Stefano Benni presenta... L’ululato - n.13

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Nasce il decreto sulla sicurezza, messo insieme dal corruttore capo e dal dieci per cento leghista, arrogante come un novanta per cento. Con questa legge-carogna il leader cerca di tenere insieme la sua barcollante armata, inquinata da mercanti di voti e puttanieri. La Lega da una parte sfrutta la mano d’opera straniera, dall’altra la vuol mettere in galera.
Le reazioni? Lodevoli, ma come sempre a metà.
La Chiesa dice: la legge porterà dolore. Poi si arena in un fiacco politichese. Hanno paura che gli tassino le parole? Sembra la stessa reazione dei giudici quando il Corruttore li prende a calci e loro guaiscono “inammissibili gli insulti alla magistratura”. Intanto se li tengono, non muovono un dito e vanno anche a cena col dittatorello.
L’Onu, l’Unione europea? Ancor più fiacchi e ipocriti della Chiesa.
La sinistra italica? Sta cercando un leader bianco e ariano, e per il momento è troppo impegnata.
Restano tante realtà: gli amici di Medici senza Frontiere, Harambe, l’Amref, Shaker, il centro di assistenza di Stazione Termini, Capodarco, il gruppo Abele e centinaia di altri. Loro non molleranno e faranno di tutto per contrastare, disobbedire e aiutare.
Questa è una legge frettolosa fatta da clandestini della democrazia, una legge carogna per far diventare più carogna questo paese già incarognito. Una legge razziale. Questa è la modernità del corruttore capo e del suo maggiordomo Maroni. Poi, tutti al buffet con Gheddafi.

( 4 luglio 2009 — Numero 13 )