CALENDERIO DELL'ANNO NUOVO
1997

I barboni di Montecitorio
tratto da la Repubblica di martedì 31 dicembre 1996

Il millenovecentonovantasette si chiude con le penose immagini di Montecitorio nella morsa del gelo. Mentre i disoccupati oziano e i metalmeccanici accumulano favolose fortune salariali, la classe dei politici e degli imprenditori deve affrontare per la prima volta lo spettro della miseria e della crisi economica. Nell'aula della Camera, non riscaldata per risparmiare sulle spese, molti onorevoli senza casa hanno passato la notte nei sacchi a pelo, o avvolti nel domopak. Luciano Violante, che ha dovuto rinunciare alla scorta e per guardarsi alle spalle monta due specchietti retrovisori, ha avviato la seduta cercando di vendere grappa distillata in proprio. Autorichiamatosi all'ordine, ha annunciato il nuovo impegnativo parametro di Maastricht: il prossimo anno il prodotto interno lordo dovrà essere almeno la metà dello stipendio di Schumacher. Grida e lamenti hanno accolto la notizia, ma il brutto doveva ancora venire. Un infreddolito Prodi, col cappotto imbottito di giornali, ha illustrato la Tag, la nuova Tassa Sugli Aggettivi necessaria per entrare in Europa. Il premier della Maggiorazione ha spiegato, tra gli starnuti, che gli italiani consumano troppi aggettivi. Per descrivere la vita culturale e politica del paese ne bastano tre: inevitabile, scandaloso e consociativo. Ogni aggettivo eccedente, d'ora in avanti, sarà tassato proporzionalmente al reddito e al titolo di studio. È previsto anche un supplemento per i superlativi. La notizia ha acceso gli animi. Ha subito chiesto la parola Silvio Berlusconi, che per scaldarsi si era infilato sotto il cappotto due televisori e sembrava una maggiorata. Il leader dell'Opposiranza ha dichiarato che «la Tag non è inevitabile, anzi è uno scandaloso balzello che colpisce soprattutto i ceti di mezzo, ovvero quelli che parlano di più». Il Polo ha perciò proposto un emendamento per le discussioni calcistiche e le liti stradali. Si stava per procedere alla votazione quando Scalfaro, travalicando i compiti istituzionali, è entrato vestito da Befana, con una porchetta dono di Helmut Kohl. Ne è seguita una baruffa scandalosa e consociativa.
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La procura di Brescia sta formalmente indagando su Antonio Di Pietro per le accuse da lui formulate contro la Procura di Firenze che aveva sequestrato il fascicolo riguardante il ricorso dello stesso Di Pietro contro la Procura di La Spezia che aveva richiesto un supplemento di indagini su Di Pietro per il finanziamento di un interrogato emerso durante l'interrogatorio di un finanziere. «Non è per il fascicolo», ha precisato Di Pietro in una lettera in cui annuncia anche le dimissioni dal suo circolo di tennis, «è che tra i fogli avevo nascosto diecimila lire per i regali di Natale». Piena solidarietà a Di Pietro è venuta da tutto l'Exit Pool di Milano. Davigo, Borrelli e D'Ambrosio, intervistati presso il chiosco di caldarroste da loro aperto davanti all'ex palazzo di giustizia, hanno detto che «l'accanimento contro Di Pietro è scandaloso e consociativo, ma questo non significa la fine di Mani pulite, anche se le castagne all'ingrosso costano sempre di più».
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Si svolge oggi in Ruanda il primo concerto di solidarietà «Live for Italy». Gli artisti africani devolveranno l'intero ricavato della manifestazione ai cantanti italiani indigenti, specialmente a Luciano Pavarotti, ormai in pieno tracollo economico e strutturale: pesa infatti solo centosette chili dopo aver mangiato tutti i cavalli della sua scuderia. John K'Ndele, a nome degli artisti africani, ha specificato che tutti si esibiranno a cachet intero, che ci sarà la mondovisione in diretta e che dell'Italia non gliene frega quasi nulla, vogliono soprattutto farsi pubblicità e promozionare i loro dischi. «Qualche volta non fate così anche voi?», ha chiesto con candore.
