LETTERA AL PADRETERNO
tratto da la Repubblica di giovedì 20 giugno 2002

Dopo l’eliminazione della virginale Italia da parte dei corrotti coreani, il premier Silvio Berlusconi, garante dell’indignazione patria finalmente unita, coesa e bipolare, ha inviato le seguenti lettere che partecipi e furenti pubblichiamo.

Lettera uno.
“Caro Trap, mi consenta di dirti che ci son rimasto proprio di merda.
Il mio regimuccio aveva un forsennato bisogno di trionfi sportivi, e tu ti fai sbattere fuori come un extracomunitario qualsiasi. Beffa e disdoro! Io, il re dei pataccari, eliminato da un guappo di mezza tacca come Blatter, uno che contrabbanda qualche soldo in Svizzera, con un conflittino d’interesse ridicolo, da amministratore condominiale. E io, che do dell’you a Bush e faccio tremare le magistrature europee, dopo aver superato avvisi di garanzia, cassazioni, rogatorie e toghe rosse, mi trovo fregato da tale Ciccio Biròn Moreno, un arbitro ecuadoriano che sembra Mastella alle elementari, e da una banda di segnalinee che tutti insieme non prendono il rimborso spese di un inviato Rai.
Sì, lo so, ho anch’io le mie responsabilità. Quando mi hai avvertito che bisognava comperare l’arbitro e che il segreto della Corea era il Ginseng, mi son dato da fare. Ho mandato subito Previti, il mio specialista in shopping di arbitrati. Ma avevamo sottovalutato la situazione. Previti aveva nella valigia un prosciutto e una decina di Rolex, quelli che distribuisco ai leader congobelgi e sudamerichi tutte le volte che facciamo quegli inutili incontri sulla fame del mondo dove mi annoio, non capisco niente e poi per reazione mangio come un micciché e ingrasso. Quando Previti è arrivato, gli hanno sequestrato il prosciutto e poi lo hanno portato da Ciccio Biròn. Be’, il maledetto ecuadoriano aveva il braccio su una carriola, per sostenere il gigantesco Rolex che portava al polso. Aveva anche le bretelle di Rolex annodati e un Rolex attorno al sigaro. Blatter aveva colpito prima di noi! Allora ho cercato di comperare questo Ginseng, ma nessuno dei miei collaboratori è riuscito a trovare un giocatore che si chiamasse così, si può sapere che cazzo di nomi hanno questi coreani?
È stato allora che ti ho suggerito l’operazione Dio è con noi. Col Messico è andata bene, ma hai commesso un errore. Non dovevi consumare subito tutta la damigiana di acqua benedetta, dovevi centellinarla, non annaffiare il campo e farci il caffè per la squadra. Purtroppo non siamo riusciti a procurarci una seconda damigiana. Era acqua benedetta di Santa Maria Novella e abbiamo già venduto la chiesa agli americani, che han riempito l’acquasantiera di sangrilla. E anche dopo hai continuato a non darmi retta. Ti avevo detto che i giocatori, oltre all’inno di Mameli, avrebbero dovuto cantare T’adoriam Ostia divina, ma milanisti e juventini si sono rifiutati dicendo che era una canzone filolaziale.
Nesta, Maldini e Zambrotta avrebbero dovuto portare il cilicio e frustarsi vicendevolmente, la puntina da disegno dentro la scarpa non era sufficiente. Mi avevi anche promesso che tutti avrebbero portato al collo pesanti crocefissi dorati, medaglioni di Padre Pio e miei busti in marmo. Chi li ha visti? Quel posapiano di Cannavaro doveva portare sulle spalle l’icona di Santa Lucia, che i tiri devìa, e Gattuso la statua di San Callisto, che agli avversari incrina il menisco. Non ho visto niente di tutto questo.
E dov’era il cero di otto metri che Buffon avrebbe dovuto tenere acceso dietro la porta? E le majorettes carmelitane sugli spalti? Insomma, sapevi che la nostra squadra era stanca e logora, e che ci sarebbe voluto un miracolo, ma non hai avuto fede, tradendo i valori più alti della cultura italica e occidentale. Io non sono vendicativo, ma non allenerai più la nazionale. Ho tre nomi in ballottaggio: Tardelli, il cardinale Milingo e il presidente del grande Milan di Sacchi. Ma non resterai senza lavoro. La Libertas Maracalagonis è una delle realtà più interessanti del calcio sardo, e non appena avrai messo a letto le pecore, avrai tutto il tempo per allenarla a dovere.
Congratulazioni, il mister dei mister, Silvio”

