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Stefano Benni presenta... La tribù di Moro Seduto - C’è operaio e operaio

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I N D I C E
Una Dc tutta nuova
Gli Agnelli a Gabicce
Enrico, abbiamo il 51%
Dove sono cosa fanno
Giulione e i sacrifici
Fanfani, il fungo marziano
Economia domestica
Arrivano i tecnici
Tanassi con le ali
Caro Enrico...
L’amico americano
La grande stampa
Mi gioco il banco (di Napoli)
Per un King Kong italiano
Racchetta nera
L’ultima cena di Zac
Tema: è Natale
Le favole di nonno Gianni
Amen
Cuore di manager
La vendetta di Donat-Cattin
Mondazzoli e Rivori
Spennacchiotti all’Inquirente
Andreotti e Nembo Sid
Arrivano gli indiani
Laggiù nel Far-West
Autoblindocritica
Tutti gli indiani del presidente
Direttissima
Handicap o cavallino?
Come vivi la tua crisi
C’è operaio e operaio
Gesù, che passione
Incontriamoci
Siamo tutti in procinto
Visita guidata alle bellezze di Roma
Dall’archivio segreto della Confindustria, reparto schedature, dopo alcune indagini svoltesi a Treviso e altrove.

Scheda 16588 B. Operaio Matteo Pastrone, anni 45, pugliese. Soggetto irascibile, svogliato. Restato con tre dita sotto una pressa, ne approfittava per fare in continuazione le corna al caporeparto. Addetto alla lavorazione fenoli tossiva in continuazione disturbando i compagni. Alla richiesta di cure, gli veniva dato un tubetto di Vicks Vaporub che egli però restituiva a un dirigente della fabbrica suggerendogli di fame un uso anomalo. Per la sua distrazione perdeva una chiave inglese, poi un polmone, e quindi perdeva il lavoro. Sospetto di simpatie per la sinistra.

Scheda 15444 TD. Operaio Sandro Mastelloni, anni 18, bergamasco. Soggetto infido, pigro. Già a nove anni si rifiuta di trasportare un sacco di ritagli di ferro, dicendo che è troppo pesante per un bambino. All’obiezione che a nove anni Giovanni Agnelli sapeva già firmare un assegno, risponde con un pemacchio. Licenziato. Sospetto di simpatie per la sinistra.

Scheda 345 N. Operaio Aldo Scandellari, 65 anni, modenese. Soggetto fannullone e disordinato. Già a 64 anni si rifiuta di salire su un’impalcatura di 30 metri senza cintura di sicurezza. All’obiezione che a 62 anni Attilio Monti sapeva già scrivere «Eridania» senza che nessuno gli tenesse fermo il quaderno, risponde pisciando dall’alto sulla testa del caporeparto, causandogli alopecia e nevralgia. Licenziato. Si sospetta che sia iscritto al Pci da 43 anni.

Scheda 17655 G. Operaio Nando Scatti, 47 anni, fiorentino. Soggetto piantagrane e provocatore. Rifiuta le gratifiche per non scioperare. Sempre nel consiglio di fabbrica, non accetta i consigli della direzione, e consiglia male gli operai. Spostato alla lavorazione del piombo tetraetile, dopo alcuni svenimenti iniziali, si assuefà ai gas, come gli scarafaggi al Ddt. In segno di sfida, mangia due chili di carta moschicida alla mensa aziendale. Rifiuta una promozione. Si scontra con i crumiri a più riprese. Contesta il lavoro nero all’interno. A nulla serve un colloquio di tre ore con il parroco locale, Adelmo Bozzo, che gli agita lo spettro dell’inferno, né un colloquio di tre ore col dirigente Falavigna che gli mostra la disastrosa situazione patrimoniale dell’azienda. Proprio mentre lo Scatti, commosso dal Falavigna e dalla stampa, sta per moderare il suo atteggiamento, giunge la notizia che il padrone della fabbrica è stato sorpreso a Chiasso con 600 milioni in una valigia. Dilatando un normale episodio di golosità (il padrone aveva intenzione di comprare della cioccolata svizzera, di cui la moglie è parecchio ghiotta), lo Scatti imbastisce una immonda canea, proponendo uno sciopero. Viene pescato ai cancelli mentre cercava di svignarsela portando nascosto in tasca un bullone. Denunciato, licenziato. Sospetto di appartenere alle Br.

Scheda 67555 N. Operaio Ludovico Del Ben, padovano, 55 anni. Operaio modello, mai un giorno assente dal lavoro. Presente al reparto anche con 39 di febbre. Tanto, diceva, nel reparto c’è un altiforno che fa 400 gradi, sono abituato. A 34 anni perde una mano in un incidente. Impara a votare Dc con la sinistra. Gentile e remissivo, non protesta quando, dopo aver perso anche un piede, viene messo a pulire le cisterne di acido solforico. Dimenticato in una cisterna sei mesi, impara lo spagnolo e scrive una commovente lettera al Papa, chiedendo una scala. Tirato fuori, è rimesso dentro quasi subito perché ormai impregnato. A 55 anni, il miracolo. Sotto gli occhi dei compagni di reparto, viene assunto in cielo in una gran luce. Il parroco ne propone la beatificazione col nome di San Ludovico Cisternino. Il padrone propone di mettere il suo nome a un’acqua minerale. Il consiglio di fabbrica sparge la falsa voce che il Del Ben non è stato assunto in cielo, ma è saltato in aria perché ha acceso un sigaro dentro la cisterna. Certa gente non ha proprio rispetto di niente.

Scheda 1877 T. Operaio Mario Einaudi, addetto al reparto polverizzazione banconote. Scheda mancante. S’è mangiato anche quella.

Scheda 7543 T. Operaio Umberto Agnelli, anni 44, torinese. Soggetto distinto, serio. Grande lavoratore, mani callose, famoso tra i suoi compagni per una gamella d’oro con le iniziali, in cui mangiava la zuppa di fagioli, e per le sue barzellette sui preti. Dopo il lavoro, ama trovarsi con alcuni amici in un’osteria, da Hilton, dove fanno le ore piccole bevendo, giocando a carte e parlando di correnti. Ha un fratello che lavora nella sua stessa fabbrica. Unico neo, l’anno scorso gli si è dovuto cambiare reparto, perché era entrato in lite con tale Carlo Donat-Cattin che lo accusava di andare in giro negli intervalli giocando a ruzzola con un copertone. Non ha mai nascosto le sue simpatie per la Dc. Del resto anche se le nascondeva si vedeva dalla faccia.