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Stefano Benni presenta... La tribù di Moro Seduto - Amen

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I N D I C E
Una Dc tutta nuova
Gli Agnelli a Gabicce
Enrico, abbiamo il 51%
Dove sono cosa fanno
Giulione e i sacrifici
Fanfani, il fungo marziano
Economia domestica
Arrivano i tecnici
Tanassi con le ali
Caro Enrico...
L’amico americano
La grande stampa
Mi gioco il banco (di Napoli)
Per un King Kong italiano
Racchetta nera
L’ultima cena di Zac
Tema: è Natale
Le favole di nonno Gianni
Amen
Cuore di manager
La vendetta di Donat-Cattin
Mondazzoli e Rivori
Spennacchiotti all’Inquirente
Andreotti e Nembo Sid
Arrivano gli indiani
Laggiù nel Far-West
Autoblindocritica
Tutti gli indiani del presidente
Direttissima
Handicap o cavallino?
Come vivi la tua crisi
C’è operaio e operaio
Gesù, che passione
Incontriamoci
Siamo tutti in procinto
Visita guidata alle bellezze di Roma
Al Senato la legge sull’aborto deve essere leggermente emendata. Noi di Comunione e Liberazione siamo moderni e progressisti, ma la vita umana va rispettata. Il feto, a 90 giorni, è già vivo e capisce. Il suo grado di intelligenza è 0,006, che sta, nella scala, tra un’alga e De Carolis. Per questo l’aborto va concesso solo entro le 24 ore, e solo per le donne violentate dal padre, da un fratello negro, da uno zingaro ubriaco o da una coppia di animali a piacere.
In ogni caso, l’aborto non verrà concesso se la donna avrà provocato il violentatore con braghe strette, trucco sugli occhi o camminando per strada o coricandosi discinta. L’aborto sarà negato anche quando il violentatore abbia agito per cause di forza maggiore. Ad esempio, ci sarà fra breve la visita di Tina Anselmi in Russia con 80 industriali. Se un industriale, sconvolto dalla presenza di quell’unica donna, decidesse di violentarla nella corriera (sempre che si vada in corriera), ebbene l’Anselmi se la sarà voluta e non potrà abortire. Oltre tutto un figlio è sempre un dono del cielo, soprattutto il figlio di un industriale. Non si può ucciderlo, anche perché a 90 giorni ha già il gorilla.
In quanto a Seveso, ci dispiace, ma neanche qui l’aborto può essere consentito. La diossina, come dice il nome stesso, è anch’essa un dono di Dio. Se qualche bimbo nasce stortignaccolo pazienza, lo si può dare al Cottolengo, al Papa o ad un circo. Oltre tutto, non si può appurare alcun legame tra la diossina e le malformazioni, quelle accadute finora sono normali, aspettiamo ad avere duemila casi, e poi potremmo parlare su dati di fatto e non su supposizioni.
In quanto al luogo ove praticare l’aborto, noi proponiamo di escludere gli ospedali e le cliniche private. Il posto ideale potrebbe essere un centro aborto, formato da 4 preti, un carabiniere e un medico. I 4 preti dovranno dissuadere la donna con argomenti sempre più convincenti, da brani della Nemesi ai discorsi di Fanfani, da foto di Shirley Temple a diapositive dell’Inferno. Il carabiniere dovrà redigere un verbale di 8 pagine con macchina da scrivere, portando guantoni da boxe, senza prendere caffè e senza incazzarsi. Il medico farà una visita accurata davanti a 20 studenti di medicina. Porrà domande di natura scientifica quali «perché non ci ha pensato prima» e altre. Se la donna avrà passato queste prove, il suo nome verrà esposto in comune. Qualora entro 9 mesi nessuno abbia opposto ricorso alla sua domanda di aborto, la sua pratica passerà ad una commissione di vescovi a Roma. Dopo la normale procedura burocratica le verrà posta la domanda «vuole ancora abortire, visto che ora si dovrebbe fucilare suo figlio che ha 16 anni?». Alla sua coscienza di madre la risposta.
Per finire: noi e tutti i gruppi cattolici progressisti come noi, proponiamo che alla frase «l’aborto è consentito» venga sostituita la frase «l’aborto è consentito nei paesi scandinavi» che non muta, sostanzialmente, il contenuto della legge.
Il Signore sia con voi. Crescete e moltiplicatevi. Visitate la Camargue (annunci a pagamento). Votate Dc. Amen.