Stefano Benni presenta... L’ululato - n.4

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Silvio è grande solo nell’ipocrisia. Ricordate cosa aveva promesso per l’Alitalia? Una grande cordata patriottica, una geniale soluzione che non aveva bisogno né di Air France né di Lufthansa.
Ha dimenticato queste promesse e, con una bella dose di vigliaccheria, ha scaricato tutta la responsabilità della crisi sui piloti e sui bolscevichi della Cgil.
Ma non sta soffrendo molto: perché se l’Alitalia si fermasse, lui volerebbe lo stesso. Fate anche voi come lui, cercate delle soluzioni, invece di lamentarvi. Compratevi degli aerei privati, come tutti. Vi diamo alcuni consigli per l’avio-shopping.
Io credo che nel vostro hangar (non ditemi che non ne avete uno!) non possa mancare un «Gulfstream V», la Rolls Royce dei cieli. Silvio ne ha un paio, ne pagò uno 20 miliardi nel 1986, poi qualcuno gli ha graffiato la fusoliera e ne ha acquistato uno nuovo nel 2001 per 37 milioni di euro. Ma è una aereo piccolo, poco capiente, potrebbe darvi dei problemi in caso di gita numerosa. Quindi non potete privarvi di un Airbus A319-115/CJ, costa solo 30 milioni, compresa autoradio e arbre magique. Ha il difetto che consuma molto, quindi per i vostri week-end, compratevi almeno due Hawker 800 XP da 8 posti, magari di colori diversi. Ahimè, voi direte, ma spesso i tragitti da-e–per l’aeroporto sono lunghi e noiosi. Capisco che abbiate, come Silvio, l’assoluta esigenza di un elicottero. Atterra dappertutto è maneggevole e chic. Il premier ha un Aw Agusta Westland, 139, costa la miseria di 8 milioni di euro.
E se avete paura di volare? beh, compratevi lo yacht di Silvio, costa 13 miliardi di euro ed lungo 48 metri (ma lui dice 58, rubare su altezze e lunghezze è più forte di lui). Non accontentatevi del “Besame” di Marina Berlusconi, solo 27 metri o del “Suegno” di Piersilvio, poco più di un gommone. Ma il rischio è che viaggiando sempre in aereo o yacht, la vostra salute ne risenta. Niente paura, fasta una bicicletta in fibra di carbonio da 80.000 euro. Silvio la usa in Sardegna, per andare in bagno.
Insomma, la chiusura dell’Alitalia è un problema solo per chi non si sa arrangiare. C’è solo un problema: tutta questa flotta vi costerà una decina di milioni al mese di carburante. Fate questo sacrificio e ricordate che la colpa del prezzo della benzina è della Cgil irachena.

( 19 settembre 2008 — Numero 4 )