Lettera due.
“Caro Bush, tu sì che sei un grande diplomatico, altroché quella mezza sega di Carraro. Appena hai sentito aria di truffa, hai subito orientato i tuoi missili contro il Messico e il Brasile. E gli Usa si sono qualificati. Ora ho bisogno del tuo aiuto. Devo vendicarmi della Corea di Ginseng e dell’Ecuador di Ciccio Biròn. Ho guardato sulla carta e sono troppo distanti. Potrei attaccare l’Ecuador con la mia indomita aviazione, ma alla Corea devi pensarci nuovamente tu. Salvatore o’ saracino e Pasquale o’ motociclista, i due attori napoletani che tu ben conosci, sono pronti a impersonare Bin Laden e il mullah Omar in ogni parte del mondo. Potrebbero farsi vedere in Corea, magari con la maglietta rossa mentre tifano sugli spalti. A questo punto bombardare lo stadio sarebbe giusto e umanitario. Vendicami, ti prego. In cambio farò qualsiasi cosa.
Oltre a Santa Maria Novella, metà Cenacolo, e la Sicilia, sono disposto a venderti la Maremma. Sarebbe un ottimo campo di golf. Non negarmi questo favore, bombardali!
Il tuo fido raccattapalle Silvio”

Lettera tre.
“Gentile dottor Franco Carraro e azzurri tutti, Vi comunico che dopo l’ignobile sconfitta, come avevo minacciato, verrete rimossi da ogni carica e privilegio. Trascorrerete sei mesi di rieducazione in un carcere senza playstation, dopodiché verrete riportati alle squadre di origine con lo stipendio decurtato a seicento euro mensili e l’obbligo di lavarvi le magliette a casa.
In quanto ai provvedimenti individuali. Bobo Vieri, come promesso, dovrà andare una settimana a Ibiza con Letizia Moratti. Se la signora sarà soddisfatta, seguiranno altre settimane.
Totti e Del Piero, per eliminare il loro dualismo, dovranno vivere nello stesso appartamento di trenta metri quadri a Cinisello Balsamo. Si intende che, per ragioni di comodità logistica, giocheranno per il Milan. In quanto a Tommasi verrà rinchiuso un mese in cella di isolamento e dovrà ascoltare ventiquattro ore su ventiquattro le ragioni del Sindamato di Pezzotta e Angeletti, e soprattutto Rutelli che delira su Biancaneve e i sette nani. Poi vediamo se rimane di sinistra. In quanto a Franco Carraro, essendo di sua natura spocchioso, evanescente e sfuggente a qualsiasi responsabilità e competenza, è adattissimo a sostituire Anguillone Urbani nel ruolo di ministro ai Beni Culturali. Nei confronti dei giocatori extracomunitari Rapaic e Ahn, che benché ospiti del nostro paese hanno segnato contro di noi, saranno schedati mediante impronte nasali prese nel cemento fresco.
Firmato, Silvio il terribile”

Lettera quattro.
“Caro Dio, questa non me la dovevi fare.
Ho trasformato la televisioni italiane in un catechismo, in una processione di ex-voto, santi santini e santoni. Dal suolo patrio stremato dalla canicola, sale al cielo una nuvola di smog e incenso. La curia è l’unica istituzione a cui do retta quasi più della Confindustria e della Pidue. E tu cosa mi fai? Preferisci la Corea pagana e idolatra dei Ginseng, dei Confuci e dei Buddha Shiva e Vismara (ho preso lezioni di teologia orientale da Pera). Cosa hanno i coreani che io non ho? Va bene, il loro presidente intesta tutto ai figli e a io a mio fratello, ma che differenza fa? Non sono più il tuo pataccaro preferito, il moltiplicatore di pani e pesci, l’uomo della Provvidenza, il tuo high-range sponsor? I casi sono due: o non esisti, e allora mi trovo subito un altro alleato di maggioranza. Oppure esisti e mi hai fregato. Ma stai attento: come ho detto a Bossi, nessuno mi frega due volte. Perciò scendi, mostrati e parliamo da pari a pari. E non dire che sono un megalomane e che gli insuccessi mi stanno dando alla testa. Ti aspetto.
Il tuo interim in terra, Silvio”


Stefano Benni