IL RACCONTO
LETTERA AL TRAP DAL CT AD INTERIM
tratto da la Repubblica di giovedì 30 maggio 2002

Cari cittadini,
come sempre devo lamentarmi. Sono uno statista di statura mondiale e nessuno vuole riconoscerlo. Ho fatto terminare la guerra in Medio Oriente e né gli israeliani né i palestinesi se ne sono accorti. Ho posto fine a secoli e secoli di guerra fredda, e ho convinto Putin a entrare nella Nato, anche se per il momento non sono ancora riuscito a iscriverlo alla Pidue. Ho sbattuto fuori dall’Italia i pericolosi invasori albanesi, senegalesi e rumeni e adesso ci proverò con l’etnia più pericolosa, i legulei. Ho abbassato le tasse e il debito pubblico in una fiction su Italia Uno. La mafia è sotto controllo e fattura tutto. Con D’Amato ormai c’è una tale intesa che non devo più gridare «comandi!» quando mi telefona.
Eppure continuate a trattarmi come un tirannello da strapazzo e mi avete deluso nelle prime elezioni italiane in cui c’è stata una vera par condicio, ovverossia io ho avuto un pari numero di ore, circa due, su tutti i miei (pardon) su tutti i maggiori canali televisivi. Ma c’è un settore dove dimostrerò di essere un grande stratega, un’attività che mi ha sempre dato grandi soddisfazioni e da cui è partita la mia ascesa nell’olimpo dei grandi. Il calcio! Ecco la lettera che ho appena inviato al vice-commissario della nazionale azzurra, Giovanni Trapattoni.

Caro Trap,
quando siete partiti per il Giappone, con la garbata ironia che mi contraddistingue, vi ho detto che se non vincevate vi avrei sbattuto in galera. Be’, non scherzavo. Ma ciò non accadrà perché vinceremo, e vinceremo perché da oggi sono io il commissario a interim della nazionale, tu non osi, esiti e hai le idee confuse. Se segui queste istruzioni e mandi in campo la mia formazione, il trionfo è assicurato.
Procediamo per esclusione. Sbatti fuori Tommasi che è comunista, che vada a giocare nella Dinamo Mosca, anzi adesso che siamo amici di Putin, che vada a giocare nella Dinamo Cuba. Via Coco che gioca in Spagna ed è in buoni rapporti coi giornalisti del Pais. Via Panucci, Totti, Del Vecchio e Montella che sono troppo amici di Veltroni. Via Juliano e Cannavaro che sono meridionali e Bossi non gradisce. Via Di Biagio, Di Livio e Del Piero, non mi piace il Di e Del davanti ai nomi, tutto quello che c’è in Italia deve chiamarsi Di Silvio e Del Silvio. Via Nesta e Materazzi, sono troppo alti e mi stanno sui coglioni. Via Buffon e Toldo, tre portieri sono troppi. Via Vieri e Zanetti che sono interisti e mi distraggono le veline. La squadra comprenderà solo giocatori del Milan o in procinto di essere acquistati dal Milan, oppure a me graditi. Ecco la formazione, imparala a memoria e scrivitela. In porta Abbiati. In difesa Maldini, e al suo fianco voglio rivedere Billy Costacurta. Sulla fascia destra convoca La Russa (ci tiene tanto) e sulla sinistra Pappalepore, è l’autista di D’Amato, non so come gioca, ma non possiamo dire no alla Confindustria. A centrocampo: Ambrosini, Doni e Donadoni (è un po’ ingrassato, ma se la cava). Le punte: Inzaghino bello e Lunardi. Tu mi dirai: ma non sa giocare. Se è per quello, non sa neanche fare il ministro. E lass ma non liss come dice Bush, chi sarà il centravanti? Un furetto brevilineo dai piedi buoni, un estroso furfantello delle aree, un presidente finanziere, operaio e anche goleador. Ebbene sì: avevo appeso le scarpette al chiodo, ma tornerò a difendere i colori del mio paese: giocherò con lo pseudonimo di Pataquinho. Non vedo l’ora! A proposito, quando inizierà la partita, entreremo democraticamente in campo tutti insieme, anche se io sarò su una portantina. Poi canteremo insieme l’inno di Mameli e Oh Susanna, a Bush fa piacere. Quindi inizierà la tenzone e caro Trap, non dubitare, spezzeremo le reni agli avversari. L’Equator è debole e poi ho visto sull’atlante che non è un paese,è una riga che gira tutto in tondo, che cazzo di giocatori può avere? Il Messico è povero e debole, sarà un piacere pestare quei figli di Chiapas.
In quanto alla Croazia ho chiesto lumi su come attaccare a D’Alema. Caro Trap, prepara la squadra e aspettami. Forse il calcio mi ridarà l’onorabilità che altri settori si ostinano a non negarmi. Sarò leale e onesto. A proposito, arriverò con sedici chili di nandrolone, epo, turbocaina, gonfiomix e nitrato di amile nascosti nella valigia diplomatica. Di’ ai ragazzi che ogni mattina ne dovranno prendere una bella cucchiaiata nella colazione. E niente scrupoli da anime belle, il calcio è come la finanza, se sei onesto ti fan fuori. In quanto alle critiche di ingerenza e protagonismo, be’, sono pronto a rintuzzarle. Non metto mai bocca nei settori che non sono di mia competenza. Ad esempio, quando c’è stata l’elezione del nuovo presidente Rai, io ho proposto una rosa di nomi: Baldassarre, Emanuela, Susy e Maria Selvaggia. Che colpa ne ho se hanno scelto un maschietto? Ciao e a presto,
Silvio Berlusconi


Stefano Benni