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Stefano Benni presenta... La tribù di Moro Seduto - Cuore di manager

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I N D I C E
Una Dc tutta nuova
Gli Agnelli a Gabicce
Enrico, abbiamo il 51%
Dove sono cosa fanno
Giulione e i sacrifici
Fanfani, il fungo marziano
Economia domestica
Arrivano i tecnici
Tanassi con le ali
Caro Enrico...
L’amico americano
La grande stampa
Mi gioco il banco (di Napoli)
Per un King Kong italiano
Racchetta nera
L’ultima cena di Zac
Tema: è Natale
Le favole di nonno Gianni
Amen
Cuore di manager
La vendetta di Donat-Cattin
Mondazzoli e Rivori
Spennacchiotti all’Inquirente
Andreotti e Nembo Sid
Arrivano gli indiani
Laggiù nel Far-West
Autoblindocritica
Tutti gli indiani del presidente
Direttissima
Handicap o cavallino?
Come vivi la tua crisi
C’è operaio e operaio
Gesù, che passione
Incontriamoci
Siamo tutti in procinto
Visita guidata alle bellezze di Roma
Il pretore di Viterbo ha ordinato il sequestro su tutto il territorio nazionale del film Viaggio nell’Italia industriale, sotto l’accusa di oscenità. Il pretore ha fatto anche sequestrare tutti i manifesti e le locandine del film. In esse, secondo il rapporto dei carabinieri, apparivano le seguenti scritte:
«Pornorroreconomico! Mai il cinema aveva osato tanto. Non crederete ai vostri occhi. Bancarotte, crolli, dimissioni, sesso, aggiotaggio, corruzione, violenza in un film di rara intensità drammatica. Il film che vi farà dire: meglio investire in francobolli. Vedrete tra l’altro: il crollo dell’Egam, i dirigenti ribelli dell’Iri, la collera di Petrilli, i riti pagani della Montefibre, il Cefis che sbrana le sovvenzioni statali, gli insani connubi tra Iri, Eni e Efim, la cerimonia d’iniziazione in una banca democristiana, il rito pagano del bacia-Moro, gli scambi culturali tra Agnelli e Harvard, gli scambi culturali (figurine di calcio) tra De Carolis e Washington, le orge dell’Hilton, il professore pazzo Andreatta e la sua mostruosa teoria economica, sesso in collegio, il crack Weisscredit, la verità sulla Lockheed, il mistero della Finmare, Credito romagnolo, il tempio del nudo: tutti scoperti.»
La trama: Roger (Enrico Maria Salerno) è un giovane manager che si è fatto una certa fama cadendo all’indietro dalla sedia durante un consiglio d’amministrazione Bastogi. Egli è innamorato di Ella (ente lavorazione legno alpino), un ente facente parte dell ’Egam, di cui è perdutamente consigliere delegato, e di cui vorrebbe diventare presidente. Ma Ella è l’ente preferito da Einaudi (Maurizio Merli) che è protetto dal potente Piccoli (Tomas Milian). Roger si reca allora a Roma da Moro (Eleonora Giorgi) e chiede protezione. Moro gli risponde chiaramente e Roger non capisce se gli ha detto che lo aiuterà, che lo ostacolerà, o se deve uscire a comprargli delle medicine. Comunque Roger si dà da fare. Si iscrive alla Dc, impara l’inglese e l’arabo, impara a giocare a golf, va sempre all’Hilton, ai concorsi ippici, in barca a vela, va alle conferenze, studia marketing, mangia molto budget crudo e alla fine del mese vince il titolo di giovane manager del mese battendo in volata un figlio di Leone, Luca di Montezemolo e Bitossi.

Ma Piccoli si rifiuta di lasciargli Ella, ed Einaudi si fa legare alla poltrona con 20 chili di nastro adesivo. Roger chiede aiuto a Cefis (sempre Tomas Milian) che gli dà alcuni consigli economici. Roger li mette in atto ed entro due settimane deve vendere la macchina, la sacca da golf, i libri di inglese, e tutto il guardaroba pesante. Solo, senza una lira e sconsolato, tenta il suicidio comprando 2000 azioni dell’Alemagna. Salvato all’ultimo momento con dieci voti favorevoli e dieci contrari, dimentica Ella e si mette in affari con l’Arabia. Imbosca petrolio, licenzia dipendenti e diventa ricchissimo. Ma non è felice. Un giorno viene a sapere che l’Egam (Tomas Milian) verrà sciolto, e che Ella verrà trasformata in una succursale dell’ente termale, e il legno imbottigliato con grandi sforzi. Corre da lei. Intanto (questa è la scena più oscena) Einaudi chiede un miliardo di liquidazione. Roger trova Ella ormai morente, con gli uffici in dissesto e i telefoni staccati. Invano cerca di rianimarla con un’iniezione di capitale. Ella muore. Einaudi viene vicino a Roger e dice: «È finito il tempo dei grandi boiardi, ora è il momento dei grandi giovani manager come te». E scompare, lasciando dietro di sé un gran vuoto (2000 miliardi). Roger, col cuore gonfio di pena, riprende a lavorare. L’ultima scena lo mostra, col viso triste, mentre in un ristorante alla moda arrotola spaghetti alla carbonara e poi li stipa in bocca a un arabo (Tomas Milian).
Fin qui la trama: ma bisogna dire che il racconto è interrotto e movimentato da flashback, da inseguimenti, mandati di cattura, colpi di scena ed esportazione di capitali, degni del miglior Raymond Chandler. La colonna sonora è di Ennio Morricone. Gli esterni sono girati a Porto Marghera, Seveso e Porto Torres, con speciali filtri e fazzoletti davanti alla bocca. Al film sono abbinati, a scelta, il documentario Tarquinia necropoli etrusca o 40 diapositive di La Malfa su una sedia a sdraio.

Alla notizia del sequestro il produttore dei film, Tarcisio Grana, ha protestato difendendo il valore artistico dell’opera, e annunciando una serie di film economico-industriali che appariranno sui nostri schermi nel 1977. Un kolossal sulla storia della democrazia cristiana dal titolo Tentacoli e un film di Tinto Brass, di cui niente si sa, se non che il protagonista maschile sarà Tomas Milian e quello femminile un’azienda consorziata del gruppo Finmeccanica. Il pretore di Viterbo ha annunciato che sarà, in ogni caso, spietato anche con queste opere.