ITALIANI UN POPOLO DI ANFIBI E MOSCHETTIERI
tratto da la Repubblica di mercoledì 20 settembre 2000

Le medaglie azzurre mettono a dura prova il patriottismo italico e la propaganda politica. Dopo la vittoria nella rana di Fioravanti, la parola d'ordine è «italiani popolo di nuotatori, viva il mare abbasso il suolo». Viva la tradizione di Venezia, Amalfi e Lignano Sabbiadoro. Un'indagine Doxa rivela che il 93% degli italiani fa la doccia senza salvagente. Siamo gli anfibi d'Europa. La Gazzetta titola «tritoni, fateci sognare». Ciampi rivela a sorpresa: io so nuotare. Amato mostra una foto in cui galleggia tra i delfini, Rutelli risponde con un crawl nel Tevere tra le pantegane. Silvio e Fini si fanno ritrarre sulle scalette dei loro yacht, Bossi mentre fa il massaggio idroterapico in una vasca di polenta, le bolle sono sue.
Ma improvvisamente arriva l'oro della scherma. La parola d'ordine diventa: «tutti in pedana, siamo un popolo di spadaccini». Viva i capitani di ventura, viva il Corsaro nero. Un'indagine Doxa rivela che almeno il 92% degli italiani da piccolo si è vestito da Zorro. La Gazzetta titola «moschettieri fateci sognare». Amato e Rutelli si sfidano a duello a Villa Borghese con due spade di Star Wars. Berlusconi si incazza perché nessuno del Milan gli ha mai segnalato questo Cyrano che gioca nel Bergerac. Altro colpo di scena: un napoletano vince la medaglia nel judo. La nuova parola d'ordine è «italiani, la furia che viene dall'oriente». L'Italia viene definita il Giappone d'Europa.
Un'indagine Doxa rivela che il 91% dei nostri connazionali almeno una volta a scuola ha fatto lo sgambetto a un compagno. La Gazzetta intitola «samurai, fateci sognare». Amato si fa ritrarre mentre con un colpo di karatè spacca in due un Tiramisù. Rutelli si fa fotografare in kimono da geisha. Silvio e Fini lanciano la moda della baionetta-fermacravatta. Bossi sostiene che Maddaloni è un cognome di origine celtica. In quel momento giunge la terribile notizia: potrebbe venire una medaglia dal calcio. Tutto come prima?
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Si era detto che lo spirito olimpico avrebbe pervaso anche la campagna elettorale. Ma ci duole segnalare un fatto contrario a ogni regola di leale propaganda. Qualcuno, evidentemente vicino all'Ulivo, ha tappezzato tutta Italia di scorrettissimi manifesti. Essi recano la scritta: «Un impegno preciso. Città più sicure». Sullo sfondo, la gigantografia di un uomo vestito di nero, gli occhi allucinati truccati col rimmel, il viso intriso di cerone, un sorriso da maniaco, lo sguardo segnato dal vizio e dall'emarginazione. E' facile riconoscere in questo figuro «Fardman» Berlusconi, l'unto da Dio e dal Visagista, il pericolo numero uno per la sicurezza delle città italiane. Appartenente al famigerato clan arcorese, è noto come spacciatore di pericolose droghe catodiche, millantatore di posti di lavoro e loggista inveterato. Un incallito asociale che entra e esce dalle aule giudiziarie lanciando i suoi anatemi contro i giudici, un ambiguo votofilo dedito a ogni accoppiamento politico. Anche se è vero che nessuna città sarà sicura finché uomini simili, a piedi o in elicottero, infesteranno le sue strade, ebbene non è leale approfittare di questo mascherone ghignante per guadagnare consensi. L'Ulivo trovi il responsabile di questi ignominiosi manifesti e li ritiri, anche perché spaventano i bambini, suscitano un pericoloso clima di intolleranza contro gli extramiliardari e aumentano il clima di insicurezza e violenza delle città.
