L'INTERFACCIA TOSTA DEL PROFESSOR GUARDONI
tratto da la Repubblica di giovedì 24 settembre 1998

KEYHOLE@PEEPNET.USA. Gentile professor Keyhol. Sono lieto della sua proposta di proseguire via Internet la conversazione iniziata al congresso di Roma su "Intimità universale e sadismo del vedere". Nel mio intervento, come avrà notato, c'erano notevoli punti di accordo col suo. La cibernetica può creare un grandioso condominio globale delle idee, se la si usa con alto profilo tecnico-filosofico, e non come moltiplicatore di pettegolezzi, vizietti più o meno confessabili, e scambio di confidenze ginnasiali. I nostri interventi sono stati assai criticati dal suo collega Kinster, quel ciccione col parrucchino abbarbicato a una negrona vistosa spacciata per moglie. Mi sono collegato col sito della sua università e ho scoperto una foto del matrimonio di Kinster.
Lui è pelato e la moglie è bianca. Questo basta a ridicolizzare le sue tesi. Ieri, mentre leggevo per motivi di studio il rapporto Starr, ci ho trovato scritto che le stagiste della Casa Bianca sono accuratamente selezionate per moralità da una commissione americana. Ecco un esempio di bella interfaccia tosta. Se lei si collega con Haremshow.com, troverà che a Frosinone c'è un'agenzia di modelle che promette alle ragazze viaggi di gruppo organizzati al Costanzo show, nonché la possibilità di lavorare con Spielberg, Bonolis o con un "grosso nome dell'eros americano". Ovvio che si parla di Clinton. Che vergogna! Tra poco comincerò il mio corso su "Il concetto di verità da Spinoza a Emilio Fede". Avrei bisogno di quella citazione di Abramo Lincoln sulla passione intellettuale. Mi saluti Sally, la sua deliziosa moglie.
Le invio via Internet una foto della mia. Cordiali saluti, suo professor Guardoni. Guardoni@toccanet.it.

Grazie del messaggio e della foto della sua signora, che in babydoll sembra ancora più giovane. Sto lavorando a un libro sul disvelenamento tragico, e ho riso di gusto leggendo le sue rivelazioni sul professor Kinster. Potrei dirle anche che il suo collega Zeffiro, noto playboy da congressi, è venuto recentemente a Houston a rifarsi il naso. Può vedere le foto prima e dopo l'operazione, nonché diverse diapositive di emorroidi contattando docfetish@med.usa. Anch'io ho letto, per puro interesse di lavoro il rapporto su Clinton, e sono collegato da un mese con una telecamera che riprende Starr nel suo ufficio (una cosa impensabile in Italia). Le assicuro che l'interrogatorio alla mamma della Lewinsky, che mima tutto con un manichino, è una vera chicca.
Vedrò di trasmetterglielo. La citazione di Lincoln è in un libro, che però si trova troppo in alto sui ripiani della mia biblioteca. Perciò si colleghi con l'università del Quebec e chieda al professor Lecocq di metterla in contatto col professor Emerson di Melbourne che ne ha un'altra copia. Ma dica la verità, la citazione le serve per il corso o per quella sua studentessa coi capelli rossi? Non ho foto di mia moglie da mandarle, però se si collega con orgies/wxx.usa verso mezzanotte, lei è quella vestita da Mary Poppins. Sto facendo una ricerca su gruppi multietnici americani. Una mia collega dell'università chiede se lei può procurarle delle foto di sindaci italiani in costume da bagno. È proprio vero che le perversioni non hanno mai fine. Stasera sono assalito da diversi problemi etici: quali sono i limiti del Leviatano cibernetico? Cosa avrebbe scritto Spinoza se avesse giocato a Supermario? Qual è la password per il sito segreto delle Spice Girls?

Caro professore. Di Zeffiro sapevo tutto, è un noto cybersegaiolo, sembra che per prudenza i parenti gli abbiano messo il preservativo sul joystick. Ho trovato straordinario l'impegno di sua moglie per documentarsi sul sesso di gruppo, più che una donna sembra una Coop. Il sito orgies non è male, ma linkato a latere c'è un sito che contiene dei culi aristotelici, specialmente uno con le mutande fucsia, non riesce a sapere di chi è? È vero, la citazione mi serve per la studentessa dai capelli rossi, ma non posso dirle di più, è una cosa molto privata. Le mando due foto in slip dei sindaci Vitali e Albertini, e una foto di Rutelli mentre di notte va a seminare chiodi sulle piste della Malpensa. Condivido i suoi problemi etici. Bill Gates e i cervelloni Usa hanno creato la più complessa macchina della storia, ma con un piccolo difetto: e cioè che se si rompe, nessuno può aggiustarla. Si guardano bene dal dirlo, e dallo spendere soldi per creare rimedi. Lei immagina le conseguenze di un collasso cibernetico? Il crollo delle telecomunicazioni, il dover ricominciare a leccare francobolli e, soprattutto, il prosciugamento della mia carta di credito?

Caro Guardoni. Cercando un sito su Sofocle ho per caso contattato lovemetender@www.usa. Ho una brutta notizia per lei: ci sono dentro tutte le lettere tra lei e la studentessa, comprese quelle imbarazzanti rivelazioni sul Viagra. Il suo carteggio ha avuto quasi più contatti del sito Lady D. Purtroppo devo sospendere i collegamenti. La polizia informatica è piombata in casa e mi ha sequestrato tutto, lo scanner, il costume da Regina della Notte e anche le tesine sulla Fenech e la lista dei professori cornuti di Yale. Il pubblico ministero mi sta interrogando da tre ore in diretta sulla Cnn. Potete immaginare qualcosa di simile in Italia? Per fortuna Sally, girando un video sadomaso ha conosciuto un pezzo grosso del partito repubblicano e me la caverò con una multa. Ma per un po' dovrò starci attento. Posso dirle che il culo che la turba, quello con le mutande fucsia, viene da belladeroma.htp.it, una chat-line del suo paese. Cordiali saluti.

Caro Keyhole. Ho trovato belladeroma e ho scoperto che da sei mesi sto spiando su Internet il culo di mia moglie. Mi ero dimenticato di aver messo una telecamera in bagno collegata con un gruppo di amici che hanno ridiffuso tutto. La gente non ha proprio rispetto della privacy. Mi dispiace per i suoi guai, ma anche io ho i mei. La studentessa coi capelli rossi mi ha lasciato per un radioamatore di ottantasei anni. Uno studente bocciato si è vendicato immettendo un virus nel mio sistema. Lo schermo del computer è bollente e pieno di macchie rosse, e ha già contagiato il forno a microonde. Il mio indirizzario di Bangkok e due anni di pettegolezzi accademici sono andati interamente distrutti. Da ieri, mi tocca di andare a ascoltare i resoconti della portinaia, che adesso si fa chiamare Cesira@chat.it. Ma non ho perduto la fiducia nelle fibre ottiche. Ci vuole tempo per valutare le invenzioni: chi avrebbe detto, quarant'anni fa, che la televisione sarebbe diventata ciò che è ora? Perciò aspettiamo a dare giudizi. Gli orrori dei nuovi media sono evidenti, ma ci sono anche i vantaggi. Un mio amico, ad esempio, ha detto che si può far stare tutto il programma culturale dell'Ulivo in un disco. Non ho capito se si riferiva a un floppy disc o a un disco di Ramazzotti. La saluto.


Stefano Benni