"NOI L'AVEVAMO DETTO"
tratto da la Repubblica di domenica 2 giugno 1996

Quando il campionato è a metà un bravo giornalista prepara subito due pezzi: uno da pubblicare se le cose andranno bene, un altro se le cose andranno male. Siamo lieti di pubblicare il pezzo sul Bologna promosso in serie A. Ma per amore di obiettività pubblichiamo anche il pezzo che avevamo preparato in caso di mancata promozione. Come noterete, le differenze tra i due articoli sono minime, a garanzia del nostro equilibrio
SE IL BOLOGNA TORNA IN PARADISO SE IL BOLOGNA RESTA ALL'INFERNO
Gazzoni e Ulivieri, che coppia

È accaduto ciò che avevamo ampiamente previsto e che ogni persona appena competente attendeva. I rossoblù hanno mirabilmente raggiunto la promozione. Siamo i primi ad averci creduto, ed elenchiamo i perché d'un trionfo di cui non abbiamo mai dubitato.
Quei due, che vera sciagura

È accaduto ciò che avevamo ampiamente previsto , e che ogni persona normalmente competente s'aspettava. I rossoblù hanno ignobilmente fallito la promozione. Siamo i primi ad averlo pronosticato: elenchiamo i perché d'una catastrofe di cui era difficile dubitare.
L'ALLENATORE
ULIVIERI non è allenatore da serie B ma da A. Merita di incrociare i ferri col Milan e col Borussia. Sotto la sua asprezza burbera si nasconde un uomo con le idee chiare. Finalmente un tecnico che ha delle idee politiche precise e non le nasconde, che non si vergogna a mostrarsi superstizioso, con il simpatico rito scaramantico del cappotto blu. Un uomo che nelle sue battute pungenti prosegue la tradizione tutta toscana del Boccaccio e del Benigni. Il suo Bologna pareva non avere un gioco ma ce l'aveva, e come! Renzo ha giostrato l'ampia rosa a sua disposizione con la perizia d'uno scacchista e la freddezza d'uno stratega. Modesto nelle vittorie, mai drammatico nelle sconfitte, ha saputo contentarsi dei pareggi che, come tutti sanno, nei campionati a 3 punti alla fine fanno la differenza. Il verdetto del campo ha premiato la sua competenza e la sua modestia. Noi, che lo abbiamo sempre serenamente sostenuto quando i soliti sapientoni lo attaccavano, ora possiamo dire: Renzaccio, il merito è tuo.
ULIVIERI non è un allenatore da serie B, ma da C. Merita di incrociare i ferri col Lumezzane e con lo Sporting Tirana. Sotto i suoi grugniti indistinti si nasconde un vuoto assoluto di idee. Siamo stufi di allenatori che sbandierano le loro idee politiche come fossero i soli ad averle, e che a cinquant'anni fanno ancora le sceneggiate con cappotto blu portafortuna, con guittaggine toscana degna del peggior Zeffirelli. Il Bologna doveva avere un gioco, ma non l'ha mai avuto! Ulivieri ha ruotato i giocatori a sua disposizione con la lucidità di un ubriaco, in una sarabanda senza capo né coda. Quando ha vinto, ha depresso i giocatori con critiche assurde, quando ha perso ha fatto finta di niente. E soprattutto si è accontentato dei pareggi che nei campionati a 3 punti non servono a nulla. Il verdetto del campionato ha punito la sua incompetenza e la sua burbanza. Noi, che lo abbiamo sempre serenamente attaccato quando i soliti sapientoni lo osannavano, ora possiamo dire: Ulivieri, sono cazzi tuoi.
IL PRESIDENTE
CHI sosteneva che Gazzoni era un presidente improvvisato che si intendeva più di caramelle che di calcio, si è dovuto ricredere. Dall'industria al calcio il salto è lungo, ma Gazzoni con un con un fulmineo balzo si è proiettato nell'Olimpo dei presidenti italiani. Non è difficile prevedere per lui un posto vicino agli Agnelli, ai Tanzi, ai Berlusconi.
Ha speso generosamente, acquistando ciò che di meglio c'era sul mercato. Ha messo a disposizione di Renzo una compagine esperta, tecnica, duttile.
E Renzaccio ha fatto il resto. A Gazzoni il nostro grazie: con un presidente così, resteremo in A, col sogno di salire più in alto.
CHI sosteneva che Gazzoni era un presidente improvvisato che si intendeva più di caramelle che di calcio, si è dovuto ricredere. In realtà non capisce nulla di tutti e due. Dall'industria al calcio il passo è lungo, ma Gazzoni con un precipitoso scivolone è piombato nella palude dei presidenti fallimentari. Non è difficile prevedere per lui un posto vicino ai Fabbretti, agli Anconetani, ai Berlusconi.
