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Stefano Benni presenta... La tribù di Moro Seduto - Mi gioco il banco (di Napoli)

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I N D I C E
Una Dc tutta nuova
Gli Agnelli a Gabicce
Enrico, abbiamo il 51%
Dove sono cosa fanno
Giulione e i sacrifici
Fanfani, il fungo marziano
Economia domestica
Arrivano i tecnici
Tanassi con le ali
Caro Enrico...
L’amico americano
La grande stampa
Mi gioco il banco (di Napoli)
Per un King Kong italiano
Racchetta nera
L’ultima cena di Zac
Tema: è Natale
Le favole di nonno Gianni
Amen
Cuore di manager
La vendetta di Donat-Cattin
Mondazzoli e Rivori
Spennacchiotti all’Inquirente
Andreotti e Nembo Sid
Arrivano gli indiani
Laggiù nel Far-West
Autoblindocritica
Tutti gli indiani del presidente
Direttissima
Handicap o cavallino?
Come vivi la tua crisi
C’è operaio e operaio
Gesù, che passione
Incontriamoci
Siamo tutti in procinto
Visita guidata alle bellezze di Roma
ANDREOTTI (entrando). Buongiorno a tutti i componenti del mio famoso staff economico.
LO STAFF. Buongiorno presidente.
ANDREOTTI. Allora, come avete visto, il piano economico è scattato. Mancano solo alcuni piccoli particolari da concordare insieme. Ci siamo tutti? C’è il Cipe?
MORLINO (butta una fiche da poker sul tavolo). Ecco il Cipe.
BAFFI. Passo.
MORLINO. Apro di 2000.
VITTORINO COLOMBO. Le tue 2000 più 5000 più quattro posti alla Rai.
GUIDO CARLI (fulminandolo con un’occhiata da attore del muto). Tu bluffi!
LA MALFA. Tre assi e Napoli di bastoni.
MORLINO (gentilmente). Onorevole, guardi che stiamo giocando a un altro gioco.
LA MALFA. Lo so, lo so, voi democristiani mi snobbate sempre. Moro fa finta di non vedermi, Fanfani per non salutarmi si nasconde nei vasi di fiori e quando i corazzieri vanno ad annaffiare lo annegano nel Ddt. Zaccagnini ieri mi ha chiamato La Marca, La Stalpa e De Marca. Siete dei bruti, ecco. (Scoppia a piangere.)
STAMMATI. Il piatto più 10.000, più il 15% di aumento sul prezzo dei fertilizzanti, più il 7 % per la benzina.
DONAT-CATTIN. Propongo il 16% sulla benzina, il 23% sui copertoni e il 60% sui volanti di similpelle di leopardo. Propongo inoltre di trasformare la Fiat in un lago per trote.
ANDREOTTI. Signori, per favore, mettiamo via queste carte, qua si fanno cose serie, non si gioca. E poi anche questa volta ho solo due otto.
ANDREATTA. Io vedo il piatto e rilancio del reddito nazionale lordo del Brasile calcolato secondo il metodo economico Keynes-Bolding-Mayer.
UMBERTO AGNELLI. E sarebbe?
ANDREATTA. Il rapporto tra campi da tennis vuoti e campi da tennis occupati in un circolo privato nell’arco dell’anno, moltiplicato per lo stipendio del custode.
GUIDO CARLI. Vedo.
STAMMATI. Anch’io.
ANDREATTA. Doppia coppia di re e donne.
GUIDO CARLI. Tre re e due biglietti per lo stadio.
STAMMATI. Full d’assi con re e buoni del tesoro convertibili.
DONAT-CATTIN. Poker.
TUTTI. Di cosa?
DONAT-CATTIN. Qui si cerca il pelo nell’uovo.
ANDREOTTI. Vogliamo parlare di questo benedetto piano economico, o vogliamo stare qui a giocare ancora per molto? Lo sapete che il paese aspetta da noi la salvezza?
BAFFI. Ancora un altro giro e poi basta. Agnelli tocca a lei far le carte.
(Umberto prende il mazzo, cerca di mescolare, ma le carte gli schizzano da tutte le parti, alcune decollano schioccando verso il soffitto.)
DONAT-CATTIN. Guardatelo, non è capace di mescolare neanche un mazzo di carte...
AGNELLI. Non è vero, è che normalmente mi dava una mano mio fratello. Lui teneva fermo il mazzo e io le mescolavo una alla volta.
CARLI. Svelto, svelto, il tempo stringe, la situazione è grave.
AGNELLI. Una a te, una a te, una a te, una a te, una a te.
FORLANI (svegliandosi di soprassalto). Io voglio il banco di Napoli.
ANDREOTTI. Onorevole, cosa dice?
FORLANI. Mi scusi, credevo che si stessero assegnando delle cariche.
(Gli avversari si fronteggiano. Andreotti si copre le carte che Donat-Cattin cerca di spiare. Umberto Agnelli fa le bandierine dei paesi con le fiches colorate.)
ANDREOTTI. Chi apre?
DONAT-CATTIN. 5000.
AGNELLI. Più 5000.
DONAT-CATTIN (irosamente). Più 100.000 e aumento delle poste.
ANDREOTTI. Più aumento elettricità, telefoni, tariffe ferroviarie, formaggio grana, una tantum.
CARLI. Più una serie di restrizioni creditizie selvagge con esattori vestiti di pelle di leopardo che entreranno ululando nelle maggiori banche italiane.
AGNELLI. Più il 37 % sulle auto.
ANDREOTTI (gelido). Più due dollari.
(Momento di grande silenzio. Tutti si passano le mani sul viso. Donat-Cattin suda copiosamente una miscela di nafta. Carli beve un bourbon. Andreatta fa dei conti su una calcolatrice elettronica.)
AGNELLI. Mi spiace, ma vado via.
DONAT-CATTIN. Anch’io perché voglio vedere dove vai.
VITTORINO COLOMBO. Io voglio vedere, ma sono senza liquido. Posso giocare sulla garanzia di sei puntate di Cime tempestose a colori.
ANDREOTTI. No. Qua ci vogliono i soldi.
CARLI. Tu bluffi. Per me non li hai i due dollari.
ANDREOTTI (in tono di sfida). Allora vieni a vedere.
LA MALFA (aggrappandosi al braccio di Carli). Non andare Guido, è una trappola. Oh, io le sento prima certe cose. Ti prego, ascoltami. Buana, valle maledetta essere infestata da spiriti maligni. Molti andare, ma nessuno tornare. Buana dare retta a Zambo, non entrare in valle maledetta. (Scappa di corsa.)
STAMMATI. Forse l’avete snobbato troppo.
ANDREOTTI. Allora, caro Guido? (Guarda Carli con aria di sfida.)
CARLI. Vedo!
ANDREOTTI (impallidendo). Porco Giuda. Ho due otto e l’astensione comunista.
CARLI. Non basta, non basta.
ANDREOTTI. Una lettera di Moro che comincia: «Si prega di ascoltare con benevolenza le richieste del latore della presente...».
CARLI. Non basta.
ANDREOTTI. Ma io ho uno staff di tecnici che tutto il mondo ci invidia...
CARLI. La posta è mia. Fuori i due dollari.
ANDREOTTI. Non te li do, se no poi debbo spiegare come li ho avuti. (Urla, proteste, rissa, qualche pugno. Cala il sipario.)