IL CARTEGGIO SEGRETO DEL PALAZZO
tratto da la Repubblica di mercoledì 13 giugno 2001

Il governo biduista, ovvero Berlusconi due, ha avuto una gestazione lunga e travagliata, mettendo alla luce ben 25 ministri. Ma non è finita qui, come dimostra questo carteggio tra Silvio e i suoi alleati.

Henry Kissinger
Caro Silvio: un buon team, atlantico e misogino, ma si può fare di meglio. Come ripeto sempre nella mia decennale attività di golpista, non c'è governo estero che un intervento Usa non possa migliorare. Bene i ragazzi di An e bene Tony Martino, era uno dei Chicago boys, ricordo sempre che preferiva stare in banco con Al Capone piuttosto che con John Belushi. Attento a Tremonti, è un quick-change artist, cambia giacca più in fretta di una top-model. In quanto a Ruggiero ministro degli esteri, non basta. Gli Usa non sono mica degli "esteri" qualsiasi. Vogliamo un ministro per i rapporti con gli Usa, il vecchio Gelli è l'uomo ideale. Il tuo "mister I" Stanca va bene, ma è un uomo Ibm. Anche le altre multinazionali vogliono un ministero. La Microsoft suggerisce un figlio di Bill Gates nato durante una vacanza a Amalfi, Peppiniello Gates. La Hewlett Packard vuole il suo robot HP 23 e per la Toshiba scegli tu. Poi c'è il problema della Cia. Non possiamo continuare a intervenire nel vostro paese camuffati e in segreto, la clandestinità costa. Vogliamo un ministro ai rapporti con la Cia, ma siccome non possiamo chiamarlo così diamogli un nome sfumato: Ministro alle Ingerenze Interne. Andrebbe bene Gasparri, o Charlton Heston. Ti saluto e ti ricordo che questi non sono consigli ma ordini.

Caro Henry, obbedisco. Peppiniello Gates sarà ministro dell'Innovazione informatica, HP 23 della Tecnoinnovazione e per la Toshiba ho scelto Martusciello che non sapevo proprio dove mettere, sarà ministro del Controllo antivirus. Ok per Gelli, ma per Gasparri c'è un problema. Togliendolo dalle Comunicazioni sbilancio gli equilibri tra gli alleati, dovrò tripartire il Ministero delle comunicazioni e avremo tre diverse liste di epurazione Rai, rischiano di restare solo Vespa e Topo Gigio. Comunque obbedisco: affiderò a un tecnico, Taricone, il ministero delle comunicazioni in italiano, alla Lega le comunicazioni a gesti e al Cdu le comunicazioni con l'aldilà, sono in ballottaggio il mago Otelma e Casini. Se Casini opta per il ministero, Otelma guiderà la Camera. Così siamo a trentacinque ministri. Sono o no un abile statista?

Gianni Agnelli
Caro Silvio: ho visto la lista dei ministri e devo dire che non sono soddisfatto. Alla mia età dar via la trazione posteriore, come ho fatto io con te, è un sacrificio che va ricompensato. Non mi basta Ruggiero. Anzitutto ho fatto cambiare idea a Montezemolo. Gli ho spiegato che tra venticinque stipendi e ventisei non cambia nulla, tanto le tasse non glie le faremo pagare. Ti propongo questo: Lunardi farà le strade e le gallerie per gli utenti, e Montezemolo si occuperà dei problemi delle macchine. Qualche dosso per rompere le sospensioni, qualche ingorgo per le frizioni e i tamponamenti, qualche strettoia in più, il limite di velocità dei duecentottanta. Insomma non è che d'ora in poi il traffico debba essere perfetto e le ferrovie funzionanti, se no le macchine non si rompono e io sono rovinato. Quindi Montezemolo ministro al Ricambio automobilistico. Poi mio fratello Umberto vorrebbe l'ambiente, gli piace tanto la barca, potresti sdoppiare il ministero in Ambiente Terrestre e Ambiente Marino? Anche Jean Todt ci è rimasto male. Potresti dargli un ministero che non vuole dire niente, come a Pisanu? Ad esempio, ministro del Controllo della ripresa dell'attuazione del programma di governo. Grazie, e in quanto a Inzaghi, siamo d'accordo.

Caro Gianni: Montezemolo ministro dell'Auto va bene, ma alza la quota dei tecnici e quindi dovrò aggiungere un ministero Motorini e Lambrette, che andrà alla Lega. Ok anche per Umberto all'Ambiente, ma ho dovuto creare sette viceministri ai panorami. Jean Todt va bene, ma non può avere potere di controllo su Pisanu, perciò istituirò un Ministero alla Programmazione del controllo della ripresa dell'attuazione del programma di governo che darò a Taiani, uno per uno sto piazzando tutto i trombati. Inzaghi ministro dello sport va benissimo, ma quale dei due fratelli? Per non scontentarti ho dato a Pippo il ministero degli sports con la palla e a Simone quello degli sports senza palla. E siamo a cinquanta ministri. Sono un genio.

