi avrete al vostro fianco. Naturalmente, se ne può sempre parlare in termini di difesa integrata. Ciao, caro WC.
Massimo D'Alema


Stefano Benni