Stefano Benni presenta... Non siamo stato noi - Oktoberfest

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I N D I C E
gli extraterrestri
Tutta la verità sul caso Skappler
Caso Skappler: arrivano gli alpini
I mostri d’estate
Aiuto gli Ufo
Anche per oggi non si vola
La fatina dai celerini turchini
Pianeta proibito
tutto quanto fa spettacolo
La gente bene
A proposito di maiali
Delitto a San Siro
Piccole emozioni
Portoinsvizzera
Vacanze tranquille
questi benedetti giovani
Offerte di lavoro
Okay, okay
Se potessi avere cento punti al mese
Radio libera
Prima della riforma
Trovar casa a Bologna
Qualche appunto per un decennale
culturame
È morto Cimoni
Diario di un intellettuale
Una lezione di Berto
Finansa maledetta
Vademecum Di Bella
La maturità di Francesconi
sui massimi sistemi
Amnesy International
Il tempo, il tempo
Facciamo un altro disoccupato
Caro Enrico
Telegrammi
Frasi celebri
Sacrilegio nella santa stalla
alla guerra come alla guerra
Oh, quante belle teste
Oktoberfest
Il computer
Piove
Stato di primavera
forza italia
Forza azzurri
I misteri della fede
Ultime notizie dall’Italia
Era il migliore di tutti noi
La Germania è un paese ricco di folclore e di simpatiche tradizioni. Le sue feste sono meta di turisti da tutto il mondo. Canzoni, allegria. In un clima di simpatico cameratismo. Ma non è la sola festa che ci sia in questo ottobre tedesco: non so se conoscete la Siebenjaegerfest (festa della caccia o del rimpiattino). Per questa festa ci si divide in due squadre: una la chiameremo i neri e l’altra i rossi. Giudice della gara è un signore, il «Bild Zeitung» (Maestro Ciambellano). Allo sparo di partenza chi non è rimasto incidentalmente ferito, scappa, e va a nascondersi. A questo punto la squadra nera, cantando una filastrocca propiziatoria e mantenendo l’assetto di marcia per non disperdersi, comincia il Krieg (cucù dove sei). I rossi possono nascondersi ovunque, dalle banche, ai giornali, agli ospedali. Quando un nero scopre un rosso grida: «Kommunist!» (t’ho visto, birichino) e il rosso è prigioniero; a questo punto c’è il Berufsverbot (penitenza) che può consistere in dire, fare, baciare, lettere e testamento. Le penitenze vengono applicate dai Politzai che sono dei giocatori neutrali, vestiti in costume tipico tirolese. A loro piacerebbe molto far fare l’ultima penitenza, ma non è sempre possibile.
Le variazioni a questo gioco sono molte e interessanti. Ad esempio, tutti possono partecipare, anche i vecchi e bambini, perché all’inizio del gioco vengono distribuite delle figurine con le facce dei rossi. Così, se si vede un rosso che si nasconde, si può telefonare al «Bild Zeitung» e si vince l’album per raccoglierle. Alla fine del gioco, si urla l’Heja-Heja-Ho, le cui parole dicono: «Chi è fuori è fuori chi è dentro è dentro» ma anche «Chi è fuori tra poco andrà dentro». Si premiano i vincitori (quasi sempre la squadra nera). La squadra che ha perso (il lavoro o anche peggio) dice: «Meno male che si gioca solo una volta all’anno». Si festeggia con wurstel, e tutto finisce in un bagno di birra. Si suonano i valzer di Strauss e vecchie canzoni ormai dimenticate, ritmate dal battere di scarponi. Musica mica tanto nuova in cucina.