Antonio D'Amato
Silvio, ma siamo pazzi? Tutti questi posti a Agnelli? Ci vuole più equilibrio, ricorda che hai firmato un contratto con la Confindustria. Allora, un ministero delle pari opportunità industriali per Krizia, un ministero degli affari regionali gastronomici a Rovagnati, un ministero Riduzione pensioni a Romiti, un ministero della Ferie pagate a Tronchetti Provera e io al posto di Marzano.

Caro D'Amato. Obbedisco. Ho inventato per Marzano un dicastero new economy, ministro alle Playstation. Subito Bossi ha voluto un ministero calcio balilla per Gentilini. Cinquantasei ministri, record mondiale. Adesso basta, però.

Giuliano Urbani
Basta lo dico io, Silvio. Non mi accontento dei Beni culturali, io volevo la Rai. Perciò esigo il ministero del Controllo attuazione del palinsesto del programma delle comunicazioni. Se no faccio saltare tutto.

Caro Urbani, calma. Ecco la soluzione. Tu alla Sanità con delega per risanare la Rai, mentre la Sanità verà scorporata in tre: a Sirchia il Ministero alla Medicina Interna, a Miccichè la Medicina omeopatica, a Formigoni i Miracoli. Per i beni Culturali facciamo un'asta e li vendiamo, così è un ministero in meno. Snellire, snellire.

Tre amici
Vuoi darci tre posti o preferisci che parliamo?

Cari amici: Previti ministro dei Conti correnti esteri, Biondi ministro all'Igiene della magistratura, Dell'Utri ministro ai Rapporti coi pentiti. E adesso vorrei chiudere i conti col passato e lavorare, va bene?

Gino Tirinnanzi
Sono il barista della nave che nel 1960 le prestò centomila lire quando lei suonava al pianobar. Ho qui il suo contratto firmato. O mi dà un ministero o la sputtano.

Caro Gino. Lei è il nuovo ministro per Cocktail Misture e Ribaltoni. Essendo lei un tecnico ho dovuto assegnare il ministero Analcoolici al Cdu e il ministero della Saliva a Emilio Fede. Adesso tutto è perfetto, un agile esecutivo di soli sessantuno ministri è pronto a partire.

Giulio Tremonti
Caro Silvio, non ci siamo. Con questa pletora di ministri e sottosegretari tra stipendi e indennità, scorte e auto blu, abbiamo già sforato il budget, addio tagli alle tasse. Perché ad esempio tre ministri per le infrastrutture? Basta con gli sprechi. Far tornare i conti non sarà facile. Perciò ho bisogno di cinque viceministri, rispettivamente per Sottrazioni, Somme, Divisioni, Moltiplicazioni e Radici.

Caro Tramonti, provvedo subito. Riguardo al trio delle infrastrutture, Lunardi è specialista nel forare i tunnel all'entrata, ma ci vorrà pure qualcuno che fori l'uscita ed ecco Mammola. Giorgetti si occuperà del tunnel sotterraneo tra Bressanone e Messina. Non posso darti cinque viceministri ma solo due. Previti, ovviamente alle Sottrazioni e Guidi alla Radici, ha un passato da dentista. E adesso basta, lasciatemi lavorare, chi altro accampa ancora pretese?

Massimo D'Alema
Caro Silvio. Questa non me l'aspettavo. Dopo tutto quello che ho fatto per te. Ti ho tenuto in vita, non ho aperto nessun dossier, ti ho offerto la bicamerale, e ho fatto la guerra al posto tuo. E adesso neanche una seggiolina? Inoltre ti consiglio di non fare risse, come facciamo noi nel dibattito precongressuale. Ascolta un vecchio amico, non cercare lo scontro frontale, ma usa toni pacati.

Caro Massimo, hai ragione. Sarai ministro al Rallentamento dell'attuazione del programma di Governo. In quanto a questo Tony Pacati non lo conosco, comunque, l'ho fatto sottosegretario ai rapporti con la stampa. Sei contento? E adesso non più parole, ma fatti e fatturati. Ho quasi duecento ministri e sottosegretari da mantenere e devo risolvere il dubbio del mio conflitto di interessi. Se è vero che un conflitto di interessi è inconciliabile con la democrazia, devo liberarmi del conflitto di interessi o della democrazia? Nel dubbio, lasciatemi lavorare.


Stefano Benni