Ha speso poco e a casaccio, acquistando le frattaglie del mercato. Ha messo a disposizione del già confuso Ulivieri un'accozzaglia vecchia, leziosa, imbalsamata. E Ulivieri ha fatto il resto. A Gazzoni il nostro grazie: con un presidente così resteremo in B a lungo, con l'incubo di precipitare anche più in basso.
LA SQUADRA
È STATA la vittoria del collettivo, e si sa che nel calcio moderno i risultati vengono dal collettivo, non dalle primedonne. Chi lamentava la mancanza di un bomber ha dovuto ricredersi. Da ogni parte del campo un'ordinata armata di saettanti rossoblù ha pericolosamente minacciato la rete avversaria. Il fatto di non avere una punta risolutrice ha responsabilizzato i giocatori: abbiamo visto tutti andare al tiro, tentare l'affondo, cercare il gol in geometrici e generosi assalti.
In quanto allo spogliatoio, una sola parola: una famiglia. Se malintesi ci sono stati, subito si sono risolti con un franco e leale confronto. Abbiamo frequentato più volte lo spogliatoio del Bologna e vi assicuriamo che il clima che si respirava era quello di un bar di amici. Abbiamo visto De Marchi allacciare le scarpe a Torrisi, e Bresciani regalare la sue Cyclette a Olivares che aveva problemi di peso. Abbiamo visto Paramatti versare lacrime sulla spalla di Tarozzi e Doni ridere alle battute scherzose di Ulivieri. Con uno spogliatoio così, si va solo in paradiso.
È STATA la disfatta del cosiddetto collettivo, in quanto si sa che nel calcio moderno sono i giocatori a fare i risultati, e non certo il collettivo. Chi lamentava la mancanza di un bomber ha avuto ragione. Da ogni parte del campo una pattuglia scomposta di zombi rossoblù ha goffamente e inutilmente girovagato intorno alla porta. La mancanza d'una punta ha tolto lucidità: abbiamo visto tiri improvvisati e iniziative ridicole, in una confusione velleitaria e impotente.
In quanto allo spogliatoio, una sola parola: un casino. Piccoli malintesi sono stati ingigantiti da mezza parole e silenzi astiosi. Siamo capitati più volte nello spogliatoio del Bologna e vi possiamo assicurare che l'aria che si respirava era quella di una festa a casa Previti. Abbiamo visto De Marchi allacciare insieme le scarpe di Torrisi per farlo cadere all'ingresso in campo. Abbiamo visto Bresciani regalare una friggitrice a Olivares che aveva problemi di peso. Abbiamo visto Paramatti pisciare nella borsa di Tarozzi e Ulivieri chiedere a Doni che cazzo aveva da ridere. Con uno spogliatoio così, si va alla neurodeliri.
I GIOCATORI
ANTONIOLI tra i pali è stata una vera sicurezza. Alcune sue prodezze sono da incorniciare.
E che dire della difesa?
Ha preso meno gol di tutti (e sapete che difese ci sono in serie B). Ma soprettutto non li ha presi nelle occasioni importanti.
Tarozzi, Paramatti, Pergolizzi, sono forze della natura: con un po' di maturazione tecnica, saranno pronti per la A. I veterani De Marchi e Torrisi possono giocare ancora dieci anni.
Scapolo è stato l'uomo in più e i suoi sinistri su punizione mi hanno veramente colpito.
Bosi, Savi e Valtolina hanno sopperito alla volontà ai limiti del fisico, e a volte in campo sembrava di vedere tre giganti.
Olivares era un po' sopra peso, ma quando ha trovato il suo ruolo, ha giocato alla grande. Bresciani è stato prezioso ogni volta che è entrato.
Doni e Nervo hanno portato il peso della loro classe. Bergamo non si discute: è lui che ha dettato le geometrie e sarebbe ora che Sacchi se ne accorgesse.
Morello è il "gioiello": il prossimo anno forse lo vedremo con la maglia rossonera, il Milan lo vuole.
Per finire Cornacchini: qualcuno ha storto il naso, quando è arrivato. Ma il compatto e solido attaccante ha dimostrato che i soldi spesi per lui erano spesi bene.
Non ha segnato i gol di Cecconi, ma Cecconi fa i gol in serie C, e ricordatevi che segnare in C è una cosa, in serie B un'altra cosa e in serie A un'altra cosa ancora.
