CHE BELLE LE VACANZE ECOLOGICHE
tratto da la Repubblica di giovedý 9 luglio 1998

CARO diario: siamo partiti per la vacanza. Da quando papà ha cominciato a leggere tutte quelle riviste sulle «new holidays», è diventato un altro. «Faremo le ferie evitando qualsiasi forma di adulterazione, inquinamento e danno alla natura» - ha detto. Non potevamo partire in auto, per via degli ingorghi e degli scarichi. Neanche con l'aereo, che inquina acusticamente e arrostisce nelle turbine centinaia di cicogne innocenti. Abbiamo scelto il treno.

MARTEDÌ - Il viaggio verso il mare è stato lungo. Siamo rimasti bloccati sotto la solita galleria, ma papà ha tirato fuori dalla supersacca ecologica quattro maschere antigas. Poi ci ha insegnato un tipo di respirazione rilassante che i monaci tibetani usano quando restano bloccati in un treno italiano. Mentre gli altri si abbuffavano di salame e pecorino, noi ci siamo nutriti con delle deliziose tavolette di soia. Il nonno le ha rifiutate, dicendo che non aveva fame.

A PAPÀ è venuto un sospetto, e ha scoperto che il nonno aveva un panino alla porchetta nascosto dentro la maschera. Siamo arrivati con sole nove ore di ritardo e abbiamo preso la coincidenza, un trenino a vapore. Papà ci ha spiegato che questi treni sono molto meno inquinanti dei moderni. In quel momento è entrata una nube di fuliggine e quando siamo scesi sembravamo la nazionale del Camerun. Ma papà insisteva a dire che il carbone è sano. Mamma allora gli ha chiesto perché tanti minatori sono morti di malattia. Papà ha risposto che parlando così si consegna il paese alla destra. Io volevo fare una domanda sul carbone della befana, ma ho capito che non era il caso.

MERCOLEDÌ - Siamo arrivati e abbiamo piantato la tenda. La spiaggia è deserta, a eccezione di un gruppo di nudisti olandesi che, secondo papà, sono creature che vivono soltanto in zone incontaminate. Papà si è messo a pescare con le mani perché nel «new fishing» è scorretto affrontare i pesci con attrezzature quali lenze, arpioni o fucili. Con le mani nude ha catturato un preservativo e mezza zampa di polpo. Poi lo abbiamo sentito gridare, ma non era un grido di trionfo: aveva preso un riccio. Si è medicato con una pomata naturale «new medicine», ma le bestemmie erano abbastanza vecchio stile. Il nonno intanto è tornato dal mercato con un dentice da un chilo, e si è messo ad arrostirlo. Papà gli ha chiesto come poteva piacergli quel pesce evidentemente surgelato e riciclato. Il nonno, che vota Casini, si è messo a ridere. A sera, si è presentato il problema delle zanzare. Ucciderle è un danno all'ecosistema, ma pizzicano di brutto. Nonno proponeva di sterminarle con lo spray, la mamma di schiacciarle con un ammazzamosche, io, ancora più moderato, di catturarle e rieducarle. Mentre era in corso il dibattito, sono arrivate anche le formiche, le mosche e uno scarabeo con una palla di sterco di misura calcistica, che mi ha ricordato Italia-Francia, mentre papà che l'ha pestata e faceva finta di niente mi ha ricordato Maldini.

GIOVEDÌ - Sono state trovate dodici zanzare morte nei pressi del sacco a pelo del nonno. Lui dice di averle ammazzate ecologicamente a ciabatte, ma l'autopsia ha rivelato tracce di Baygon nei polmoni. Poi è successo un guaio: mentre papà faceva yoga in riva al mare è arrivato uno yacht a tutto gas, a venti metri dalla riva. L'onda ha bagnato pantaloni, soldi e documenti di papà, e lui ha dovuto respirare un bel po' per calmarsi. Poi si è presentato Karl, un giovane nudista olandese alto uno e novanta. Ha attaccato discorso con mamma. Papà ha detto che non gli è simpatico perché l'Olanda è andata immeritatamente avanti nel Mondiale. Ma la vera ragione è che tra Karl e papà ci sono parecchi centimetri di differenza e non solo in altezza, non so se mi spiego. Nel pomeriggio siamo andati a fare bird-watching, stesi nella sabbia col cannocchiale. In tre ore abbiamo visto una cosa rosa che poteva essere un fenicottero, o un fachiro ustionato dal sole. Quando ci siamo alzati, ci siamo accorti che eravamo osservati alle spalle da circa duemila gabbiani. Uno è partito in picchiata e mi ha rubato la merenda. Ho respirato profondamente, ma sono rimasto arrabbiato. Quando siamo tornati, la mamma non c'era, era con Karl a raccogliere conchiglie, e il nonno era andato a vedere la partita di calcio sullo yacht. A mezzanotte hanno scaricato in mare la sentina e si è diffuso nell'aria un delizioso odore di petrolchimico.

VENERDÌ - Butta male. Papà ha sul naso un ponfo di zanzara che sembra un pandoro. Il nonno è andato in gita con quelli dello yacht cercando rocce da decapitare. La mamma e Karl sono sulla battigia che fanno una new ginnastic che secondo Karl si chiama tai-chi-wan-lu, secondo me si toccano di brutto. Sono arrivati anche cinquanta locali con radio a tutto volume, porchette e una impressionante batteria di fucili subacquei. Sono entrati in acqua e dopo un'ora avevano già colpito un pesce e due polpacci. Papà li ha severamente redarguiti, dicendo che non è giusto prendersela coi pesci che non possono difendersi. In quel momento ha messo il piede su un pesce-ragno. Adesso è nella tenda che rifiuta sdegnosamente l'ammoniaca, e il piede sembra uno scarpone da sci. Il nonno ha invitato gli amici dello yacht a una spaghettata sulla spiaggia, si sono ubriacati e hanno scherzosamente incendiato un ettaro di pineta. Mamma è andata a vedere la luna piena in canoa con Karl. Per fortuna papà dorme, se no dovrei fargli notare che sarà luna piena tra quindici giorni.

SABATO - Papà si è alzato, si è guardato il piede gonfio, ha ammazzato lo scarabeo con una zoccolata, ha bevuto tutte le birre del nonno e ha seminato le lattine sulla spiaggia. Qualcosa in lui era cambiato. Con una luce strana negli occhi, ha detto «Smontiamo la tenda, si va via». Ha noleggiato un'auto e da tre ore guida smadonnando e sorpassando tutti all'interno. Fuma in continuazione e butta le cicche dal finestrino dicendo che lui i piromani li ammazzerebbe. Il nonno ha sei anfore fenicie in valigia. Mamma fa dei sospironi non buddisti e consulta di nascosto una cartina di Amsterdam. Viaggiamo incolonnati verso destinazione ignota. La radio comunica emergenze sui fronti giustizia, incendi, trasporti, ozono, quadrupedi abbandonati e bipedi disoccupati, nonché rischi per l'abbronzatura e la democrazia. È lo stesso bollettino dell'anno scorso. Altroché new holidays, ci hanno rifilato un'estate usata.



Stefano Benni