L’ALFABETO DEGLI URAGANI FUTURI
tratto da la Repubblica di mercoledì 14 settembre 2005

E KATRINA distrusse New Orleans mentre Bush giocava a golf.

E IL MESE dopo Lavinia rase al suolo Miami mentre Bush giocava a golf, e Barbara Bush andò a trovare i senza-casa allo stadio e disse: “Perché vi lamentate, qui è molto più grande che a casa vostra!”.

E POI ARRIVÒ Marilyn che inondò il Texas infangando anche il campo da golf di Bush che disse: “Finché questi uragani ammazzano dei negri pezzenti chi se ne frega, ma se rompono i coglioni a noi golfisti allora mi arrabbio”.

E ARRIVÒ la tempesta di sabbia Norma che soffocò con la polvere del Sahara New York, e Bush dichiarò guerra all’Algeria.

E IL CICLONE Octopus trapanò l’Alaska e fece volare le balene come rondini, ma fece sgorgare il petrolio dal ghiaccio e Bush disse: “Come vedete, alla faccia dei fottuti ecoterroristi, il clima sta migliorando”.

E PAULETTE sommerse le Hawaii e Tahiti, e il bunker di Dolce e Gabbana che Berlusconi si era appena fatto costruire.

E QUAQUATRIX distrusse Roma e il danno maggiore fu il camerino di marmo rosa e pelo di barboncino del concerto di Elton John, per rifare il quale ci vollero più soldi che a riedificare il Colosseo.

E ROSEBUD distrusse Londra, ma Blair disse: “Non ci lasceremo intimidire”, e comprò un gel per i capelli che resisteva a venti di duecento chilometri orari.

E STRAPPAPELO, un minitornado piccolo ma funesto, puntò su Arcore, si avvitò sulla testa di Berlusconi e distrusse il lavoro di dieci chirurghi plastici e tre ricamatrici.

E TERESILDA spazzò via metà Bangladesh e per un attimo, con sollievo di tutti, sembrò che il clima fosse tornato normale.

MA ULALUME ridusse la California a una palude, e su una zattera si ritrovarono insieme Schwarzenegger e trecento gay incazzati.

E VICTORIA devastò Washington e i climatologi di Berkeley dissero: “L’effetto serra è più pericoloso di mille atomiche, e Bush gli tolse il contributo per la ricerca e lo destinò allo studio di nuove armi biologiche”.

E WALCHIRIA distrusse Pechino alle cinque del pomeriggio ma a mezzanotte l’avevano già ricostruita.

E XENIA imperversò in Africa e trasportò in volo trecento elefanti fino a Bergamo, e tutti insieme cagarono nel giardino di Calderoli.

E YLENIA spazzò tutto il Belpaese con venti da quattrocento chilometri all’ora e quando tutto fu finito l’unico che non si era spostato di un centimetro era Fazio, attaccato coi denti a un pilone della Banca d’Italia.

E ZOE investì il Polo nord e staccò un blocco di ghiaccio da un milione di tonnellate e lo trasportò fino al golfo di Napoli dove centomila disoccupati con una moka in mano lo scalarono, e fu la più grande vendita di granita al caffè della storia.

E ANGELINA, tifone intelligente, attaccò Bagdad e distrusse tutte le armi senza far fuori neanche un soldato o un civile.

E BIBENDUM tornado fertile riempì d’acqua tutta l’Africa e fu una gran festa.

E CHARLOTTE, uragano di sinistra, devastò il festival dell’Unità mentre Rutelli, Fassino e Boselli stavano litigando da ore se candidare Vanna Marchi.

E DELIA piombò sul Giappone che però era attrezzato assai benone e imbarcò tutta la popolazione su una flotta di Godzilla One, il megagommone che ne regge un milione.

ED ELEONORA provocò uno tsunami sulle Alpi e furono liti tra surfisti e sciatori.

E FILOMENA interruppe Milan-Juventus, e per alcuni giorni finalmente il cambiamento climatico produsse vera indignazione e preoccupazione, finché il Tar del Lazio non spostò le partite alle sei di mattina quando la sera il tramonto è rosso.

E GARGANTUA distrusse il passivo della Tim della Benetton e della Fiat, o almeno così loro dissero alle banche.

E HALLIBURTON fu l’uragano peggiore di tutti perché si ingoiò tutti i soldi delle ricostruzioni.

E IPPOCAMPUS sommerse l’Oceania meno l’isola di Mikasemu dove gli indigeni previdenti avevano costruito la sedia da bagnino più alta del mondo.

E YESTERDAY attaccò di nuovo il Texas e Bush lanciò razzi a casaccio contro il cielo per colpire Dio e Ratzinger disse: “sta sbagliando”. Si riferiva a Dio, non a Bush.

E QUANDO questo funebre alfabeto ebbe concluso il suo girotondo, Katrina due distrusse il mondo e si salvò soltanto Bush in volo sull’Air Force One, e quando Bush disse al pilota: “Mi raccomando non lasciamoci intimidire”, il pilota lo prese a calci in culo per tutto l’aereo finché da Nerina la Nube uscì Fanny il Fulmine e Bush il Beone precipitò in mare dove l’aspettava a bocca spalancata Ottavia l’Orca e solo in quell’istante capì che forse gli scienziati ecoterroristi avevano ragione, ma ormai era tardi e la terra roteò nello spazio finalmente senza polemiche, senza guerre e senza abitanti.


Stefano Benni