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Stefano Benni presenta... La tribù di Moro Seduto - Mondazzoli e Rivori

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I N D I C E
Una Dc tutta nuova
Gli Agnelli a Gabicce
Enrico, abbiamo il 51%
Dove sono cosa fanno
Giulione e i sacrifici
Fanfani, il fungo marziano
Economia domestica
Arrivano i tecnici
Tanassi con le ali
Caro Enrico...
L’amico americano
La grande stampa
Mi gioco il banco (di Napoli)
Per un King Kong italiano
Racchetta nera
L’ultima cena di Zac
Tema: è Natale
Le favole di nonno Gianni
Amen
Cuore di manager
La vendetta di Donat-Cattin
Mondazzoli e Rivori
Spennacchiotti all’Inquirente
Andreotti e Nembo Sid
Arrivano gli indiani
Laggiù nel Far-West
Autoblindocritica
Tutti gli indiani del presidente
Direttissima
Handicap o cavallino?
Come vivi la tua crisi
C’è operaio e operaio
Gesù, che passione
Incontriamoci
Siamo tutti in procinto
Visita guidata alle bellezze di Roma
Preoccupanti reazioni in Italia a due avvenimenti esteri. Ieri, in tutto il paese, è stata sospesa la pubblicazione della biografia di Howard Hughes, il miliardario americano che passò gli ultimi anni della sua vita nella sporcizia, con unghie e capelli lunghi, isolato dal mondo in un letto all’ultimo piano di un grande albergo. Subito alcuni ricchi italiani, eccitati dal racconto, si sono lanciati nella più sfrenata imitazione. La prima avvisaglia è giunta da Milano, dove Leopoldo Pirelli si è fatto chiudere all’ultimo piano del suo grattacielo in compagnia di quattro mucche. La puzza e i muggiti delle bestie, che per tre mesi sono state costrette dal Pirelli a cibarsi solo di gelati, hanno richiamato l’attenzione della polizia.
Contemporaneamente a Torino Umberto Agnelli si è fatto crescere le unghie, e si è comprato una barba incolta. Quindi, vestito solo di un paio di mutande e di un cappotto militare, ha radunato 24 barboni democristiani tra i più miserabili della città, e si è chiuso all’ultimo piano dell’Hilton. Là, tra una cucchiaiata di zuppa di fagioli e un rumore sconveniente, sta gettando le basi per una nuova corrente democristiana, gli «eremiti dell’industria». Primi adepti Urbano Aletti, giunto in gran segreto di notte, Orsini, Tesini e Pennacchini, sporchi come i tre porcellini, e Sindona con l’unghia del mignolo lunga tre metri e un pecorino fermentato in ogni tasca.
La moda Hughes è ormai dilagata. È di ieri la segnalazione che Eugenio Cefis si è fatto chiudere in un blocco di plastica trasparente della Montedison, e per il resto della vita farà il fermacarte sulla scrivania di Andreotti. Attilio Monti andrà a vivere in una vecchia corriera abbandonata e Niutta in un vecchio carrozzone dal nome augurale di Egam.
Colombo si è fatto ibernare. Sulla cassa di zinco c’è la scritta: sgelatemi quando si liberano le Partecipazioni Statali.
Viva preoccupazione suscita anche, negli ambienti della stampa, la reazione dei grandi editori italiani alla notizia dell’escalation del miliardario australiano Murdoch, che ha comprato le quattro testate più popolari d’America. L’editore Mondazzoli e il rivale Rivori hanno iniziato a scambiarsi colpi proibiti. Mondazzoli ha acquistato «L’Osservatore Romano» ristrutturando 15 giornalisti e costringendone otto a prendere il velo nelle Orsoline. Ha inoltre rettificato la linea politica da cattolico- integralista a cattolico- intimista, mettendo un direttore Gdc (gradito alla Dc).
Rivori ha controbattuto rubando al rivale il giornale «Topolino», mettendo alla guida un direttore Gdc e pca (gradito alla Dc e il Pci abbozza), licenziando sette giornalisti e tre paperi, e rettificando la linea politica per cui entro marzo Topolino e Minnie dovranno sposarsi in chiesa e Paperino, finalmente, coprirsi il sedere.

Mondazzoli ha risposto acquistando tre giornali del sud, uno del Banco di Napoli, uno del Banco di Roma, e uno del Banco di Sicilia, scambiando tra essi le linee politiche senza che nessuno vedesse il trucco, in un’area democristo- social- aperturista con sfumature moderate e schizzi di De Carolis. In queste testate ha messo tre direttori Gdc (graditi alla Dc) e tre vicedirettori Gdc (generi di Cefis). Rivori, a sua volta, ha rilevato il «Mattino», ha ricomprato tutte le biro (i Gava venivano spesso in redazione) e ha licenziato tutti i giornalisti con i denti cariati. Mondazzoli ha allora acquistato a Bologna, la città diversa, il «Carlino», il giornale sempre uguale, e lo ha ristrutturato in senso provinciale, spostando Girolamo Modesti da Washington a un distributore di gasolio di Fidenza. Rivori ha allora controbattuto acquistando «il Giornale» di Montanelli e aumentando ancora gli stipendi, di modo che la rubrica di prima pagina si chiamerà ora «Contocorrente». La Fnsi, per bocca di un nastro registrato da Luciano Ceschia, ha espresso la sua preoccupazione che si vada verso una concentrazione di testate.

Intanto, sui maggiori quotidiani, sono apparsi i seguenti significativi annunci:
AA Occasionissima vendesi piccola rivista di caccia e pesca come nuova quattro redattori più servizi, piccolo fattorino modeste esigenze in omaggio quintale carta e due quintali vermi da trota mai usati.
AAA Serissimo quotidiano del pomeriggio bella presenza 40 redattori provata esperienza piccolo difetto deficit quattro miliardi libero subito disposto anche diventare giornale mattino o elenco telefonico scrivere casella postale 456 cestinansi anonimi.
AAA Vecchio quotidiano tipico rustico lombardo con capocronista che racconta storiella «cane che morde uomo fa notizia», inviato amico di tassisti che ha viaggiato sull’Orient Express, elzevirista che scrive ancora con la cannetta, abusivi entusiasti, archivista isterico, collegamento con maresciallo questura, cerca grande editore tipografia in legno di noce, cucina casalinga, operai socialdemocratici. Un miliardo trattabile.
E, per finire, è di ieri la notizia che Mondazzoli ha acquistato «L’Eco di S. Antonio» della missione di Mkduguwu (Kenya), diretto da padre Eliseo. In prima pagina c’era la scritta: fate una gentile offerta. Mondazzoli ha risposto: un milione per la testata e mezzo milione per le attrezzature. L’affare è andato in porto.