Stefano Benni presenta... Non siamo stato noi - Vademecum Di Bella

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I N D I C E
gli extraterrestri
Tutta la verità sul caso Skappler
Caso Skappler: arrivano gli alpini
I mostri d’estate
Aiuto gli Ufo
Anche per oggi non si vola
La fatina dai celerini turchini
Pianeta proibito
tutto quanto fa spettacolo
La gente bene
A proposito di maiali
Delitto a San Siro
Piccole emozioni
Portoinsvizzera
Vacanze tranquille
questi benedetti giovani
Offerte di lavoro
Okay, okay
Se potessi avere cento punti al mese
Radio libera
Prima della riforma
Trovar casa a Bologna
Qualche appunto per un decennale
culturame
È morto Cimoni
Diario di un intellettuale
Una lezione di Berto
Finansa maledetta
Vademecum Di Bella
La maturità di Francesconi
sui massimi sistemi
Amnesy International
Il tempo, il tempo
Facciamo un altro disoccupato
Caro Enrico
Telegrammi
Frasi celebri
Sacrilegio nella santa stalla
alla guerra come alla guerra
Oh, quante belle teste
Oktoberfest
Il computer
Piove
Stato di primavera
forza italia
Forza azzurri
I misteri della fede
Ultime notizie dall’Italia
Era il migliore di tutti noi
Pubblichiamo in esclusiva due pezzi che Franco Di Bella ha fatto circolare nella redazione del «Corriere», come proposta di stile per i pezzi futuri, per migliorare un giornale cui ci è tornato dopo una parentesi al «Carlino» ma dal quale il cuore non vi era mai rimasto lontano.

Il generale Mino, dell’Arma benemerita, mentre si accingeva a premiare alcuni carabinieri particolarmente distintisi nell’espletamento del proprio servizio, procedendo in elicottero con tale signorina Augusta Bell e cinque commilitoni, a rilevanza dei tecnici pare per cedimento della netturbina, precipitava al suolo causandone la morte. Sul posto si recava prontamente la Polstrada per gli accertamenti di rito. Gli agenti Santoro e Pacifico come da verbale asserivano essere i corpi cinque non ritrovandosi affatto quello della signorina Bell. E’ comune sospetto che la caduta dell’elicottero sia stata provocata dal fatto che esso non riusciva più a stare per aria.
Riguardo alle voci di un attentato in quanto il generale Mino avrebbe saputo cose su Anzà che avrebbe saputo cose su Rocca che avrebbe saputo cose su Spiazzi, della cosa è stata interessata la buoncostume. Al posto del generale Mino subentrerà il generale Corsini, il quale proviene dalla divisione Folgore, mirabile fucina, il quale passerà oggi in rassegna il quarto autoreparto misto in una breve ma significativa cerimonia alla caserma Perotti alla presenza delle più alte autorità tra le quali i colonnelli Bastone e Grandi cui seguirà una spericolata e ardita esibizione di carosello motociclistico con virile rinfresco con gentile preghiera di pubblicazione grazie.

L’iniziativa di alcuni coraggiosi cittadini ha sventato l’impresa criminale di un malvivente. E’ accaduto ieri a Milano, alle 18,30, all’angolo tra corso Sempione e via Agucchi, davanti al Bar Domìziano. Alvaro Beruschi, 56 anni, commerciante e il fratello Aldo, 45, guardia giurata della Membopol, erano intenti a parlare pacificamente del Derby che finalmente riguarda l’alta classifica, quando vedevano un cane di tipo cocker assai male in arnese aggirarsi con fare sospetto nei pressi di una pacifica Bmw. Insospettiti dal fatto che l’animale annusasse ripetutamente con occhi allucinanti una gomma, essi chiamavano rinforzi e subito giungevano Nino Bovinelli, 55 anni, gestore di cinema e la moglie Luisa, brava cuoca, e il figlio Benito, 22 anni, cintura marrone di karaté. Nel frattempo alcuni passanti telefonavano alla polizia e ai giornali.
Il cane a questo punto alzava la gamba e con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso pisciava sulla gomma della Bmw, nel far ciò a detta di testimoni, lanciando slogans antitedeschi. I cittadini si slanciavano all’inseguimento e dopo una breve colluttazione avevano ragione dell’energumeno, che veniva immobilizzato e tenuto fermo sotto la minaccia di quattordici pistole. Sul posto arrivava a sirene spiegate una pattuglia della volante che sfondava una vetrina di maglieria, investiva due preti, sbandava distruggendo un’edicola e si fermava dopo aver sparato varie raffiche di mitra. Il cocker, identificato per tale Pallino, di quattro mesi, era già noto alla polizia come appartenente a movimenti tossicomani dell’ultra sinistra, e sospettato di una rapina tra omosessuali slavi al Credito Italiano. La Bmw, risultata intestata a tale Stefano Delle Chiaie, veniva riconsegnata all’ignaro e riconoscente proprietario.