IL CALENDARIO
Nudi alla meta del Millennio
tratto da la Repubblica di mercoledì 29 dicembre 1999

Il Millennio si chiude con una profonda ricerca di svelamento e verità: il calendario di nudo Vip. È uno smutandamento collettivo che eccita le tirature e le polemiche. Per alcuni è un nuovo rilancio della sessualità patria, dopo il sospetto proliferare delle chat line e delle pasticche-cric. Per altri è la nascita di una nuova turba erotica, il teleonanismo di gruppo. Colpiti da questa ossessione gli ambosessi italiani si sono convinti che gli unici partner belli e desiderabili sono quelli promozionati dalla televisione e dai media collaterali. Così si ipnotizzano imbambolati davanti alla siliconata o al fardato di turno mentre tutto intorno circolano sventole e pivelli assai più avvenenti e accessibili. Per altri, infine, non c'è nulla di nuovo... Questi oggetti del desiderio sono sempre esistiti. Dai calendarietti profumati di barbiere su cui si slogarono i polsi le migliori menti della nostra generazione, ai calendari per officina da cui spuntavano carrozzerie inaudite per i limiti censori dell'epoca. E anche le donne rivendicarono la loro dose di pettorali hollywoodiani.

Com'è il calendario che piace all'italiano? Anzitutto è dedicato a un Vip attrice, o attore che deve essere abbondante e onnipresente, non necessariamente in campo artistico, ma perlopiù buffettistico e mondano. Le pose sono ambientate nei luoghi più vari, dai tropici alle cave di ghiaia, da mari azzurri a interni leopardati, ma tutte tendono all'ascesi. Luci irreali, soffuse, empiree, sottolineano la lontananza di questo mondo dalla banalità del tinello e del talamo. Ma non sempre ci riescono: così l'inaccessibile diventa inespressivo, la maggiorata tende al surgelato, il selvaggio sfuma nel burino. Le modelle sono per lo più contorte, incurvate e sembrano minacciate da qualche dolore artrosico o sciame di vespe. Esibiscono un vezzoso mix di sfrontataggine e pudore, la bocca si estroflette a ingoiare lo spettatore, la manina corre a nascondere la patacca. Gli uomini sono incazzati e truci, hanno sul volto una tensione preoccupata, un segreto rovello che però non fa pensare ad apocalissi o grandi imprese, ma a un imminente sisma intestinale. Comunque la pensiate, niente fermerà questa carica di culi. Orde di vip in fregola reclamano il diritto al loro mese di nudo. Ecco i calendari previsti per il Duemila.
Sexy Bis, calendario ulivista. In esso D'Alema e Veltroni hanno voluto ritrarre, nel nudo desiderio di nuovo, tutti gli uomini di sinistra del governo. La ricerca è stata lunga e difficile. Perciò il calendario, per i primi sette mesi, mostra spiagge desolate, vedute aeree del festival dell'Unità, panorami di colline, processioni parrocchiali. C'è un luglio, con un immenso mare azzurro e una barca minuscola da cui occhieggiano un paio di baffi e una chiappa bicamerale. Ci sono anche mesi che si ripetono, gennaio, gennaio bis e gennaio tris, ad anticipare le sorprese del nostro futuro politico. Il calendario però si riscatta e si infiamma negli ultimi mesi. Agosto mostra Cossutta nudo in una sauna russa, mentre vende gli elenchi telefonici di Roma al Kgb. Settembre, un sontuoso nudo sdraiato di Mastella (la faccia è quella sul lato destro). Ottobre, Bertinotti, con un perizoma di cachemire. Novembre, Ersilia Salvato in costume sadomaso che frusta un commercialista, simbolo del capitale. Dicembre, un gigantesco Babbo Natale coperto solo di una grande barba bianca, da cui sbucano due coglioni grandi come pandori, simbolo dell'elettore di sinistra.
