Stefano Benni presenta... Non siamo stato noi - A proposito di maiali

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I N D I C E
gli extraterrestri
Tutta la verità sul caso Skappler
Caso Skappler: arrivano gli alpini
I mostri d’estate
Aiuto gli Ufo
Anche per oggi non si vola
La fatina dai celerini turchini
Pianeta proibito
tutto quanto fa spettacolo
La gente bene
A proposito di maiali
Delitto a San Siro
Piccole emozioni
Portoinsvizzera
Vacanze tranquille
questi benedetti giovani
Offerte di lavoro
Okay, okay
Se potessi avere cento punti al mese
Radio libera
Prima della riforma
Trovar casa a Bologna
Qualche appunto per un decennale
culturame
È morto Cimoni
Diario di un intellettuale
Una lezione di Berto
Finansa maledetta
Vademecum Di Bella
La maturità di Francesconi
sui massimi sistemi
Amnesy International
Il tempo, il tempo
Facciamo un altro disoccupato
Caro Enrico
Telegrammi
Frasi celebri
Sacrilegio nella santa stalla
alla guerra come alla guerra
Oh, quante belle teste
Oktoberfest
Il computer
Piove
Stato di primavera
forza italia
Forza azzurri
I misteri della fede
Ultime notizie dall’Italia
Era il migliore di tutti noi
In Italia secondo dati del 1976, c’è un maiale ogni sei abitanti. Esattamente 9 milioni 572.000 maiali, che voi non vedete quasi mai perché sono animali estremamente casalinghi, ma che se decidessero di sfilare tutti insieme, con striscioni e tutto il resto, paralizzerebbero ben più di una grande città. Sono pochi, se li confrontiamo ai 236 milioni della Cina, o ai 49 milioni degli Stati Uniti. Anche in percentuale, la Polonia ci supera: ha un maiale e mezzo per abitante. Vi sono paesi sudamericani dove invece il maiale è molto raro. Intere città non hanno che un solo maiale. I maiali vengono messi negli zoo, come rarità. I prosciutti si fanno con altri animali, come i canarini e i cadaveri.
Ma veniamo al punto. Nel mondo ci sono 646 milioni 983.000 maiali (dati del 1976). I maiali hanno raggiunto i vertici in ogni campo della politica, dell’economia, della cultura. L’ultimo Nobel della medicina, Grandtchen, pur non essendo un maiale, è estremamente roseo. Il presidente Carter non ha mai nascosto le sue simpatie per i maiali, giungendo a farsi ritrarre a braccetto con alcuni di loro all’uscita dei night. Il maestro di sci di Ford era un maiale, e metà dei maiali americani sarebbero ottimi sciatori se trovassero degli scarponi adatti. In tutti gli sport, i maiali si sono sempre distinti. Il record del mondo dei 100 metri appartiene, ad esempio, a un maiale, con il tempo di 8’87. Tale record non fu omologato perché il maiale non tagliò il filo d’arrivo, passandoci sotto. I maiali nuotano e tirano con l’arco. I maiali sono poeti e scrittori, pittori e scultori. La Gioconda non fu dipinta da Leonardo da Vinci, ma dal suo amico maiale. La cupola del Duomo di Firenze è ispirata a una mezza mortadella.
Cagliostro era un maiale. Giulio Cesare era un maiale. Napoleone non era un maiale, ma diceva che avrebbe dato metà del suo esercito per esserlo. Quando morì, fece scrivere sulla sua tomba:
«Qui giace Napoleone Bonaparte — Maiale». E sopra, un fregio a forma di zampone.
Di notte, dieci maiali veri entrarono nel cimitero e distrussero la tomba, lasciando la scritta. Furono tutti impiccati e insaccati.
Alla battaglia di Trafalgar, l’ammiraglio Nelson ebbe la premonizione della vittoria vedendo volare nel cielo un grande maiale alato con la scritta Salumi Bellentani. Quando morì, volle che metà del suo corpo fosse cremato e sparso nell’Atlantico, e l’altra metà distribuita in ciccioli ai poveri di Londra.
