INDAGINE
tratto dal quaderno di MicroMega supplemento al n. 4/2001

Io giudice Salvasilvi Sergio, esaminati gli atti dell'istruttoria per conflitto di interessi del presidente del Consiglio cavalier Berlusconi, comunico quanto segue.

a) Non risulta dagli accertamenti che il Berlusconi sia proprietario di televisioni. Le aziende televisive a lui attribuite appartengono una, Retequattro, a Confalonieri Fedele, che col Cavaliere ha solo rapporti di affettuosa amicizia. La seconda, Canale Cinque, risulta intestata a tale Al Waleed, principe saudita. Per la nuova legge sulle rogatorie, i documenti che comprovano legami di affari tra lo Sceicco e il Cavaliere non sono validi in quanto dimidiata argumenta, scritti per la metà in arabo e mancanti del timbro della questura di Riad. La terza emittente, detta Italia Uno, appartiene in effetti a una holding Previti-Mediolanum-Mediaset, ma l'atto di vendita è stato stipulato su uno yacht al di fuori delle acque territoriali e l'atto della capitaneria di porto che lo registra è completamente illeggibile per uno schizzo di inchiostro, verosimile est una seppia.

b) Non risulta dagli atti che il cavalier Berlusconi possieda quotidiani o periodici. Ad esempio, per quanto riguarda Il Giornale egli ha sempre dichiarato che la testata era di proprietà esclusiva del fratello Paolo. Il fatto che il Cavaliere apparisse in redazione, licenziasse e dicesse sempre «nel mio giornale faccio il cazzo che mi pare» è attribuibile a una sua generosa iniziativa per scaricare di responsabilità il fratello, da anni sofferente di esaurimento nervoso. Alla base dell'esaurimento, come risulta da certificato medico annesso, c'è «il forte stress di dover coprire le bugie e le magagne di un familiare». Non è certo compito dei magistrati, ma di uno psichiatra, indagare su quale familiare si tratti, e in ogni caso pari grado turpitudinis melius est condicio possidentis.

c) Non risulta parimenti che il Berlusconi sia proprietario di case editrici. È del resto cosa notoria che il Cavaliere sia solito regalare i libri per posta, in grosse tirature, senza trarne guadagno. Riguardo al lodo Mondadori, la magistratura si è già espressa ed essendo stata smarrita lo notifica, la sentenza si basa sulla consapevole decisione di un collega irreprensibile (poi incarcerato dalla magistratura stalinista) e tutto risulta ora coperto dalla vis judicandi. Esiste inoltre vasto materiole grammaticale probatorio che dimostra come Berlusconi non legga libri da dodici anni.

d) Berlusconi non possiede sale cinematogrofiche. La prova palmare è che non esistono in Italia sale che abbiano nome Silvio o Piersilvio o Veronica, ma quasi tutte si chiamano Odeon, Ariston o Capitol. Eventuali legami del Cavaliere con produttori e distributori di film quali la Medusa sono insostenibili, in quanto i documenti che potrebbero comprovarlo sono stati fotocopioti con inchiostro rosso e quindi politicomente strumentalizzati.

e) Non esiste, a questo punto, neanche un patrimonio personale con cui il presidente del Consiglio potrebbe coltivare e moltiplicare i suoi conflittuali interessi. Riguardo ai conti correnti sulle isole Cayman, accettiamo sine condicione la tesi difensiva secondo la quale non esiste, in provincia di Milano, alcun bancomat collegato con la Cayman Bank, ed è quindi impossibile absoluto modo per il Berlusconi disporre di questi fondi. Neppure i conti correnti in Svizzera sono dimostrabili in quanto il pacco di documenti, per passare la frontiera, è stato caricato su un camion di cioccolata e, per un guasto al freezer, si è completamente sciolto e mescolato al dolciume. Una pattuglia di carabinieri particolarmente golosi sta cercando di recuperarne alcuni brandelli. L'unico indizio sospetto è la presenza, su una scrivania Mediaset, di una biro con la scritta «Banque de Genève». Abbiamo sottoposto a stressante interrogatorio la biro informata sui fatti con l'aiuto di un foglio di carta e di una medium, ma non abbiamo ottenuto alcuna risposta né scritta né verbale.

f) Berlusconi non possiede beni immobili. Lo villa di Arcore, come risulta dai documenti, è stata comprata mediante mediazione di Cesare Previti a un ventesimo del suo prezzo, inde et perinde trottasi di casa in affitto. Le dieci ville in Sardegna sono intestate tutte a persone diverse e in nessuna di esse è stata trovata la vestaglia d'oro con iniziali che tradisce l'assidua presenza del padrone di casa. Riguardo alla voce che Berlusconi stia per comprare il palazzo di Montecitorio, non ci risultano atti evidenti, tolta la caparra e l'installazione di un trono d'alabastro.

g) Berlusconi non è nemmeno più proprietario della squadra di calcio del Milan. La squadra risulta intestata a tale Terim, di nazionalità turca, e la documentazione inviata dalla Turchia è invalidata dalla mancanza di firma di un'autorità consolore curda, nonché del nulla-osta del commissario pro-tempore della nazionale italiana. Parimenti, la vendita di magliette e stemmi riguardanti la società rossonera è esclusiva di una cooperativa di vucumprà intestata a tali Serginho e Shevchenko, verosimile est extracomunitori. Trattasi quindi anche di attività benemerita e socialmente rilevante.

h) Per questo e altri motivi riteniamo opportuno sottolineare non solo la totale assenza di un conflitto di interessi, ma fortior anche una grave situazione di indigenza del cavalier Berlusconi, indigenza del tutto indegna della carica che ricopre. Per questo si nomina un comitato di tre saggi con l'incarico di stilare un decreto legge che sani la disastrosa situazione patrimoniale del sullodato.

i) I tre saggi sono da me liberalmente scelti su una rosa di tre nomi propostomi dal ministro della Giustizia Castelli secondo la prassi giuridica del salvis juribus decibel. Elevo perciò a tale delicato incarico le persone di Previti Cesare e Taormina Carlo, avvocati, e Dell'Utri Marcello omissis. A essi aggiungo come consulenti ad usum fratrum gli avvocati Salvasilvi Ettore e Salvasilvi Giuseppe.

l) Eventuali opposizioni al seguente provvedimento dovranno essere presentate in quintuplice copia affrancata con francobollo Gronchi rosa e vistata da ambedue i lati dal ministro competente il cui nomen non dicitur, con firma autenticata di un proboviro da me scelto nella persona di Beccaria Cesare, giurista insigne e al di sopra delle parti.

m) Per ogni controversia o lite su questa mia comunicazione il foro competente è il foro di Lunardi; ovvero chiunque avrà qualcosa da dire verrà murato in una galleria della Bologna-Firenze.

Letto, confermato e sottoscritto nella piena osservanza dei principî Giustinianei, presso il mio ufficio situato nella sede giudiziale provvisoria della sala biliardo di Arcore, allo presenza di dodici testimoni incappucciati ma sicuramente fratres muratori e maggiorenni, da me giudice Salvasilvi Sergio, salvis Juribus.


Stefano Benni