[an error occurred while processing this directive] StefanoBenni.it - La tribù di Moro Seduto - Laggiù nel Far-West


Stefano Benni presenta... La tribù di Moro Seduto - Laggiù nel Far-West

[ Sito “Validato W3C” — Risoluzione 800×600 — Hosting: OVH.it — WebMaster: Fabio Poli — e-mail: info@stefanobenni.it ]

I N D I C E
Una Dc tutta nuova
Gli Agnelli a Gabicce
Enrico, abbiamo il 51%
Dove sono cosa fanno
Giulione e i sacrifici
Fanfani, il fungo marziano
Economia domestica
Arrivano i tecnici
Tanassi con le ali
Caro Enrico...
L’amico americano
La grande stampa
Mi gioco il banco (di Napoli)
Per un King Kong italiano
Racchetta nera
L’ultima cena di Zac
Tema: è Natale
Le favole di nonno Gianni
Amen
Cuore di manager
La vendetta di Donat-Cattin
Mondazzoli e Rivori
Spennacchiotti all’Inquirente
Andreotti e Nembo Sid
Arrivano gli indiani
Laggiù nel Far-West
Autoblindocritica
Tutti gli indiani del presidente
Direttissima
Handicap o cavallino?
Come vivi la tua crisi
C’è operaio e operaio
Gesù, che passione
Incontriamoci
Siamo tutti in procinto
Visita guidata alle bellezze di Roma
Piccolo Bullone, indiano metropolitano, sta nella sua tenda, fumando una pipa con hascisc, marijuana e peperonata. Ha il volto dipinto dei colori di guerra, giallo e rosso con numero sette e figurina di Rocca sulla fronte. Sta cercando di capire se quello che viene dalla collina è un segnale di fumo del fratello, o lo scarico di Porto Marghera. Riconosce la scrittura del fratello. Dice: «Tutto bene, manifestazione tranquilla, servizio d’ordine impeccabile, poliziotti cordiali, braccio rotto, est robetta. Bacioni da tua madre, Piccola Pressa e da tuo fratello, Alce Saldatore».
Piccolo Bullone sospira, mandando al cielo una nuvoletta bestiale che viene annusata da un branco d’anatre, che subito si danno allo sballo componendo la bomba acrobatica della pattuglia tricolore. La squaw Piccola Manovella è in cucina che prepara gli slogan per il marito. «Mi raccomando, fammene tanti» dice lui. «Oggi potrei incontrare Cossiga.»
Un brivido lo percorre nel pronunciare il temuto nome. Cossiga, il demonio della prateria. L’uomo che cavalca come John Wayne, beve come un Prinz, segue le piste come pare a lui, fa a pugni come Monzon, scia come Thoeni, bacia come Bronson e spara come un orefice. Tutti gli indiani, quando sentono il suo nome, invocano Manitù e la Convenzione di Ginevra. Piccolo Bullone prende il fedele Sette Barrato, il tram che lo ha sempre accompagnato nelle sue scorribande nella prateria.
«Vecchio mio,» gli dice «ne abbiamo fatta di strada insieme» e lo carezza sul muso. Il conducente lo diffida. Ed eccoli cavalcare insieme. Il paesaggio di tutti i giorni: camions, canyons, supermarket, cactus, il solito coyote attraversa la strada senza guardare. Piccolo Bullone scende da Sette Barrato: il suo sguardo è attento. È a caccia di un lavoro. Sa che prima o poi passerà di lì. Si sdraia per terra e poggia l’orecchio al suolo. Rumore di passi, sempre più vicino. Un gatto selvatico, forse, a un chilometro dal canyon del bufalo. Si fa più attento. Peccato. Non era un gatto selvatico a un chilometro nel canyon del bufalo, era un camion di profilati a duecento metri da piazzale Cordusio. Piccolo Bullone viene investito, trascinato, strapazzato e lasciato esanime sull’asfalto. I colori di guerra si sono un po’ sciupati.
«Che Manitù ti ingolfi le candele!» urla Piccolo Bullone, infuriato. Alza gli occhi e, orrore, si trova di fronte nientemeno che Cossiga, con la sua terribile banda chiodata. C’è il brigadiere Cipolla, trombone chiodato, con quattro sassofoni chiodati, l’appuntato Di Giuseppe con il clarino pieno di pallini da caccia, trombe chiodate, oboes, fagotti chiodati, tamburi da rallye e una gran cassa con le gomme da neve. La banda chiodata suona prima tre squilli, poi l’Inno di Mameli, poi Piccolo Bullone.
«Molte lune sono passate dal sessantotto» dice Piccolo Bullone mentre lo suonano «ma l’ordine pubblico è sempre quello.»
«Fuma la pipa e sta’ zitto! potessi fare io il disoccupato come te» dice Cossiga, e si mette a cantare una triste canzone western che carabinieri e cowboys cantano nei bivacchi notturni attorno al fuoco quando proprio non sanno più che cosa fare. Piccolo Bullone lo accompagna col banjo e il brigadiere lo accompagna in questura.
Là, dove la parola legge è solo la terza persona del verbo leggere.