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Stefano Benni presenta... La tribù di Moro Seduto - Arrivano i tecnici

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I N D I C E
Una Dc tutta nuova
Gli Agnelli a Gabicce
Enrico, abbiamo il 51%
Dove sono cosa fanno
Giulione e i sacrifici
Fanfani, il fungo marziano
Economia domestica
Arrivano i tecnici
Tanassi con le ali
Caro Enrico...
L’amico americano
La grande stampa
Mi gioco il banco (di Napoli)
Per un King Kong italiano
Racchetta nera
L’ultima cena di Zac
Tema: è Natale
Le favole di nonno Gianni
Amen
Cuore di manager
La vendetta di Donat-Cattin
Mondazzoli e Rivori
Spennacchiotti all’Inquirente
Andreotti e Nembo Sid
Arrivano gli indiani
Laggiù nel Far-West
Autoblindocritica
Tutti gli indiani del presidente
Direttissima
Handicap o cavallino?
Come vivi la tua crisi
C’è operaio e operaio
Gesù, che passione
Incontriamoci
Siamo tutti in procinto
Visita guidata alle bellezze di Roma
ANDREOTTI. Ci siamo tutti?
CORO DI VOCI. Tutti!
ANDREOTTI. Dunque, come avete già capito, con me si cambia il modo di lavorare. Il mio motto è «tutto e subito». In questo mese di agosto ci daremo dentro. Entro settembre voglio che l’economia italiana sia già in netta ripresa. Quindi, che nessuno batta la fiacca. Ossola, per favore, mi svegli l’onorevole De Mita e gli levi dalle dita il sigaro acceso. Per questo ho voluto un governo di tecnici, persone competenti nel proprio settore. Per lavorare presto, bene e in fretta. Avete letto la bozza programmatica? Cosa ne pensate? Onorevole Marcora!
(L’onorevole sobbalza, cerca di nascondere un giornalino che teneva sulle ginocchia, arrossisce.) Comandi!
ANDREOTTI. Cosa ne pensa dei provvedimenti economici allo studio per l’agricoltura?
MARCORA. Io veramente ieri sono stato male di stomaco, non mi sono potuto preparare...
ANDREOTTI. Sa qualcosa almeno della riforma dell’Aima?
MARCORA. No, però so quasi tutto sui piselli. Ieri ho letto tutte le scatoline Findus che avevo in casa...
OSSOLA. Posso uscire un momento?
ANDREOTTI. No! D’ora in poi, tutti i mercoledì, a questo vertice economico, guai a chi si assenta anche solo un minuto. Donat-Cattin!
(Donat-Cattin scatta in piedi, batte i tacchi.)
ANDREOTTI (visibilmente compiaciuto). Bravo, bravo. Così mi piace. Allora, cosa ne dice di questa proposta per il lavoro giovanile, di assumere i giovani negli enti pubblici?
DONAT-CATTIN. Il piano è perfetto. La prima parte è già scattata. Anzi, se mi è consentito il dire, nell’assunzione di personale in enti pubblici modestamente il nostro partito è sempre stato all’avanguardia non solo in Italia, ma a ben vedere...
ANDREOTTI (lo ferma con un gesto della mano). Non divaghi.
DONAT-CATTIN. C’è comunque un piccolo problema. Cioè, se l’adozione di tale provvedimento risolve il problema dei giovani democristiani, lascia altresì sospeso’ il problema dei giovani degli altri partiti...
ANDREOTTI (pallido). Come sarebbe a dire?
DONAT-CATTIN. Be’, capo, non mi verrà a dire che adesso cominciamo ad assumere negli enti pubblici anche i non iscritti...
ANDREOTTI (furibondo, lanciando lapilli). Per Giuda! Per Putifarre! (Tutti si fanno il segno della croce.) Nel bozzone c’è scritto tutti i giovani, e quando dico tutti, dico tutti!
DONAT-CATTIN (birichino). Il capo ha sempre voglia di scherzare.

Tutti ridono, compreso De Mita, che sogna un film di Totò, compresi due signori seri in grigio che siedono in fondo al tavolo. Anche Andreotti, alla fine, non si trattiene, e scoppia in una sonora risata: «Che ragazzacci, che ragazzacci». (Si asciuga con un fazzoletto.) Marcora gli regala una foglia di lattuga.
OSSOLA. Posso uscire un momento?
ANDREOTTI. No caro Ossola, tu sei un tecnico di commercio con l’estero, e non te ne vai finché non mi hai preparato le previsioni di deficit fino all’anno 1990, in bella copia, e se non me le porti fatte bene ti faccio scrivere 200 volte sul quaderno: «Sono uno yesman».
OSSOLA. Ho già fatto le previsioni.
ANDREOTTI. Sentiamo.
OSSOLA. Esportazioni: forte calo a eccezione di essenza di bergamotto ed emigranti. Stazionaria l’esportazione di capitali e di fascisti. Importazioni: prodotti chimici mortali e pestilenziali, scarichi di petrolio, giocatori di pallacanestro, telefilm americani, tutte le materie prime ad eccezione dell’origano.
ANDREOTTI. Proposte tecniche?
OSSOLA. Aumentare le esportazioni e diminuire le importazioni. (Mormorio ammirato nella sala.)
ANDREOTTI. Ma gli Usa sono d’accordo?
OSSOLA. Non importa che lo sappiano. (Strizza l’occhio, applausi dei presenti.)
ANDREOTTI. Questo sì che è un governo coi fiocchi, tutto di tecnici.

DE MITA. Nel quadro degli interventi per il mezzogiorno, sono già in grado di dire che una grande ditta americana è in contatto con noi per raddoppiare i suoi dipendenti nel sud.
ANDREOTTI. Come si chiama?
DE MITA. Cosa nostra. È una ditta che fabbrica souvenir.
ANDREOTTI. Bene, bene...
STAMMATI. Il ministero del tesoro ha indetto una caccia al tesoro fra i dipendenti...
ANDREOTTI. Bene, bene...
GAVA. Io ho comprato una lancia termica.
ANDREOTTI. Bene, bene...
I DUE SIGNORI IN GRIGIO. Noi...
ANDREOTTI (perplesso). Chi siete voi?
UNO. Pandolfi.
ANDREOTTI (illuminandosi). Quello che lavora con la Antonella Steni?
UNO. No, sono il ministro delle finanze.
ANDREOTTI (un po’ deluso). Ah, bravo, bravo. E lei chi è?
L’ALTRO. Io sono Morlino.
ANDREOTTI. E cosa fa?
L’ALTRO. Faccio il ministro del bilancio e il ministro delle regioni.
ANDREOTTI. E poi?
MORLINO. So riparare i lavandini.
ANDREOTTI. Bene. Vada a casa di Fanfani, ce n’è uno che perde.
DONAT-CATTIN. A mettersi con Fanfani si perde sempre. (Risata sguaiata dei presenti.)
(Ossola cerca di sgattaiolare via, ma Andreotti lo blocca per la giacca.)
ANDREOTTI. Alto là! Credete di battere la fiacca? Non mi chiamo mica Moro, io. Lavorare, lavorare. Prendete il quaderno e scrivete. Problema: un petroliere ha 60 miliardi di deficit, ma conosce 46 onorevoli. Un editore ne ha 52 e ne conosce 21. Domanda: quanti anni ancora potranno tener botta?
(Silenzio rotto solo dal cric cric dei pennini che corrono sulla carta. Il sole tramonta.)