Il grande filosofo Einstein soleva dire: «In noi tutti c’è del prosciutto nascosto: sta a noi fare in modo che salti fuori». Prima di morire Einstein fu fatto maiale ad honorem, ed ebbe anche una cattedra di maialogia che però lasciò per andare in India, dove come è noto, gli indiani non mangiano maiali (né tantomeno salumi) e mettono infatti come ripieno nei panini fogli di carta di giornale.
Si racconta, a tal proposito, un curioso episodio. Einstein andò a trovare Gandhi. Lo trovò che suonava una batteria fatta di maiali di varie grandezze, mentre un suonatore di mahli (tromba fatta con un maiale cavo) suonava una dolcissima melodia. Come regalo, Einstein aveva portato a Gandhi sette etti di «Europeo» (gli indiani sono molto ghiotti di settimanali italiani, che sono estremamente rari nel loro paese). Gandhi gradì molto, mangiò il panino con «L’Europeo», ma poco dopo si sentì male e vomitò. Si scoprì che, nell’«Europeo» in questione, c’era la foto di un maiale a corredo di una pubblicità di salamini. Tanta era la sensibilità religiosa del Mahatma!
Einstein, desolato, chiese cosa poteva fare per scusarsi. Gandhi gli disse una frase che gli indiani si tramandano di padre in figlio: «Dammi dei soldi». Tanta era la saggezza del Grande.
Cervantes era un maiale e nel Don Chisciotte ci sono molte descrizioni di panorami visti con l’occhio tipico del maiale. Maiale, a detta di moltissimi, era anche Marcel Proust. David Copperfield era un maiale. Moby Dick altri non era che un gigantesco maiale col salvagente.
Ciò su cui la nuova sinistra dovrebbe riflettere, sono comunque i seguenti dati. L’Italia produce 6 milioni di quintali di carne di maiale ogni anno. Tale patrimonio è così articolato:
 8,8% scrofe da riproduzione.
 3,8% scrofe giovani da rimonta.
 1% verri in servizio.
 71,6% suini da macello.
 9,3% magroni.
 0,3% lattonzoli.
 3,8% scrofe a fine carriera riproduttiva.
 0,7% verri a fine carriera riproduttiva.
(Questi ultimi, malgrado il piano a medio termine per il reinserimento dei vecchi maiali nel contesto sociale, vanno ormai scomparendo negli ospizi e nelle spuntature).
Tra i maiali non esiste disoccupazione. Tutti hanno un lavoro: fanno cioè i maiali. Molto alto, invece l’assenteismo. Più del 56% cerca di scappare quando lo vogliono mangiare. Ciò non è bello e è stato oggetto di aspre polemiche tra Confindustria e sindacati.
Ogni italiano mangia dieci chili di maiale al giorno. Poco, rispetto alla Francia che ne mangia 22 chili. Del maiale si mangia tutto. Carne, ossa, vestiti, oggetti personali. L’orologio di maiale è una squisitezza nota in tutto il mondo. Con la selezione razionale e l’incrocio si possono produrre animali con il 50% di prosciutto e lombata sull’intera carcassa. Guardate lo sguardo con cui ad esempio i democristiani guardano un maiale. Esso è la prova che il nostro è un paese industrializzato, di cui la golosità è una grande spinta produttiva. Dio benedica il maiale e ce lo conservi.

Se davvero i porci
li ammazzassimo tutti
molti invece dei ministri
farebbero i prosciutti
(Detto popolare modenese)

Ei mi guardò col viso suo sereno
e con la zampa mi fe’ un cenno muto
mi disse «ahimè» mi sento venire meno
questa valle di lacrime saluto
addio, ghiande dorate, addio pastone
in cui tuffavo il grugno goloso
addio, ghiande dorate, addio pastone
parto per l’ultimo estremo riposo
presto sarò mortadella e zampone
ma non è questo che mi fa dispetto
è che nel darmi l’estrema unzione
il prete ha prenotato lo zampetto
(Poesia popolare)

Macedonia di maiale (ricetta per sei persone)
Prendete un maiale Cinto senese, una scrofa Duroc, un verro Lankshire, due lattonzoli Landrace, un maiale Large White, un maiale Wessex Saddleblack e un Casertano da ingrasso, e metteteli dentro un ascensore al decimo piano, con una bottiglia di maraschino e un pacchetto di zucchero. Tagliate di colpo la corda dell’ascensore, scendete a pianterreno e servite il tutto ben freddo con una buccia di limone.