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Stefano Benni presenta... La tribù di Moro Seduto - Caro Enrico...

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I N D I C E
Una Dc tutta nuova
Gli Agnelli a Gabicce
Enrico, abbiamo il 51%
Dove sono cosa fanno
Giulione e i sacrifici
Fanfani, il fungo marziano
Economia domestica
Arrivano i tecnici
Tanassi con le ali
Caro Enrico...
L’amico americano
La grande stampa
Mi gioco il banco (di Napoli)
Per un King Kong italiano
Racchetta nera
L’ultima cena di Zac
Tema: è Natale
Le favole di nonno Gianni
Amen
Cuore di manager
La vendetta di Donat-Cattin
Mondazzoli e Rivori
Spennacchiotti all’Inquirente
Andreotti e Nembo Sid
Arrivano gli indiani
Laggiù nel Far-West
Autoblindocritica
Tutti gli indiani del presidente
Direttissima
Handicap o cavallino?
Come vivi la tua crisi
C’è operaio e operaio
Gesù, che passione
Incontriamoci
Siamo tutti in procinto
Visita guidata alle bellezze di Roma
Scena: Montecitorio, la mattina presto. Bussano alla porta. «Posta!» Un postino rovescia nella buchetta un quintale di buste di tutte le misure.

ANDREOTTI. Povero me! Ancora lettere! Segretari, segretari (arrivano Donat-Cattin e Colombo) per favore, il programma della giornata...
DONAT-CATTIN. Anzi tutto bisogna rispondere a La Malfa.
ANDREOTTI. Ma gli ho già risposto!
DONAT-CATTIN. Sì, ha risposto alle 13 prime domande, ma La Malfa è rimasto così contento che ne ha mandate altre 32. Trenta sono economiche, le ultime due sono: 31) qual è il fiume più lungo della Bulgaria; 32) quale sarà l’atteggiamento di Carter, se Romita cercherà di baciarlo?
ANDREOTTI. Risponderò. E poi cosa c’è?
COLOMBO. C’è una lettera di Forlani con due domande: 1) Meglio mandare Panatta a giocare in Cile o Fanfani a visitare Disneyland? (Nota: insistono tanto tutti e due); 2) È più raro il panda o il liberale?
ANDREOTTI. Non ho tempo per rispondere a queste cose. Guarda qui quanta posta. Lettere dalla base. «Playboy» che chiede un’intervista con Moro e quattro foto nature di Tina Anselmi, o viceversa. E poi Monti che mi ringrazia dei miliardi e mi assicura che chiuderà dei giornali, ma aprirà al loro posto dei conti correnti. Poi una cartolina di Zac da Riccione. E poi questi qui che vogliono le roulotte, e questi che vogliono le maschere antigas, e poi i dépliant del Club Méditerranée e i dépliant della Lockheed e poi questa lettera... Guarda qua... oh Dio, ancora!
DONAT-CATTIN. Cosa c’è? un’altra lettera anonima?
ANDREOTTI. No, è ancora Berlinguer, riconosco la calligrafia.
COLOMBO. Cosa dice?
ANDREOTTI. Dice se possiamo vederci giovedì sera davanti al cinema Astra. Lui sarà dentro una 127 blu con la scritta «Autoscuola Zaniboni». Io devo essere travestito da cieco, con un cane lupo con lo scudo crociato.
DONAT-CATTIN. Non vada, potrebbe essere pericoloso.
ANDREOTTI. Ci penserò. Cosa c’è dentro quella busta rossa?
COLOMBO. È lo smoking del presidente Leone. L’aveva mandato al lavasecco.
DONAT-CATTIN. E qua c’è una cartolina del Santo Padre. Veduta di San Pietro, con dietro scritto: «Caro Giulio, unicuique suum».
ANDREOTTI. Cosa vuol dire?
COLOMBO. Dev’essere una nuova tassa. L’hai fatta tu?
DONAT-CATTIN. Ancora lettere. Qua c’è Bartolomei che scrive: «Truppe mafiose accampate periferia Catania, stop. Visibile fumo accampamenti. Impossibile uscire città assediata, neanche con scusa di andare a comprare antibiotici per Gava. Inviare subito 2000 paracadutisti, cannoni, ba- zooka, mezzi anfibi».
ANDREOTTI. Richiesta bocciata.
COLOMBO. Questa lettera viene dalla questura e dice: «Scoperti collegamenti tra fascisti, anonima sequestri e massoneria. Necessari almeno 200 arresti. Procediamo?».
ANDREOTTI. Rispondi. Procedura ordinaria con sconto 80%. Capiranno.
DONAT-CATTIN. Ma non avevamo abolito tutti i trattamenti di favore?
ANDREOTTI. Sta" zitto tu o metto l’una tantum sui doppi cognomi.
COLOMBO. Altra lettera. Il Friuli chiede 2000 roulotte e quando cominciamo a costruire le case.
ANDREOTTI. Il Friuli? Cos’è? Un ente nuovo?
COLOMBO. Non si ricorda, onorevole, c’è stato anche due mesi fa...
ANDREOTTI. Ah sì, ho capito, ho capito. Mandiamogli 40 tende in plastica e Cossiga in visita. C’è altro?
COLOMBO. 800 lettere di gente che vi dichiara la sua più completa sfiducia, un’offerta di detersivi e il conto del salumiere.
ANDREOTTI. Rispondi a tutti, ma stiamo attenti a non uscire dall’arco costituzionale.
COLOMBO. Il salumiere legge «Il manifesto».
ANDREOTTI. Guai a voi! Non rispondete! Dialoghiamo solo tra noi democratici.
DONAT-CATTIN. Qua ci sono 88 missini che si dichiarano pronti a fondare un movimento che si chiami Ifadlsas (In fondo a destra la seconda a sinistra) che non sia proprio fascista, né proprio democristiano, insomma una via di mezzo tra un Tedeschi che ha mangiato bene e un De Carolis appena tamponato da un capellone.
ANDREOTTI. 88, hai detto?
DONAT-CATTIN. Sì. Devo rispondere?
ANDREOTTI. Manda 88 fotocopie e mangia l’originale. Così nessuno può dire niente.
COLOMBO. Sono già le nove. Direi di cominciare a scrivere. Qui ci sono le solite 300.000 di francobolli, e tra un po’ arriva un operaio, così gli facciamo leccare la colla.
ANDREOTTI. Ragazzi, adesso basta, lasciatemi scrivere. (Comincia a battere a macchina con un dito solo, con grande impegno.) «Caro Enrico. Il tempo è bello. È così limpido che da Montecitorio si può vedere la nube di gas di Marghera. Io sto bene, il mio staff di tecnici è molto affiatato e ieri durante la seduta ci siamo fatti una carbonara. Come forse saprai, dopo la vittoria di Carter...»