Stefano Benni presenta... Non siamo stato noi - La maturità di Francesconi

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I N D I C E
gli extraterrestri
Tutta la verità sul caso Skappler
Caso Skappler: arrivano gli alpini
I mostri d’estate
Aiuto gli Ufo
Anche per oggi non si vola
La fatina dai celerini turchini
Pianeta proibito
tutto quanto fa spettacolo
La gente bene
A proposito di maiali
Delitto a San Siro
Piccole emozioni
Portoinsvizzera
Vacanze tranquille
questi benedetti giovani
Offerte di lavoro
Okay, okay
Se potessi avere cento punti al mese
Radio libera
Prima della riforma
Trovar casa a Bologna
Qualche appunto per un decennale
culturame
È morto Cimoni
Diario di un intellettuale
Una lezione di Berto
Finansa maledetta
Vademecum Di Bella
La maturità di Francesconi
sui massimi sistemi
Amnesy International
Il tempo, il tempo
Facciamo un altro disoccupato
Caro Enrico
Telegrammi
Frasi celebri
Sacrilegio nella santa stalla
alla guerra come alla guerra
Oh, quante belle teste
Oktoberfest
Il computer
Piove
Stato di primavera
forza italia
Forza azzurri
I misteri della fede
Ultime notizie dall’Italia
Era il migliore di tutti noi
Foglio presentato all’esame di maturità dallo studente Enrico Francesconi.

TEMA 1: La Costituzione della Repubblica è garanzia di libertà e di democrazia. Riflessioni.
Non posso svolgere il tema perché non è specificato di quale repubblica estera si tratti.

TEMA 2: Pirandello, un interprete della crisi dell’uomo moderno.
Pirandello riassume in sé tutti i dubbi e le inquietudini dell’uomo moderno. La sua prosa è tra le cose più alte della prosa del Novecento. Nacque a Scafidi, paese dell’entroterra siciliano, da famiglia poverissima, e fin da piccolo mostrò la sua propensione per il teatro chiamando il suo orsacchiotto Molière. A dodici anni interpretò per la prima volta la crisi dell’uomo moderno, alla ricerca della sua identità, perdendosi sulla spiaggia di Igea Marina e venendo rintracciato attraverso un altoparlante. Leader di Lotta continua, in prima fila nel Sessantotto, partecipò alla battaglia di Valle Giulia lanciando domande angosciose sulla condizione umana contro la polizia. Inseguito, la sua fuga è una delle cose più alte tra le fughe del Novecento. Fondò una rivista: «Il Fico d’India» che fu più volte perquisita dalla polizia, fu arrestato, portato in carcere e picchiato perché scambiato per Bettega da secondini interisti. Morì mentre scriveva una lettera al Brunelleschi. Il suo carteggio è tra le cose più alte della posta del Novecento. Lascia nella cultura italiana un vuoto che sarà difficile colmare.

TEMA 3: Problemi e contraddizioni che emergono in seno alla società italiana dopo il raggiungimento dell’unità d’Italia.
Quando l’unità fu fatta, Cavour si arrabbiò con Garibaldi dicendo: «Orca, noi volevamo il Sud, ma mica mi avevi detto che era abitato». Ci fu subito una osmosi: dal Sud venivano al Nord a lavorare alla Fiat e dal Nord andavano sul Gargano. Il problema dei dialetti fu superato grazie all’adozione dell’inglese nelle scuole superiori. I problemi e le contraddizioni sono però oggi superati dall’unità tra i due maggiori partiti italiani, che apre la strada a una nuova unità. (L’ho letto sull’«Unità»).

TEMA 4: La lezione di Brunelleschi.
Brunelleschi ha insegnato qualcosa a tutti noi. Mi ricordo che, nel Sessantotto, ci trovavamo in gruppi di dieci, quindici persone in una vecchia soffitta. C’erano i primi spinelli, i dischi di Archie Sheep, e naturalmente, alcuni libri clandestini del Brunelleschi. Brunelleschi insegnò a tutti come fare una molotov, con la sua famosa idea del fiammifero antivento. I primi gruppi metropolitani selvaggi risentirono molto del Brunelleschi. Ricordo che molti di noi, allora, si fecero tatuare una cupola su un braccio. Gli operai erano affascinati dal Brunelleschi, anche se dicevano che era d’elite, ma magari di nascosto avevano un suo quadro in tinello. Marcuse confessa di dovere grande parte della sua formazione a Brunelleschi e, in parte, a Pirandello. La grafica del «Manifesto» deve molto a Brunelleschi e un nostro redattore quindicimila lire. Noi tutti dobbiamo molto a Brunelleschi: la sua scomparsa lascia un vuoto nella Cultura Italiana che sarà difficile da colmare.