STRAVIDEO
IN VACANZA COL VIP
tratto da Panorama di martedì 5 settembre 1978

Tg2 del 23 agosto: ovvero i Vip in vacanza. Il primo è il nostro presidente Pertini, questo marziano che non finisce di stupire i giornalisti con le sue incredibili manie. Fuma la pipa, si paga l’aereo da solo e, per colmo di esibizionismo, cammina e respira contemporaneamente. L’ultima sua trovata è stata quella di andare in vacanza in Val Gardena. Questo ha riempito i giornali dei titoli «Pertini va anche in salita» e «A mirtilli con Pertini», e la valle si è riempita di giornalisti e carabinieri acquattati sotto i funghi e travestiti da fauna alpina.
Anche la televisione ha catturato Pertini, in occasione della morte di Ignazio Silone. Un’intervista breve, su una panchina, in mezzo a un prato alpestre, mentre sullo sfondo alcuni alpini mimetizzati da porcini andavano su e giù tra gli alberi. Pertini aveva un bel basco bianco tipo fungo prataiolo e calzettoni a mezza gamba. Insomma un vero presidente montanaro, dopo una serie di presidenti marini, da yacht e da spiaggia.
Tutto marino, invece, e di tutt’altro tipo, era il secondo Vip. Trattavasi di Vittorio Emanuele di Savoia detto Superbone, il quale, quando non vende elicotteri o non fa affari con l’altro re in servizio effettivo permanente, il fascista Reza Pahlevi, va a Cavallo. Che è un’isoletta così esclusiva, che per pungersi con i ricci di mare bisogna prenotare. Qui l’ex-re ritorna un po’ reuccio. Ha potere assoluto: può, con regio decreto, fare sconti sui conti dei ristoratori e solo lui può concedere il permesso di fare il bagno dopo mangiato. Ma soprattutto su una cosa non ammette che si scherzi: sul suo gommone. Il quale è un lussuoso canotto color grigio perla, con la scritta «mi spezzo ma non mi sgonfio», con motore a 20 cavalli roani, volante in leopardo, remi del Bernini, e camere d’aria gonfiate con l’aria fatta venire apposta da Courmayeur.
Se gli toccano questo canotto, il principe imbelvisce ed esce a regolare i conti con un bel fucilone da rinoceronti, di cui è particolarmente orgoglioso. Anzi, all’obiezione «ma perché un fucile così, mica ci sono rinoceronti nell’isola», il Savoia risponde fieramente: «È perché hanno paura di me». Insomma, giù le mani dal gommone di Superbone, se no volano proiettili e nascono complicazioni internazionali.
Ma il Tg2 ci informava, per fortuna, che la posizione giuridica del principino era «migliorata» e che, tra gli altri, era intervenuto anche Giscard d’Estaing. Non una parola sul «miglioramento» del giovane tedesco che si era beccato la reale fucilata, e che conta proprio poco in questa oscura vicenda, nata nel sordido ambiente dei rampolli reali. Povero principe. Era scosso perché ha paura di essere rapito dalle Br, che sono in vacanza su un’isola vicina, all’Asinara. Il giorno prima, nel carcere speciale, c’erano state proteste e incidenti per le condizioni disumane di vita, ma questo non interessa nessuno, né merita una notizia o un’inchiesta televisiva.
Il Tg2 passava poi a un’altra vacanza, quella del presidente americano. Riprendendo le immagini della televisione Usa, lo schermo mostrava il balenio degli incisivi di Carter in partenza per una gita sul «fiume dei salmoni». Ai telecronisti si diceva «eccitato» e scherzando, ma non troppo, asseriva che mentre lui era in vacanza, «aveva fatto in modo che non scoppiasse nessuna crisi mondiale». Poi lo si vedeva salire sul barcone con moglie, parenti, un medico e pochi intimi (40 marines armati) e scomparire nella corrente mentre già tirava su con la lenza il primo salmone, e subito due energumeni glielo prendevano e lo interrogavano a lungo, chiedendogli perché aveva mangiato proprio quel verme e se aveva parenti nel Volga.
Lo speaker aggiungeva che la gita costerà circa 300 mila lire al giorno per ogni persona, ma che lo merita perché questo fiume non è inquinato e ci sono i più bei salmoni d’America. Non facciamo fatica a crederlo. Quando vogliono inquinare e buttare via la spazzatura, gli americani prendono l’aereo e vengono in Italia, alla Maddalena, dove non c’è più un pesce, ma dove si possono pescare dei bellissimi esemplari di scorie radioattive e, se uno è fortunato, un bel sottomarino atomico da fare ai ferri.
Per l’anno prossimo, però, faremo così. Pertini andrà a pescare nei fiumi della Lombardia, e tutti i giorni il governo italiano manderà un aereo con 60 tonnellate di scorie e schifezze da sganciare in Florida. Ma, in fondo, cosa conta tutto ciò, di fronte al tremendo pensiero che il principino Vittorio langue in cella, si agita nella branda e sogna un rinoceronte che gli sgonfia il canotto a cornate?


Stefano Benni



Nota del WebMaster
GRAZIE A LAURA E PIERPAOLO PER AVERMI PERMESSO DI RECUPERARE QUESTO ARTICOLO.