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Viva polemica ha destato l'apparizione nel villaggio olimpico del pugilatore australiano Kean Garoo. Dopo i nuotatori coi piedi palmati, le nuotatrici Maciste, i pesisti siliconati e le marciatrici col sangue mischiato a gasolio, quest'atleta è sicuramente il più sospetto di tutti. Oltre al viso assai particolare e al fatto che non parla mai, stupisce la lunghezza dei suoi piedi e soprattutto, la gobba sulla schiena che, per alcuni, sembra nascondere una lunga coda. Inoltre tutti hanno notato che, dopo l'allenamento, Kean Garoo non prende mai il pulmino con gli altri atleti, ma torna in albergo con grandi balzi. Ultimo inquietante particolare, non porta mai con sé né borse né zaino.
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Il senatore Bossi ha reso noto che nel 2004 la Padania parteciperà autonomamente ai giochi Olimpici. I concorrenti padani non potranno però affrontare atleti negri, né atleti islamici, né atleti gay o quantomeno effeminati. Inoltre non potranno partecipare a gare a cui siano iscritti atleti la cui paternità non sia certa e che siano nati sotto il parallelo di Piacenza. Per quest'anno, l'unica gara che vedrà sicuramente una partecipazione padana, è il campionato di rotolamento tronchi della Baviera. Gli atleti olimpici padani hanno però pronta un'elegante divisa. Gli uomini, una tuta verde con mutande imbottite di ovatta, le donne tailleur verde con grembiule e mestolo, per ricordare che un'atleta deve saper anche fare le cose di casa. Il senatore Bossi ha poi chiesto l'assegnazione dei Giochi 2004 a Treviso. Alla domanda se gli impianti saranno sufficienti, ha risposto che il Veneto ha i migliori odontotecnici di Europa. E ha concluso: «La candidatura di Atene è stata un complotto dei comunisti, dei massoni e di quel frocio di Socrate».
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Il ministro dello Sport e della Cultura Giovanna Melandri ha consolato la pesista Giganti dicendole che non era colpa sua se come atleta non era riuscita a vincere niente. La pesista Giganti a sua volta ha consolato il ministro Melandri dicendole che non era colpa sua se come ministro non aveva combinato niente. Una stretta di mano ha concluso l'incontro.
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Sono iniziati alla periferia di Reggio i primi Giochi Olimpici di Sopravvivenza. Nelle prime gare, due vittorie italiane. Il pensionato ottantenne Aldo Caramella ha vinto i Cento metri con Smog percorrendo la distanza da casa al bar in tre minuti e tre secondi, con un solo attacco d'asma e sedici sputi. La casalinga Zuleika Galbiati ha vinto i Diecimila e Basta, comprando con le sole diecimila lire rimaste della pensione tre carrelli di supermarket pieni di merce. La Galbiati, detta «lo Zatopek dello sconto», è stata però trovata positiva all'esame antidoping. Le è stato rilevato nelle urine un tasso anomalo di salmone, sostanza proibita ai pensionati. Al suo posto, è stata premiata Linda Lovelacci, famosa per le sue omelettes al kitkat. I vincitori hanno scambiato la medaglia d'oro con un litro di benzina.
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Ultimi clamorosi sviluppi del caso Kean Garoo. A tarda sera si è svolta una conferenza stampa in cui l'allenatore australiano Darix ha respinto tutte le accuse sulla presunta stranezza genetica di Garoo. L'allenatore ha spiegato che Garoo non parla perché è molto riservato, ed è gobbo fin dalla nascita. Ma a metà conferenza, sotto la tuta di Garoo si sono notati strani movimenti e all'improvviso sono schizzati fuori due cangurini, strillando «mamma, mamma voglio il gelato». Ed ecco la toccante verità: Garoo è una cangura di sette anni che ha deciso di battersi sul ring per mantenere la sua numerosa famiglia, cinquantadue piccoli marsupiali. Garoo è stata naturalmente squalificata, ma i giornalisti, commossi, hanno avviato una colletta raccogliendo la strabiliante somma di settantamila dollari, anche perché chi non tirava fuori i soldi, veniva preso a pestoni e codate dall'animale. Dopo Garoo, si indaga anche sul saltatore in alto cinese Wang Niao, la cui grande elevazione ha insospettito tutti. Gli altri concorrenti hanno infatti notato che, ad ogni salto, Wang perde alcune piume, e durante la rincorsa ingoia gli insetti che gli capitano a tiro. La commissione antidoping e la Lipu hanno aperto un'inchiesta.


Stefano Benni