COME SARÀ IL CAPO DELLO STATO
Cercasi presidente
tratto da la Repubblica di giovedì 4 giugno 1998

L'idillio della Bicamerale finisce tra bugie e ripicche, e vista la qualità del dibattito finale, più che un appello di Scalfaro, ci sarebbe voluto un intervento di Castagna. Ma la curiosità degli italiani ormai è solleticata: come sarà il Presidente della Repubblica del futuro?

PROPOSTA PRODI - Per Prodi, il presidente ideale deve occuparsi dei piccoli problemi quotidiani della gente. Ad esempio se i diamanti sono ancora un buon investimento e se si potrà chiedere l'elemosina in euro. Deve rendere conto della disoccupazione italiana ai banchieri olandesi e nella difficile arte di variare la pressione fiscale deve usare la mano leggera di Luigi XV o di un Pastamatic. Soprattutto deve avere un'ampia visione europeista, e per questo non sarebbe male spostare il Quirinale sul Cervino. Il candidato ideale sarebbe Agnelli, ma egli difficilmente accetterebbe una simile retrocessione di ruolo. Perciò la proposta di Prodi è di eleggere Helmut Kohl che ieri era a Bologna per il primo grande progetto industriale europeo: una fusione fra la Mercedes e la Coop per tortellini ripieni all'aria condizionata.

PROPOSTA COSSIGA - È necessario un vero uomo di centro, equidistante, simmetrico, perfettamente bilanciato. Le sue idee devono convergere vorticosamente verso una Grande Deriva Centrale (chiamiamola Grande Dc). La sua dirittura morale deve essere a metà tra Previti e il cane Rex, il suo sex appeal tra Clinton e Scalfaro, la personalità carismatica tra il Dalai Lama e Buttiglione. Deve essere obbiettivo e rivalutare le vittime della storiografia marxista come Francisco Franco, Licio Gelli e il Minotauro. Deve ripetere ogni giorno la frase «faremo luce sulle stragi» secondo un antico rito che si tramanda da Rumor a Napolitano. Deve avere una certa esperienza di questo lavoro e non essere troppo nordista o sudista, ad esempio isolano. Infine, come tutti i grandi presidenti moderni, Clinton, Chirac e Ceausescu, il suo nome deve cominciare con la "C".

PROPOSTA D'ALEMA - Per D' Alema il candidato alla presidenza deve essere di sinistra, ma non deve guastare gli equilibri delle riforme. Quindi è consigliabile un candidato di sinistra orientato al centro, che sappia però rinunciare alla sua vocazione ideologica per accettare un centrismo puro che rappresenti tutti gli italiani. Non deve però essere appiattito su un centro ristagnante, e poiché, come già detto, non può egoisticamente schierarsi a sinistra, è preferibile che egli dia voce alla destra moderata. Ma le parole «destra moderata» sono un controsenso e quindi, come ogni buon skipper, dovrà se necessario, virare a tribordo verso una politica rigorosamente di destra. Se Fini abbandonasse un certo populismo estremista che è proprio della sinistra perdente, potrebbe essere un buon candidato.

PROPOSTA BERLUSCONI - «Italiani» ha dichiarato il leader del Polo in una delle sue rare apparizioni televisive. «L'Italia ha bisogno di un presidente forte che sia garante dei rapporti tra politica e giustizia, e modestamente in questo campo io ho una certa esperienza. Come capo dell'opposizione non posso essere indagato perché ciò costituirebbe una minaccia al diritto di opposizione, come capo del governo processarmi era un attentato alle istituzioni, come industriale è una minaccia al regime di libera concorrenza, come proprietario di televisioni un golpe contro le libertà d'espressione, come presidente del Milan una grave turbativa del campionato, come uomo una ripicca personale. Ma quando sarò presidente della Repubblica, giuro che non mi opporrò all'impeachment se questo sarà il volere del Senato americano. Inoltre mi impegno a spostare gli uffici di presidenza dal Quirinale a Milano, precisamente nella sede della Procura. Il pool verrà trasferito in una sede più moderna e razionale, dove non saranno più necessari lunghi trasferimenti per interrogare i detenuti. Basterà che Borrelli bussi alla cella di fronte».

PROPOSTA VELTRONI - Per ministro popcorn ci vuole un vero Pierre, un uomo che sia al contempo Presidente della Repubblica e Public Relation. Deve essere telegenico, infilarsi in ogni festival, stadio, spogliatoio, sposalizio e buffet di Vip. Deve conoscere almeno la filmografia completa di Valeria Marini. Deve tutelare il patrimonio artistico italiano e diffonderlo all'estero, come nel caso dei quadri di Van Gogh. Verrà scelto con una scheda, distribuita all'uscita dei cinema, tra i produttori del film in cartellone. Gli exit poll danno Cecchi Gori favorito su Walt Disney. D'altra parte Cecchi Gori incarna perfettamente la nuova cultura dell'Ulivo, ha idee politiche di centrocampo, non sa parlare italiano ma può essere doppiato, e poiché usa acconciarsi i capelli con una mistura di poliuretano e zucchero filato, può essere usato come deterrente chimico, risparmiandoci le spese per l'atomica. E soprattutto, per lui come per tanti, l'unico luogo dove risuona ancora vibrante la parola "ingiustizia" è la moviola.


Stefano Benni