Stefano Benni presenta... Non siamo stato noi - Caso Skappler: arrivano gli alpini

[ Sito “Validato W3C” — Risoluzione 800×600 — Hosting: OVH.it — WebMaster: Fabio Poli — e-mail: info@stefanobenni.it ]

I N D I C E
gli extraterrestri
Tutta la verità sul caso Skappler
Caso Skappler: arrivano gli alpini
I mostri d’estate
Aiuto gli Ufo
Anche per oggi non si vola
La fatina dai celerini turchini
Pianeta proibito
tutto quanto fa spettacolo
La gente bene
A proposito di maiali
Delitto a San Siro
Piccole emozioni
Portoinsvizzera
Vacanze tranquille
questi benedetti giovani
Offerte di lavoro
Okay, okay
Se potessi avere cento punti al mese
Radio libera
Prima della riforma
Trovar casa a Bologna
Qualche appunto per un decennale
culturame
È morto Cimoni
Diario di un intellettuale
Una lezione di Berto
Finansa maledetta
Vademecum Di Bella
La maturità di Francesconi
sui massimi sistemi
Amnesy International
Il tempo, il tempo
Facciamo un altro disoccupato
Caro Enrico
Telegrammi
Frasi celebri
Sacrilegio nella santa stalla
alla guerra come alla guerra
Oh, quante belle teste
Oktoberfest
Il computer
Piove
Stato di primavera
forza italia
Forza azzurri
I misteri della fede
Ultime notizie dall’Italia
Era il migliore di tutti noi
La morsa implacabile della giustizia italiana si stringe sul caso Skappler. Esperti di tutto il paese sono convogliati al Celio: è un concentramento di intelligenze che per la sua intensità ricorda i migliori anni del festival di Sanremo.
Si scontrano varie tesi. Per il ministro Lattanzio è ancora valida la tesi della valigia. Il ministro ha avuto un colloquio con la suora del Celio. La suora ha promesso di pentirsi e ritrattare la sua versione e il ministro ha promesso di pentirsi e di non andare mai più a vedere un film con Carmen Villani.
Per il generale Mino il colonnello Skappler è stato calato dentro il montacarichi dei cibi, sdraiato su un contorno di patate. Un cuoco avrebbe asserito di averlo visto passare e anzi di aver avuto una vivace discussione con un collega sul fatto se esistessero o no porchetti con la barba. Quello su cui non ci sono dubbi è l’auto usata per la fuga, che è una 132 rossa, o una Bmw, o un Audi, o un Opel Commodore, o una cinquecento color crema targata Taranto o una cinquecento color taranto targata Crema.
Intanto l’appuntato Falso è stato ricoverato in ospedale per un attacco di diarrea di origine psicosomatica.
La tesi che ora è più seguita è però la seguente: il colonnello è stato calato dalla moglie con una fune dalla finestra, imbracato come una cassa, e caricato in macchina. Oppure si è calato giù per la corda con la forza delle braccia, ha dondolato prendendo la spinta e con un balzo di sessanta metri è piombato su un elicottero che lo attendeva in aria. Annelise lo avrebbe raggiunto lanciandosi dalla finestra su un tappeto elastico che l’ha fatta rimbalzare oltre il muro di cinta, ove l’attendeva un cavallo bianco su cui Annelise è piombata a gambe larghe, partendo poi al galoppo verso Fiumicino, dove alcuni addetti l’avrebbero vista balzare giù dal cavallo e piombare al volo su una moto giapponese con cui, prendendo la spinta su un trampolino, Annelise si è ricongiunta al marito sull’elicottero in volo. Il comandante dei vigili del fuoco di Roma, ing. Pastorelli, a chi gli chiedeva se credesse a questa versione ha risposto laconicamente «tecnicamente è possibile». Il procuratore generale militare, generale Ugo Foscolo, ha dichiarato: «Un dì, s’io non andrò sempre fuggendo / di terra in terra...». Il ministro Lattanzio ha dichiarato che la colpa è comunque del capitano Capozzella. In ogni caso la moto della fuga è senz’altro una Gilera, o una Benelli, o una Suzuki arancione o tutt’al più un Galletto Guzzi guidato da un prete e con un cane sul portabagagli.
Il capitano Capozzella è stato ricoverato con un attacco di eczema di origine psicosomatica.
Sono intanto arrivati due esperti generali degli alpini, il generale Raduno e il generale Sfilata, i quali avevano un compito assai arduo: stabilire se lo spezzone di corda trovato al Celio era effettivamente da alpinista. Il generale Sfilata ha esaminato lo spezzone, fotografato il muro, ispezionato ogni dove e al termine ha detto che la corda potrebbe essere da alpinista, ma anche da stendere un grosso bucatone o addirittura da legare una grossa barcona al pilone di un molone.
Inoltre sul muro ha trovato segni di sfregamento di un corpo tedesco, brandelli di pigiama, uno scarafaggio e la scritta «ti amo, Carmela». Lo scarafaggio è attualmente sotto interrogatorio. Il generale Raduno ha invece esaminato un altro spezzone di corda, provando anche se era in grado di reggere tecnicamente un corpo. La corda non ha retto e il generale è tecnicamente precipitato nel water della camera di Skappler. L’alto ufficiale, infatti, per un tragico errore, stava ispezionando la catena dello sciacquone. Alcuni sommozzatori sono partiti al recupero. Non hanno trovato il generale, bensì una Bmw rossa col motore acceso. Si è fatta così strada l’ipotesi che il colonnello sia fuggito via fogne.
Intanto sono stati convocati, quali nuovi esperti, il generale dei para Lomellini, l’ex-Tarzan Johnny Weissmuller e il trio acrobatico Codonas, trapezisti spagnoli. Alla domanda se Skappler poteva fare tutti questi voli e acrobazie malato com’era, l’equipe di esperti medici si è spaccata in due. Secondo alcuni la malattia di Skappler (sindrome di Forlani-Schmidt) sta regredendo lentamente, in sintonia con l’economia europea. Secondo altri la malattia di Skappler era evidentemente di origine psicosomatica. Domani «Novella 2000» uscirà con il titolo: E’ fuggito per amore aiutato dalla bella Solvi, in cui si sostiene che Skappler è stato liberato da Solvi Stubing (l’attrice della birra Peroni), che, innamorata di lui, l’ha portato via dentro una bottiglia da un litro.
L’onorevole Trombadori, in un articolo sul «Corriere» sostiene che non è bello approfittare del caso Skappler per gettare discredito sullo Stato e conclude con la frase: «L’Italia è un paese in cui a tutti è permesso manifestare il proprio dissenso: a nessuno è quindi permesso manifestare il proprio dissenso da un paese che permette a tutti di manifestare il proprio dissenso». In Germania, intanto, Annelise Skappler ha battuto per k.o. alla sesta ripresa l’americano Ken Norton (il popolare Mandingo) in un incontro valevole quale semifinale per il titolo mondiale dei pesi massimi. La finale tra la Skappler e Cassius Clay avrà luogo a Manila, ai primi di febbraio. Sul caso Skappler verrà girato un film dal titolo Il circo, con gli Skappler nel ruolo di due acrobati, e moltissimi pagliacci. Il governo Andreotti esce dalla vicenda scosso, ma, secondo l’opinione comune, notevolmente rafforzato.