ANTONIOLI tra i pali è stato un vero incubo. Alcune sue papere resteranno leggendarie.
E che dire della difesa?
Ha preso meno gol di tutti (e sai che difese ci sono in serie B). Ma li ha presi tutti nelle occasioni importanti.
Tarozzi, Paramatti, Pergolizzi, sono una mandria di bufali: ancora un po' di culturismo e potranno fare i buttafuori in discoteca. I veterani De Marchi e Torrisi possono giocare ancora 10 anni, se passano al ping-pong.
Scapolo è stato l'uomo-fantasma. Un suo sinistro su punizione mi ha veramente colpito, nel senso che è arrivato fino in tribuna stampa.
Bosi, Savi e Valtolina hanno arrancato col loro fisichino, a volte in campo sembrava di vedere un film dei Puffi.
Olivares era un vero barilotto ma ha trovato la sua collocazione quando gli han fatto fare la barriera da solo. Bresciani è stato prezioso ogni volta che è uscito.
Doni e Nervo hanno portato il peso della loro classe (mezz'etto in due). Bergamo non si discute: è lui che ha dettato le geometrie e sarebbe ora che il preside delle Aldini Valeriani se ne accorgesse.
Morello (il cosiddetto "gioiello") il prossimo anno lo vedremo in rossonero. La Nocerina lo vuole.
Per finire Cornacchini: qualcuno ha gridato al miracolo, quando è stato acquistato. Ma il piccoletto sempre-in-terra ha dimostrato che quei soldi potevano essere risparmiati.
Si diceva: Cornacchini in C ha sempre fatto gol ma segnare in C è una cosa, segnare in B un'altra cosa e segnare in A un'altra cosa ancora (per non parlare della Coppa dei Campioni e dei Mondiali).
IL PUBBLICO
Merita di più.
Merita di più?
LA STAMPA
SAREBBE facile adesso dire: qualcuno ha sbagliato. Ma poiché noi abbiamo avuto ragione, stendiamo un velo pietoso: i lettori sapranno giudicare.
SAREBBE facile adesso dire: qualcuno ha sbagliato. Ma poiché noi abbiamo avuto ragione, stendiamo un velo pietoso: il giudizio lo lasciamo ai lettori.
IL FUTURO
BISOGNA darsi subito da fare. Gazzoni deve restare: la città ha bisogno della sua competenza.
In quanto ad Ulivieri, se andrà davvero a Cagliari sarà una sciagura per il calcio emiliano.
La difesa va rinforzata: Paramatti, De Marchi e Tarozzi sono inamovibili, ci vorrebbe un forte tedesco (Henchoz dell'Amburgo?) e un terzino esperto.
Benarrivo del Parma ha già fatto capire che, se gli trovano una sistrmazione adeguata, sarebbe contento di venire a Bologna.
A centrocampo la "verve" operaia va integrata con un po' di classe.
Facciamo tre nomi: Zanetti dell'Inter, Morfeo, il talento dell'Atalanta, e un vero campione estero, quel Zidane che è il costruttore del Bordeaux e piace tanto anche al tecnico della Juventus Marcello Lippi.
All'attacco c'è il problema del bomber: Hubner costa troppo, Inzaghi è discontinuo, Fonseca è un po' logoro.
E poi due sogni, forse non proibiti: perché non fare tornare al Bologna un vecchio combattente come Mancini?
E se proprio vogliamo sognare, in argentina c'è un certo Maradona...
BISOGNA agire subito. Gazzoni se ne deve andare, la città ha già abbastanza comici.
In quanto ad Ulivieri, se andrà davvero al Cagliari sarà una sciagura per il calcio sardo.
La difesa va rifatta: Paramatti, De Marchi e Tarozzi non si muovono più, ci vorrebbe un forte tedesco (Kruger dell'Auronzo?) e un terzino esperto.
Cannarella del Molfetta ha già detto che, se gli trovano un posto in pizzeria, viene subito.
A centrocampo, servono tre giocatori più alti di un metro e mezzo.
Zanetti del Rastignano, Morfeo, il marito dell'Amelia, e un vero campione estero, quel Muhamad che fa il muratore all'Edilcoop, e che piace tanto a mia sorella.
All'attacco c'è il problema dello sfondatore: Cecconi costa troppo, Canè e sopra peso, i trattori Menarini consumano troppa nafta.
E poi alcune idee, forse non peregrine.
Perché non fare tornare in rossoblù un vecchio combattente come Hugo Rubio, il cileno voluto da Maifredi che qui nessuno è riuscito a dimenticare?
E se proprio vogliamo sognare, in argentina c'è un certo Maradona...


Stefano Benni



Nota del WebMaster
RINGRAZIO FABIO MONARI PER AVERMI PERMESSO DI COPIARE QUEST'ARTICOLO DAL SUO SITO.