Stefano Benni presenta... Non siamo stato noi - Sacrilegio nella santa stalla

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I N D I C E
gli extraterrestri
Tutta la verità sul caso Skappler
Caso Skappler: arrivano gli alpini
I mostri d’estate
Aiuto gli Ufo
Anche per oggi non si vola
La fatina dai celerini turchini
Pianeta proibito
tutto quanto fa spettacolo
La gente bene
A proposito di maiali
Delitto a San Siro
Piccole emozioni
Portoinsvizzera
Vacanze tranquille
questi benedetti giovani
Offerte di lavoro
Okay, okay
Se potessi avere cento punti al mese
Radio libera
Prima della riforma
Trovar casa a Bologna
Qualche appunto per un decennale
culturame
È morto Cimoni
Diario di un intellettuale
Una lezione di Berto
Finansa maledetta
Vademecum Di Bella
La maturità di Francesconi
sui massimi sistemi
Amnesy International
Il tempo, il tempo
Facciamo un altro disoccupato
Caro Enrico
Telegrammi
Frasi celebri
Sacrilegio nella santa stalla
alla guerra come alla guerra
Oh, quante belle teste
Oktoberfest
Il computer
Piove
Stato di primavera
forza italia
Forza azzurri
I misteri della fede
Ultime notizie dall’Italia
Era il migliore di tutti noi
Scena, Betlemme. Tutto regolare. La capanna, il bue, l’asinello, San Giuseppe, la Madonna, Gesù. Sulla capanna, la cometa e quattro robusti angeli con la fascia del servizio d’ordine. Pastori, pastorello e un questurino travestito che si riconosce subito perché ha messo le manette all’agnello. Tutto intorno muschio e fiumi di stagnola.
«Ho freddo» urla il bambino Gesù. Il bue sgancia un’alitata calda. «Aiuto, la Montedison» urla il bambino.
«Chiedo scusa» dice arrossendo il bue «ho mangiato molti porri».
Proprio allora, improvvisamente, grande movimento, gente che si accalca. Davanti alla capanna si ferma con gran stridor di freni una Mercedes nera. Un autista apre la porta ed escono tre signori con la corona da re e scarpe lucide, uno col mantello alla Bokassa, uno con l’uniforme alla Reza Pahlevi e uno in eskimo. Stupore di tutti. Un angelo cortese ma nerboruto vola giù e si piazza davanti.
«Desiderate?» chiede.
«Siamo i tre magi.»
«Era ora» dice la Madonna, «avete detto alle nove!»
«Un errore, madame» dice il primo re magio, «invece della cometa stavamo seguendo il jumbo per Londra. Ora che mi trovo qui, comunque, desidero esprimerle la mia più viva soddisfazione nell’inaugurare questa nuova edizione della fiera del Levante...»
«Maestà, maestà» gli da di spalla l’autista.
«Oh! E’ vero, che distratto! Permettete? Melchiorre. Caro Gesù, io le ho portato un bel regalo. Oro. Oro vero. Ci si può comprare tutto. Le case, le ville con riscaldamento, i giardini, la terra, lo spazio, i giudici, i giornali, la libertà, i voti, le coscienze, il lavoro, la salute...»
«Uhm» disse Gesù.
«E in cambio» continuò Melchiorre «non vogliamo niente. Solo che in futuro noi si possa fare il suo nome per un partito che, diciamo così ci aiuti a organizzare queste attività, a usare quest’oro per il nostro bene, e soprattutto per garantire la stabilità del nostro regno.
«Uhm» disse Gesù.
«Preferiremmo un po’ di biada» disse il bue.
«Zitto tu» disse l’angelo, e si fece avanti il secondo re magio, fumando un grosso sigaro.
«Io sono Baldassarre, pupo, e questo non farci caso è il mio fotografo. Ok pupo, non spaventarti per il flash. Un sorriso, pupo. Ecco tieni questa bottiglia in mano, ecco, così. E tu Giuseppe, dovresti dire ‘con questo freddo, un po’ di Whisky Blu Reale è quello che ci vuole ’.»
«Un momento...» disse san Giuseppe.
«Ok bello, senti, ti dispiace se metto qua nella capanna quattro pupe vestite da Babbo Natale? Qua, qua con i riflettori. Signora, per favore, si metta di profilo. Ok, senti, e su quel bue si potrebbe mettere la scritta Simmenthal per duecento bigliettoni? Eh? Cosa ne dici pupo?»
«Uhm» disse Gesù.
«Ok pupo, io ti porto incenso, cioè fama, celebrità, pubblicità. Abbiamo bisogno di tipi nuovi come te per vendere. Facciamo una bella festa, una volta all’anno, un giro di affari di miliardi, eh? Facciamo un contratto, diciamo il dieci per cento a te e il due e mezzo ai tuoi vecchi?»
«E io?» disse il bue.
«Anche per te, bellezza, anche per te. Che ne dici di una serie televisiva Grinta, il bue del West? Eh? Che te ne pare pupo? Firmiamo?»
«Uhm» disse Gesù.
A questo punto si fece avanti il terzo re.
«Caro bimbo» disse «se non mi sbaglio, questa non è proprio una reggia.»
«Ringrazia che c’è questa» disse la Madonna «pensa se nasceva a Bologna.»
«Dunque, se ben capisco» disse il re «sei senza casa, figlio di disoccupati, senza prospettive di lavoro, la polizia ti cerca e vuoi batterti per un mondo più giusto.»
«E’ proprio così» disse Gesù.
«Allora quello che ti serve» disse il re magio «è un abbonamento al ‘manifesto’.»
«Sacrilegio!» urlò un angelo.
«Bieca strumentalizzazione del Natale! Profanazione del suo significato religioso! Stravolgimento dei valori più sacri» urlò un angelo che aveva studiato molto.
«Capo, lo decapito con lo spadone di fuoco?» ruggì un angelo che aveva visto tre volte Star Wars.
«Un momento» disse la Madonna «io non ho fatto un figlio per dare una ideologia ai padroni, né per vendere dischi, zamponi, pellicce e panettoni. Ho fatto un figlio che dovrà stare dalla parte degli sfruttati, degli oppressi, parlare di solidarietà e combattere le ingiustizie. Se qualcuno fa queste battaglie, penso possa parlare del Natale, certo con più motivo di chi ci usa per vendere una cassetta di liquori o di chi si accorge una volta all’anno che ci sono i poveri.»
«Ben detto mamma!» gridò Gesù.
«Anche tu sei con loro!» disse san Giuseppe.
«Meglio loro che i primi due» disse Gesù Cristo «comunque, se vedrete sul giornale la sigla G. C, non equivocate, è solo Giorgio Casadio.»
E fu così che nessuno trovò da dire sul fatto che a buon diritto si potesse partire dal Natale e arrivare a fare pubblicità agli abbonamenti del «manifesto». O siamo meno di uno zampone?