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Stefano Benni presenta... La tribù di Moro Seduto - Economia domestica

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I N D I C E
Una Dc tutta nuova
Gli Agnelli a Gabicce
Enrico, abbiamo il 51%
Dove sono cosa fanno
Giulione e i sacrifici
Fanfani, il fungo marziano
Economia domestica
Arrivano i tecnici
Tanassi con le ali
Caro Enrico...
L’amico americano
La grande stampa
Mi gioco il banco (di Napoli)
Per un King Kong italiano
Racchetta nera
L’ultima cena di Zac
Tema: è Natale
Le favole di nonno Gianni
Amen
Cuore di manager
La vendetta di Donat-Cattin
Mondazzoli e Rivori
Spennacchiotti all’Inquirente
Andreotti e Nembo Sid
Arrivano gli indiani
Laggiù nel Far-West
Autoblindocritica
Tutti gli indiani del presidente
Direttissima
Handicap o cavallino?
Come vivi la tua crisi
C’è operaio e operaio
Gesù, che passione
Incontriamoci
Siamo tutti in procinto
Visita guidata alle bellezze di Roma
FIGLIO. Papà, dammi 2000 lire.
PADRE. Mi dispiace, ma la situazione del credito in questo momento è legata a garanzie rigidissime, pena la polverizzazione del mercato valutario legato agli slittamenti della Bundesbank.
FIGLIO. Ma posso comprovare di essere proprietario di ben 40 azioni Montedison barattate ieri con quattro figurine del Milan, e di essere in procinto di avviare un piano di investimento in circa tre etti di gelato zabaglione panna e lamponi che porterà notevole sollievo all’occupazione nelle gelaterie della zona Matteotti, non mancando di influenzare favorevolmente gli scambi commerciali con l’estero.
PADRE. Purtroppo, caro figlio, il difficile momento dell’oro e le fluttuazioni del marco mi costringono a una politica di restringimento dei crediti a cui posso contravvenire solo in presenza di direttive politiche ben precise.
FIGLIO. Ho capito. Mamma, puoi spendere una buona parola per me?
MADRE. Caro marito. La comune responsabilità del governo economico della casa deve sempre tener presente la difficile situazione della lira nel quadro europeo, e non indurci a provvedimenti pietistici e demagogici di fronte alle pur giuste esigenze di chi viene a sopportare il maggior peso della crisi economica, cioè Albertino. Sarebbe infatti fatale dargli 2000 lire in un momento economico legato a un quadro sostanzialmente rialzista in cui all’instabilità del dollaro si contrappone la secolare stabilità del tuo stipendio, fermo da anni sulle 300.000, chissà come mai. Inoltre il gonfiarsi della domanda per una pelliccia di visone, e la forte richiesta di fodere nuove per le poltrone del salotto sconsigliano l’impiego di capitali nel lungo e medio termine e incoraggiano una politica del risparmio tesa alla difesa dei livelli economici esistenti.
Credo comunque che, vista la netta ripresa dell’indice Dow Jones di stamattina, non sarebbe controindicato concedere un mutuo di 500 lire per l’acquisto di modesti quantitativi di gelato zabaglione panna e lamponi a nostro figlio Albertino, nonché la concessione a me personalmente di un mutuo internazionale di 300.000 lire per fronteggiare la grave crisi del settore abbigliamento nel mio armadio.
NONNO. Né penso che si debba sottovalutare l’importanza del fatto che i miei toscani siano aumentati di 40 lire, provocando lo slittamento del dollaro canadese e l’aumento dell’input-output.
PADRE. Zitto lei, nonno! Dunque, io ritengo che certo è facile pensare di risolvere la crisi ponendo soluzioni che modifichino, o addirittura si pongano in alternativa al modello capitalistico familiare, come a esempio andarmi a fregare nella giacca. Ma finché detengo la responsabilità di governo, devo fermamente ricordare che ora più che mai è necessaria una coraggiosa politica di contenimento della spesa che si inserisca nella realtà economica mondiale e ne segua l’andamento senza lasciarsi indurre alla tentazione di trasformazioni immediate e ristrutturazioni di guardaroba che non farebbero che spingere sempre più in alto la pericolosa spirale dell’inflazione...
MADRE. La concezione economica da te sostenuta, secondo la tua matrice keynesiana di taccagno, non tiene conto della disastrosa situazione a livello di bilanci di autonomie locali, e della difficoltà di mantenere i livelli di occupazione andando a lavorare con la sottana di tre anni fa, nonché le ripercussioni sulla piccola industria che il blocco sul mercato del gelato misto potrebbe arrecare, non ultimo...
FIGLIA (entrando in quel momento). A peggiorare la situazione, giunge la notizia che il nostro cane Tom, mentre era intento a un’operazione che prevedeva la emissione sul mercato di un certo quantitativo di liquido, scambiava per albero la gamba di un turista tedesco. Questo accresce il nostro indebitamento verso la Germania di ben 2000 lire di lavasecco.
NONNO. Propongo una serie di provvedimenti immediati: 1) blocco dell’acquisto di pollo che a me non piace; 2) forte rilancio degli investimenti in baccalà; 3) creazione di una nuova base Nato in Italia; 4) aumento delle scorte di toscani fino a quattro quintali da tenere in garage; 5) tavole rotonde in televisione sulla situazione economica familiare...
FIGLIO. Non è chi non veda, in questo piano economico, la posizione subordinata che è data a un settore vitale della nostra economia quale il gelato misto gusti frutta, nonché...
FIGLIA. Contesto fermamente che il black-out produttivo del gelato sia nocivo, nel tessuto occupazionale ed economico italiano, quanto invece lo sarebbe la mancata attuazione del piano a medio termine che prevede che io prenda dieci lezioni di tennis entro la fine del mese, piano che, qualora venisse disatteso, metterebbe completamente in crisi tutte le attività del settore terziario collegate. E poi allora io ho investito in una racchetta per niente. (Scoppia in singhiozzi e si chiude in camera.)
MOGLIE. Chiedo l’intervento della banca d’Italia e un tailleur.
PADRE. Attuerò senza indugio alcuno una serie di provvedimenti immediati ed efficaci, come è nella tradizione democristiana. (Prende il cappello e sparisce.)
NONNO. A proposito di tradizione democristiana, quando si mangia?