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Madonna è tornata in Italia per vendere la sua batteria da cucina. La diva, assai dimagrita e sciupata dopo il crac economico (aveva investito tutto in lire italiane!) ha accolto i fans alla pensione Souvenir, dove ha battuto all'asta tutti i suoi pezzi, compresa la famosa pentola a pressione in cui racconta di aver spesso fatto l'amore col marito. In onore della diva, con la sobrietà che lo contraddistingue, ha organizzato una festa Gianni Versace. Da un cannolo siciliano in polistirolo lungo sedici metri sono uscite le top model, vestite da pentite. Le modelle però, invece di sfilare, si sono avventate sul buffet azzuffandosi.
Al termine Versace ha presentato il suo nuovo must: una linea di carta igienica in cellophane riciclabile. «Noi stilisti siamo stati sempre esibizionisti e pacchiani con molti soldi» ha dichiarato alla stampa; «io ci riesco anche con poche lire».
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Sempre più drammatiche le conseguenze dell'ondata di licenziamenti su Rai e Mediaset. L'ex presentatore Mike Buongiorno è stato arrestato alla Stazione Termini mentre cercava di vendere panini al prosciutto cotto ai viaggiatori. Non solo il prosciutto veniva da un quiz di dieci anni fa, ma il presentatore non aveva sulla maglietta l'obbligatoria scritta «vendita promozionale».
Fortunatamente, per gli impoveriti lavoratori televisivi, è entrato in vigore il decreto «Uno per tutti». I canali Rai e Mediaset hanno mantenuto sigle diverse, ma hanno un unico direttore, gli stessi telegiornali, gli stessi dibattiti e gli stessi ospiti nei talk-show. Secondo i primi sondaggi, il novantotto per cento degli italiani non se ne è ancora accorto.
Anche la stampa si attrezza contro la crisi. Per risolvere finalmente la «guerra dei gadget» la Repubblica uscirà avendo come inserto Il Corriere e Il Corriere inserterà la Repubblica. Con questa iniziativa i due quotidiani cercano di parare la botta dell'Unità, che ha allegato all'ultimo numero la videocassetta «Le mie nuove idee politiche» di Walter Veltroni. La cassetta è il più grande successo comico dell'anno.
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Silvio Berlusconi ha venduto i trecentottantasette cessi della sua villa in Sardegna a una multinazionale araba che ci farà un oleodotto. «Era un sacrificio inevitabile per arrivare alla fine del mese», ha detto tra le lacrime; «la recessione avanza, gli italiani tornano dalle Maldive ustionati perché non hanno i soldi per la crema protettiva, Previti non riesce più a vendere un carro armato. È inevitabile un'intesa (non dico di che dimensioni per non pagare la Tag) tra tutte le forze piuomenocratiche».
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Notizie di cronaca: è stato venduto in un bar di Rapallo il primo premio di centomila lire del concorso «Gratta e Sopravvivi». Il fortunato centomillario è per il momento, sconosciuto.
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Cronaca nera: un uomo, dopo aver investito una famiglia sulle strisce, è entrato in una pasticceria di Roma e ha tenuto sotto la minaccia di un mitra cinquanta persone, prima di arrendersi agli agenti. Interrogato sul motivo del folle gesto ha risposto: «Volevo fare anch'io un partito di centro». Rinchiuso in carcere, durante la notte ha ricevuto la visita di tutti i maggiori leader politici.
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L'onorevole Craxi, con una valigia di cartone portata da una sagoma in compensato di Intini, è giunto oggi alla Stazione Tiburtina dopo un lungo viaggio in treno dalla Tunisia. «Ringrazio gli amici, che con una colletta hanno permesso il mio ritorno», ha detto l'ex leader del Psi (forse futuro guardasigilli). «Ora che tutto è stato chiarito, spero di riuscire a reinserirmi nella malavita lavorativa». Quando un giornalista gli ha chiesto se avesse almeno qualche risparmio da parte, Craxi ha definito la domanda «scandalosa, consociativa e provocatoria» ed è subito stato tassato dalla Polizia Aggettiva Ferroviaria.


Stefano Benni