Stefano Benni presenta... Non siamo stato noi - I misteri della fede

[ Sito “Validato W3C” — Risoluzione 800×600 — Hosting: OVH.it — WebMaster: Fabio Poli — e-mail: info@stefanobenni.it ]

I N D I C E
gli extraterrestri
Tutta la verità sul caso Skappler
Caso Skappler: arrivano gli alpini
I mostri d’estate
Aiuto gli Ufo
Anche per oggi non si vola
La fatina dai celerini turchini
Pianeta proibito
tutto quanto fa spettacolo
La gente bene
A proposito di maiali
Delitto a San Siro
Piccole emozioni
Portoinsvizzera
Vacanze tranquille
questi benedetti giovani
Offerte di lavoro
Okay, okay
Se potessi avere cento punti al mese
Radio libera
Prima della riforma
Trovar casa a Bologna
Qualche appunto per un decennale
culturame
È morto Cimoni
Diario di un intellettuale
Una lezione di Berto
Finansa maledetta
Vademecum Di Bella
La maturità di Francesconi
sui massimi sistemi
Amnesy International
Il tempo, il tempo
Facciamo un altro disoccupato
Caro Enrico
Telegrammi
Frasi celebri
Sacrilegio nella santa stalla
alla guerra come alla guerra
Oh, quante belle teste
Oktoberfest
Il computer
Piove
Stato di primavera
forza italia
Forza azzurri
I misteri della fede
Ultime notizie dall’Italia
Era il migliore di tutti noi
Nel primo mistero della fede contempliamo sant’Enrico
che capì d’aver sbagliato e si dichiarò pentito
dopo aver per lungo tempo vissuto nel peccato
aver attaccato la legge Reale, e il cuore dello stato.

E disse «compagni, il cielo mi ha indicato la via
la democrazia la salverà la polizia
in alto i cuori, in alto le mani
libertà per il compagno Tramontani»

Uno, due, tre
vota no, se credi in me
siam marxisti
ma un pochino anche Realisti

Nel secondo mistero della fede contempliamo san Rocco
che con il mitra in mano stava al posto di blocco
e diceva «alto là, chi va là» con voce tonante
e guai se il bloccato non si fermava all’istante.

E un giorno che un bambino su una bici rubata
non si fermò e tentò la fuga in volata
san Rocco inciampò, sei raffiche sparò
e in nome della legge una medaglia guadagnò.

Un, due, tre
vota no se credi in me
son nervoso
e c’ho il mitra difettoso.

Nel terzo mistero della fede contempliamo sant’Almirante
che era un democratico dall’aureola sfavillante
e decise di votare sì perché la legge Reale
non bastava, ci voleva una legge eccezionale.

E piangeva «la legge Reale vuole male
alla sana gioventù della destra nazionale
tutte le volte che capitano in tribunale
ci danno tre mesi con la condizionale.»

Un, due, tre
vota sì e sai perché
voglio l’ordine davvero
Nuovo e Nero.

Nel quarto mistero della fede contempliamo santa Brigata
che tutta s’era votata alla lotta armata
e per quanto i compagni le gridassero «vieni fuori»
se ne stava in convento a preparar caricatori.

E ogni tanto andava in trance e aveva le visioni
vedeva scritte nel cielo le rivoluzioni
e quando la Dc ebbe vinto le elezioni
disse «forse eran cattive le munizioni».

Un, due, tre
non votar se credi a me
non vinciamo
se qua in troppi decidiamo.

Nel quinto mistero della fede contempliamo sant’Amintore
che diceva «prima o poi qualcosa dovrò pur vincere»
e giocava a monopoli, a morra, alla carta voltata
e ogni volta prendeva una solenne stangata.

E disse «se mi va male con la legge Reale
mi lego Butini al collo e mi butto nel canale
(e questo, direi, è motivo sufficiente
per far votare sì a un sacco di gente).

Un, due, tre
vota sì e fai da te
amen.