Stefano Benni presenta... Non siamo stato noi - Radio libera

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I N D I C E
gli extraterrestri
Tutta la verità sul caso Skappler
Caso Skappler: arrivano gli alpini
I mostri d’estate
Aiuto gli Ufo
Anche per oggi non si vola
La fatina dai celerini turchini
Pianeta proibito
tutto quanto fa spettacolo
La gente bene
A proposito di maiali
Delitto a San Siro
Piccole emozioni
Portoinsvizzera
Vacanze tranquille
questi benedetti giovani
Offerte di lavoro
Okay, okay
Se potessi avere cento punti al mese
Radio libera
Prima della riforma
Trovar casa a Bologna
Qualche appunto per un decennale
culturame
È morto Cimoni
Diario di un intellettuale
Una lezione di Berto
Finansa maledetta
Vademecum Di Bella
La maturità di Francesconi
sui massimi sistemi
Amnesy International
Il tempo, il tempo
Facciamo un altro disoccupato
Caro Enrico
Telegrammi
Frasi celebri
Sacrilegio nella santa stalla
alla guerra come alla guerra
Oh, quante belle teste
Oktoberfest
Il computer
Piove
Stato di primavera
forza italia
Forza azzurri
I misteri della fede
Ultime notizie dall’Italia
Era il migliore di tutti noi
Uno che telefona per sapere se i film dei fratelli Marx sono in inglese.
Uno che telefona: «Vi interessa che qua sotto c’è uno con la testa spaccata, tutto il sangue, la Lambretta distrutta una scarpa qua e una là, un macello.»
Uno che vuole Elisa.
Un compagno che vuol vendere un giradischi.
Una compagna che vuol vendere dei criceti.
Uno che vuole i Genesis quel pezzo dell’album che ha copertina blu, il terzo della seconda facciata o il secondo della terza facciata quello che comincia za-da-za-da-daaaaa, babum, taratara, rirarara, ma dai, come non capisci?
Uno che vuol sapere se c’è assemblea.
Uno che vuol sapere cos’è successo ieri, che ha visto un sacco di pompieri.
Le cooperative, un militare, l’uomo dell’antenna, uno che vuol sapere cos’era quel pezzo di chitarra di ieri notte alle due e un quarto.
Uno che vuole Donna Summer con la dedica a Tiziana e Cristina le più belle del Bar Gina scusa, ma non siete «Radionotizie 101»? Ah no? Chi siete?
Uno che dice com’è che non mettete mai del jazz.
Uno che gli interessa il fatto dei criceti della compagna di prima, uno che scusa posso venire a trovarvi, uno che vuole tre volte al giorno I treni per Reggio Calabria.
Uno che mi han rubato la bicicletta si può dire per radio che sono degli stronzi?
Uno che cerca lavoro.
Il notiziario, seimila licenziamenti, il collettivo politico giuridico Catalanotti giuro che entro una settimana chiudo l’istruttoria, giuro giuro in vacanza a Palinuro, il consiglio di quartiere Mazzini e poi ieri, cioè oggi, no domani lo spettacolo al centro Cabral ecco un compagno che ci telefona in diretta da Lettere, ecco vai pure non si sente niente vaffanculo scusate.
Uno che scusa quand’è lo spettacolo al centro Cabral?
Uno che vuole Raundzetaunenzecauntriamoulchinbebi dei Vezeriport scusa ti passo un compagno che sa l’inglese.
Uno che vende una racchetta, tre ellepì, batte a macchina tesi, porta fuori i cani.
Uno che vuole Elisa.
Uno che chiede cosa state trasmettendo adesso, uno che sente un sibilo, uno che c’è una radio che vi copre, uno che chiede come mai è una settimana che non trasmettete più? Uno che dice: «Allora arrivano i Genesis, che voglio registrarli?»
Uno che dice perché non mettete mai jazz e son due ore che è su un disco di Coltrane perché nessuno lo va a cambiare.
Uno che dice che mettiamo troppo jazz.
Uno che cerca un passaggio per Napoli.
Uno che vuole fare una rubrica di musica sarda.
Uno che vuol sapere perché c’è la polizia davanti al Fermi, uno che dice che c’è una pantera davanti al Fermi, uno che ha visto quattro autoblindo e un elicottero entrare al Fermi.
Uno che vuole esser pagato.