Liberi e nudi, Calendario di Forza Italia. La durissima risposta di Berlusconi non si è fatta attendere. Il leader del Polo domina naturalmente tutto l' anno, avvolto da fumi e vapori che fan vedere e non vedere. Il mese più bello è marzo, dove Silvio, nudo in mezzo a venti diavoli rossi in toga, mostra che non ha niente da nascondere. Ci sono due deliziosi tocchi di narcisismo, il ritocco sui capelli e una piccola protesi di plastilina per incrementare il pistolino. Il mese più audace è forse luglio, che ritrae Previti e Silvio nudi su una spiaggia delle isole Cayman. Infatti il mese ha solo dieci giorni (gli altri ventuno se li son fregati). Agosto contiene il paginone centrale col poster di Ferrara, da appendere ai muri se avete almeno sedici stanze. Ottobre e Novembre sono dedicati alla fierissima autonomia ideale e al ruolo decisionale di Fini e Casini nel Polo. Perciò si passa direttamente a Dicembre. A dicembre, tutta la Pidue nuda e senza cappuccio. Tanto, non interessa più a nessuno.
Santi e Martiri. Dopo Santa Maria Goretti e San Sebastiano, il più richiesto è San Giulio Andreotti vergine, ritratto durante la comunione, con un giglio in mano. Una breve ma commovente didascalia racconta come egli non abbia mai voluto baciare Riina, abbia avuto rapporti solo platonici con Lima e solo clintoniani con Ciancimino. Bello agosto, con Craxi che tira il frisbee sulla spiaggia di Hammamet, e Boselli che glielo riporta.
Toghe scatenate. Il calendario dei giudici, nonostate il titolo, è molto castigato, pare per l'intervento moralizzatore di Violante. La foto più osé è forse il nudo equestre di Borrelli-Lady Godiva. Sexy-casareccio, ma divertente, il nudo di Di Pietro dentro una vasca di peperonata. Il trenino orgiastico del Csm è confuso ma rende bene la situazione.
Cuore di Vip. Non poteva mancare il calendario di beneficenza. In esso centinaia di cantanti, presentatori, calciatori, comici, attrici, scienziati e serial killer hanno posato nudi, da soli e in branchi. Il calendario ha coinvolto più di duecento persone che, come hanno dichiarato dopo la lavorazione «si sono molto divertite». Frutterà circa mezzo miliardo. A questo punto sorge spontanea una domanda. Se l'obiettivo era il mezzo miliardo, non potevano tirar fuori due milioni a testa e risparmiarci il calendario? Perché, come succede sempre più spesso nella beneficenza con diretta televisiva, loro si devono divertire e la beneficenza dobbiamo pagarla noi?
Non lo fo per piacere mio. Da non perdere il calendario Jubileum. Non solo perché, se appeso al muro con cero votivo, assicura sei mesi di indulgenza, ma per l'alta qualità erotico-teologica delle foto. Immagini intriganti e allusive, senza mai allontanarsi dal buon gusto. Barlumi di caviglie di suore, pedalini di parroci, uno scoscio nel sottanone di un cardinale, il palato di Rutelli. Forse l'unica caduta di tono è il nudo collettivo dei palazzinari e amministratori vaticani che rispondono con un gesto volgare a chi chiede dove finiranno tutti questi soldi. Il pezzo forte è naturalmente la foto di Wojtyla sulla papamobile, modello Fiat Uno e Trino. Sta sdraiato sul sedile posteriore, con una vestaglia bianca, appena aperta sul petto. Il resto alla fantasia e alla fede.
Narciso sarà sicuramente uno dei calendari più venduti. È composto da dodici pagine di celluloide a specchio. Quindi ognuno potrà vedersi in gennaio il naso che cola, in marzo le costole da disoccupato, in agosto la schiena scottata, in dicembre il culo levigato dalle fatiche annuali, e sviluppare così un sano rapporto col proprio corpo.
Il calendario più provocatorio è Sexy Crash, il nuovo calendario per i camionisti. Vi sono ritratti i diecimila morti per incidente previsti anche quest' anno, tutti nudi e sdraiati su una strada. Poiché si parla giustamente tanto di disastri aerei, di morti per pasticche, di influenze letali, ma non si devono mai disturbare il Dio Auto, il dottor Agnelli e il Motor Show. I morti in auto sono una penosa necessità del progresso. Con questo calendario magari, ce ne tornerà in mente qualcuno, alla faccia delle pubblicità ipocrite e truffaldine delle case automobilistiche.
Cyberlove. L'ultimo grido dell'eros transgenico. Da gennembre a lugliarzo, un campionario delle ultime novità. L'uomo-banana, la donna-orchidea, il transessuale svizzero con sessanta optional, la pecora gheisha, il porcomputer, il sadoporcospino, Valeria Marini la mattina presto, il processo del Lunedì e il governo D'Alema. I miscugli affascinanti e mostruosi che non avreste mai creduto di vedere. Buon Duemila.


Stefano Benni