IL RACCONTO
LE RISATE DELLA MADONNINA
tratto da la Repubblica di martedì 1 febbraio 2005

Come ogni anno, ritorna il mistero delle Madonne e dei Santi Piangenti. Quest’anno è accaduto a Civitavecchia. E subito sulla legittima emozione dei fedeli si è abbattuta un’invasione di giornalisti, esorcisti, vescovi lacrimologi, esperti ieratico-idraulici e soprattutto politicanti religiosi e laici, ognuno con la palese intenzione di spiegare perché la Madonna piangeva, armati non del dubbio del mistero, ma della certezza del partito.
La Madonna piange perché è contro il referendum sugli embrioni, è contro la distruzione della famiglia, è turbata dalla divisione tra Buttiglione, Follini e Mastella, è preoccupata per le regionali. Naturalmente questo ha acceso il clima di suggestione, e in Italia si segnalano ulteriori portenti.

La Madonna del Tir di Lagonegro. Su un camion bloccato tre giorni nella neve sulla Salerno-Reggio Calabria, una madonna luminosa in bachelite che si trovava dentro a una cabina, ha iniziato miracolosamente a battere i denti, e poco dopo, a ricoprirsi di un magico strato di brina. Molti automobilisti, prima di svenire assiderati, l’hanno vista e hanno parlato con lei. Ma il fatto più sconcertante è avvenuto su un’auto.
Da un Non-correre-pensa-a-me con l’effigie di San Cristoforo, è iniziato a trasudare un vapore sulfureo e si è sentita chiaramente la voce del Santo proferire le seguenti parole: Se becco questi dell’Anas gli faccio passare un guaio. Il solerte Lunardi ha detto che lui si occupa di Grandi opere e non di stradacce meridionali senza neanche un casello per incassare: comunque ha mandato sul posto tre cugini ingegneri e un demonologo.

Lo Stalin di Cecina. Anche la sinistra ha voluto la sua apparizione. Nel giardino di un operaio comunista, un nano di gesso, precisamente un Brontolo, ha iniziato a imperlarsi di strane gocce, subito identificate dagli esperti come sudore umano. Gli esperti mandati da Rutelli hanno stabilito che la statua è addolorata per l’estremismo in seno all’Ulivo. Subito, in un casolare vicino, un attivista di Rifondazione ha segnalato che il suo busto di Stalin si era arroventato ed emetteva odore di ragù. Secondo gli esperti gastronomi, è un segnale esoterico che la sinistra non deve essere il condimento, ma il primo piatto nella coalizione di Prodi.

L’elefantino di Roma. Nel carcere di Regina Coeli, un senegalese detenuto per commercio abusivo, ha detto di aver visto il suo elefantino sacro di legno alzare la proboscide e camminare per alcuni centimetri. Del fatto sono stati testimoni i compagni di cella. Subito le guardie carcerarie hanno segnalato l’evento. Questo ha scatenato l’indignazione della classe politica. è ignobile, ha detto il senatore Pera, che questi selvaggi pretendano di ottenere dei miracoli che, come sappiamo, sono esclusiva delle religioni vere e superiori.
Già ci irrita il fatto che una Madonna pianga sotto Firenze, ha detto il ministro Calderoli, ma degli infedeli delinquenti pretendano che crediamo alle loro visioni, è il segno del lassismo morale dei tempi e della politicizzazione della magistratura. Mentre Calderoli rilasciava l’intervista, è giunta notizia che nel ristorante del signor Cheng a Milano, un Buddha di porcellana è improvvisamente dimagrito della metà. Calderoli ha avuto un collasso.

Il David di Firenze. L’ondata di suggestione ha investito simulacri, idoli e statuette in molte altre parti d’Italia. Una nota duchessa vip televisiva, che ha voluto mantenere l’anonimato avendo venduto l’esclusiva a un giornale, ha assicurato che la Barbie di sua figlia ha pianto diversi litri di Chanel numero cinque.
Ma davvero straordinario è ciò che è successo a Firenze in piazza della Signoria. Il David di Donatello, famoso per la sua bellezza virile ma casta, ha avuto una spaventosa erezione. Dove c’era il pistolino marmoreo ora hanno trovato appoggio ben sette piccioni in fila. Si era pensato a uno scherzo, ma sembra che l’aumento di volume sia reale e pesabile. La solita commissione Grandi Opere formata da tre ingegneri cugini di Lunardi, un andrologo e una pornostar sta esaminando il caso. La piazza è transennata.

L’omino di Arcore. Il caso più portentoso è avvenuto in un piccolo centro della Lombardia. Protagonista un uomo modesto e riservato, che ama definirsi esponente unico del Bene e Unto da Dio. Già in passato quest’uomo era stato oggetto di eventi portentosi, come miliardi piovuti dal cielo e miracolose prescrizioni da processi. Ebbene quest’uomo ha da tempo inspiegabili stimmate e mutamenti somatici.
Anzitutto la faccia gli si è modificata tre o quattro volte. Poi gli sono apparsi sul cranio pelato dei capelli di materiale misterioso, forse setole di unicorno. Il viso si è coperto di una specie di fanghiglia rosea, simile a un incarnato angelico, ma con forte odore di profumeria. La misteriosa stimmate pilifera è sparita, per riapparire in alcune foto di tipo diverso e in color nero pece. Di nuovo la peluria portentosa si è dileguata, ma ultimamente sulla testa dell’uomo è apparsa una rada chioma stavolta di colore rossiccio. Le autorità ecclesiastiche e cosmetiche sono perplesse.

Il piccolo asilo. Il caso più miracoloso è avvenuto nell’asilo di un piccolo paese. Alcuni ragazzini che stavano giocando a pallone sul campo dell’oratorio, hanno notato che una madonnina situata dietro una porta, non piangeva, bensì rideva ogni volta che veniva fatto gol. Proprio una risata argentina di allegria. Sembra inoltre che la statuina parteggiasse, con garbo, per una delle due formazioni, e che abbia in alcune occasioni fischiato maliziosamente interrompendo il gioco. I bambini non hanno chiamato né esorcisti né madonnologi, e soprattutto neanche un giornalista, e hanno tenuto ben segreta la cosa. Grazie a Dio, a Buddha e Manitù, nelle religiosità di cose semplici, gioiose e nascoste che non hanno bisogno né di Inquisizioni, né di arbitri, né di telecamere.


Stefano Benni