Il dibattito in diretta porcoddio non sono d’accordo compagni, vorrei rispondere al compagno di prima dunque premetto che io sono iscritto al Pci, io volevo dire due cose al compagno del Pci, senti io ero nel corteo e sono stata malissimo, io senti vorrei dire alla compagna di prima che le reazioni emotive mi stanno bene fino a un certo punto, porci rossi smetterete di trasmettere, scusa io non voglio andare in diretta non sarò in diretta adesso, no dai, ho dei problemi a andare in diretta, non è che mi hai messo in diretta, vero? Porcoddio queste cose il compagno Zangheri non le sa, sentite io è la prima volta che vi ascolto non sono di destra però devo dire che proprio dovreste stare più attenti alle sciocchezze che dite, pronto vorrei rispondere al compagno di prima quello che parlava della compagna di prima, perché mi sembra che abbia fatto un’analisi riduttiva, sono un gay questo è un intervento rosa per i compagni così bravi a far politica, porcoddio quel gay di prima m’ha fatto incazzare anche se dice delle cose giuste, scusa c’è Elisa? Come, state facendo un dibattito? Perché devo mettere giù? Io volevo dire che in questo dibattito di marxista c’è molto poco, senti, quand’è che finite con queste telefonate io sono qui da tre ore col registratore che aspetto i miei Genesis.
Uno che cerca un posto da dormire, uno che cerca una casa, dieci che hanno occupato una casa.
Uno che cerca una Lucia bionda e piccola di Siena.
Uno che vuol fare una rubrica sulla vivisezione.
Uno che avete l’indirizzo di Lucio Dalla?
Uno che ha telefonato all’indirizzo della compagna dei criceti e gli ha risposto il quartiere Mazzini.
Uno che vuole essere pagato.
«Radio Modena» è vero che ci sono stati degli scontri?
Elisa che dice mi ha cercato qualcuno?
Un annuncio chi vuole andare a spalare la neve in piazza.
Uno spiritoso che dice avete detto sparare in piazza.
Uno che dice chi è quel cretino che ha letto l’annuncio di spalare la neve sul pezzo dei Genesis che volevo registrarlo.
Il collettivo macrobiotico Zen-Origami-Shiatzu che fa un corso di mimo.
Uno che a Bazzano non si sente.
Uno che vende delle pinne.
Uno che perché non spiegate come si fa una boccia con la pece?
Uno che senti potresti prendere giù un comunicato sono sole tre cartelle.
Uno che vuole risentire l’intervista del sindacato ferrovieri perché era a lavorare.
La mamma di Elisa, i radicali, «Radio Mariposa» e un compagno greco, che vuole Theodorakis.
Un criceto che telefona qua dove sono adesso sto malissimo.
Uno che, senti, ce l’hai Soli nel bosco di Junior Magli?
Uno che apre la porta della sala trasmissione e urla: «Fuori ci sono quei rompiballe dei naturisti» col microfono aperto.
Uno che più musica classica e più John Cage e quanti siete e come vi pagate e troppo lunghe le notizie e basta con ’sto rock tedesco e avete pubblicità e tu chi sei e coraggio insistete forza comunque «Radio Alice» è molto meglio.
Uno che stasera sto pensando seriamente a uccidermi.
Uno che cerca Elisa.
Uno che senti, ok il pezzo dei Genesis ma non è quello che volevo io.
Uno che sono qui al freddo davanti al centro Cebral, è tutto chiuso e non c’è un’ostia di niente.
Una scarica, un fischio, un disco che salta, uno che stona, un compagno che non riesce a parlare, uno disinvolto, uno serio, uno brillante, uno educato, uno fumato, abbiamo al microfono da Roma Valentino Parlato, senti Valentino come valuti tu quello che è successo oggi, e poi i titoli dei giornali, le radio accese in prigione, le radio chiuse, le radio che spuntano e non c’è mai una lira, e tanti signori seri che preparano una riforma per la regolamentazione dell’informazione democratica che non può essere lasciata in balia dei grandi monopoli privati né d’altra parte lo spontaneismo un minimo di professionalità e questa è la nostra sigla di chiusura buonanotte e il mixer spento e le luci spente e uno che telefona io son sempre qua come un cretino che aspetto quel pezzo dei Genesis dai non fatemi un bidone che oltretutto sono fuori sede di Campobasso e ho l’influenza.