STRAVIDEO
VAI A CUCCIA, LASSIE
tratto da Panorama di martedì 9 maggio 1978

Non so, tra i cosiddetti adulti e i bambini, chi guardi la Tv con più spirito critico. Certo che i bambini guardano, pensano e, in questi ultimi tempi, devono avere le idee molto confuse. C’erano una volta, alla Tv, la fattoria di Lassie e Furia. Il clima era sereno e idilliaco. A turbarlo arrivava solo, ogni tanto, il cattivo; ma il bravo cane (o cavallo, o cow-boy) interveniva prontamente, e tutto andava a posto. Non contava il fatto che, per mettere insieme la puntata, alla famiglia della fattoria dovesse capitare almeno un grosso guaio alla settimana, cioè una quantità annuale di guai quale a stento capita a duecento famiglie particolarmente sfortunate. C’era, anzi, la certezza, che i guai fossero graditi, e che Lassie e Furia e Rin-tin-tin fossero d’accordo con i malviventi, perché senza il continuo stato di pericolo sarebbero rientrati nel ruolo degli animali normali, cani da guardia, cavalli da tiro, e magari bistecche.
Era un mondo strano dove tutto andava a posto, i cattivi si pentivano, i poveri trovavano lavoro, e non moriva mai nessuno. Tutto diverso da quello che si vede nei telegiornali. Poi qualcosa deve essere cambiato. Con tanto di concorso del Radiocorriere, sono arrivati nuovi eroi. Non solo King Kong o la super-testa di cuoio Nembo Kid, ma soprattutto Atlas Ufo Robot, nuovo cartone animato giapponese.
Anche qua c’è una fattoria, ma il clima è diverso. Non c’è il cane astuto o il cavallo intelligente. Il «buono» è un prodigio della tecnologia guerresca, un gigantesco robot cornuto armato di ordigni come lame rotanti, raggi mortali, siluri e missili, il quale si batte con tutte le peggiori schifezze meccaniche dell’universo. Dischi volanti che si trasformano in draghi, pipistrelli, in ragni, con braccia, denti, lame taglienti e gas venefici, insomma il miglior campionario dell’industria malefica spaziale, magari con qualche consulenza Roche e Montedison.
A suono di cazzotti magnetici ed esplosioni, il robot lotta contro le creature mostruose del pianeta Vega, che vogliono invadere la terra. E intorno alla trasmissione, il solito giro di dischi, poster, libri e giocattoli.
Non crediamo che Ufo Robot sconvolga i giovani spettatori: molti di loro devono essere però un po’ sconcertati per questa invasione di nuovi eroi meccanici, implacabili e super-armati. Evidentemente qualcosa è cambiato, qualche favola che la Tv aveva raccontato non era vera, e ora bisognava trovare qualcosa d’altro abbastanza spettacolare e più vicino alla realtà. Perciò, quando hai bisogno di aiuto, non ti devi più rivolgere all’amico cane astuto o cavallo sapiente o Sandokan barbuto, ma a questa specie di fortezza ambulante, a questo super-cane da guardia tecnologico, il cui imperativo «via più veloci della luce!» prepara il «go!» dei giovani forzati da discoteca.
Cosa è successo al mondo finto di prima? Cosa non ha funzionato? Non si può spiegare ai bambini solo con i cartoni animati, anche se farebbe un bell’effetto vedere Nembo Kid che urla «via, più veloci delle poste!» o «via, più veloci della ricostruzione del Friuli!». E poi parte arrancando come un piccione piombato. Però, se non crediamo più all’intelligenza dei grandi, e la riteniamo meritevole di Settimo anno e Su e giù per le scale, almeno diamo fiducia ai bambini, alla loro possibilità di sviluppare un’intelligenza critica, non solo di diventare fan di questo o quel personaggio.
Per ora, hanno forse la cameretta piena di magliette, poster e pupazzi, ma anche la testa piena di confusione. La notte sognano un gigantesco Topo Gigio che scala il grattacielo Pirelli tenendo in mano il Mago Zurlì e, malgrado le pressanti richieste dei presenti, non lo butta giù. E se arriva un orribile disco volante che li vuole rapire e portarli a cantare allo Zecchino d’oro, non sanno chi devono chiamare. Furia, Ufo Robot o il 113?
Poveri loro, che capiscono già che, dietro le esplosioni finte e i mostri tecnologici, c’è qualcosa che molto presto li riguarderà da vicino. E povera Tv, che nel suo continuo assillo di trasformare la realtà in mercato e spettacolo, deve cambiare per forza i suoi eroi, e presto avrà bisogno di robot molto più grandi, con più armi, e più feroci.


Stefano Benni



Nota del WebMaster
GRAZIE A LUCIO LAZZARUOLO PER QUESTO ARTICOLO.